21 Marzo 2026

Mafia ad Ostia. Operazione “Sub Urbe” dei Carabinieri. Arrestate 10 persone appartenenti al Clan Spada

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OSTIA (RM) – Alle prime luci dell’alba di oggi, 12 Marzo, a Roma-Ostia, i Carabinieri del Comando Gruppo di Ostia, a conclusione di una mirata e prolungata attività investigativa, convenzionalmente denominata “Sub Urbe”, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 10 soggetti ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di:

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• Lesioni personali aggravate e illecita detenzione di arma da sparo, aggravati dalle modalità mafiose (artt. 110, 582, 583, 585 co.1° 2° C.P. e art. 2, 4, 7, L. 895/67, aggravati ex art. 7 L. nr. 203/91);

• Tentata estorsione in concorso, aggravata dalle modalità mafiose (artt. 56, 110 e 629 C.P., aggravato ex art. 7 L. Nr. 203/91);

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L’attività trae origine dalla gambizzazione perpetrata il 22.10.2015 in danno di Massimo Cardoni, alias “Baficchio”, di Ostia, cugino del più noto Giovanni Galleoni, ucciso a colpi d’arma da fuoco il 22 Novembre 2011 ad Ostia, assieme al suo fedelissimo sodale Francesco Antonini, quando entrambi si trovavano all’apice della loro ascesa criminale che li vedeva ai vertici di una organizzazione operante sul litorale ostiense.

Massimo Cardoni, 48 enne romano con diversi precedenti di polizia, la mattina del 22 Ottobre scorso, mentre si trovava nei pressi del supermercato Conad di via Cagni di Ostia, è stato raggiunto da due persone che si trovavano a bordo di un T-Max e colpito ad entrambe le gambe da due colpi di pistola cal. 7,65 esplosi da uno dei due malviventi.
I due soggetti, che nella circostanza indossavano caschi e guanti, si davano poi alla fuga, mentre il Cardoni veniva condotto all’ospedale Grassi per le cure del caso.
Le indagini, coordinate dalla locale Dda, hanno consentito di:
• ricostruire la dinamica dell’evento ed identificare gli autori del reato;
• acclarare il movente dell’efferato gesto, da ricondurre ad una contrapposizione creatasi tra le opposte fazioni criminali facenti capo rispettivamente al clan emergente degli Spada e alla perdente compagine dei Baficchio/Galleoni, contrapposizione volta ad affermare la supremazia territoriale dell’una rispetto all’altra nella gestione delle illecite attività ricomprese nel territorio di Ostia Ponente;
• far emergere i lucrosi interessi legati alla gestione delle case popolari ubicate nella zona di Ostia Ponente da parte di taluni sodali del clan Spada che provvedono all’arbitraria occupazione delle predette abitazioni e alla conseguente assegnazione a famiglie bisognose che pagano all’organizzazione un corrispettivo in denaro, sottraendone cosi il controllo agli organi istituzionali all’uopo deputati.

Nello specifico, gli inquirenti, supportati dalle indagini tecniche avviate nell’immediatezza dei fatti, sono riusciti ad individuare l’esecutore materiale della gambizzazione, identificato in Manuel Granato, 32enne romano, che ha condotto materialmente l’azione di fuoco con il supporto di altri sodali che nella circostanza ricoprivano il ruolo di vedetta e ai quali era stato assegnato il compito di segnalare gli spostamenti della vittima; tra questi vi erano Mirko Miserino, 38enne romano, Davide Cirillo, 30enne romano e Massimiliano Spada, 40enne romano, ai quali la Procura ha contestato il reato di lesioni gravi, aggravate dalle modalità mafiose ex art. 7 L. nr. 203/91.

Inoltre, le indagini hanno consentito di fare luce sulla illecita e lucrosa gestione della case popolari ubicate in via Forni, via Baffigo e via Vasco de Gama di Ostia, area geografica in cui risiedono molti appartenenti alla famiglia Spada e sulla quale questa esercita un forte controllo territoriale.

All’uopo, attraverso lo strumento delle intercettazioni telefoniche e le successive attività di riscontro, si è avuto modo di accertare che Massimiliano Spada, Maria Dora Spada detta “Bella”, 32enne romana, Enrico Spada detto “Pelè”, 51enne romano, Nando Di Silvio detto “Focanera”, 38enne romano, Silvano Spada, detto “Silvio”, 32enne romano e Ottavio Spada detto “Marco”, 26enne romano, in concorso tra loro, avvalendosi delle condizioni di omertà ed assoggettamento suscitate nelle vittime e derivanti dalla loro comune appartenenza al “clan” degli “Spada”, attraverso numerose condotte estorsive poste in essere in esecuzione di un più ampio disegno criminale, si sono impossessati e stanno cercando di impossessarsi di numerose unità abitative popolari, eludendo così le discipline che regolano la regolare assegnazione delle case in parola e che prevedono una graduatoria stilata da Roma Capitale – Dipartimento Politiche Abitative.

Al termine delle incombenze di rito, gli arrestati sono stati tradotti presso le Case Circondariali di “Regina Coeli” e “Rebibbia”, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

Nel maggio di due anni fa è stato arrestato Carmine Spada, detto ‘Romoletto’ e ritenuto capo dell’omonima famiglia. Per lui l’accusa era estorsione aggravata dalle modalità mafiose.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta alle 11 presso il Comando provinciale Carabinieri di Roma alla presenza del procuratore aggiunto della Dda di Roma, Michele Prestipino.

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