20 Marzo 2026

L’“Eros” di Paolo Fresu ed Omar Sosa ha incantato Segni. Flicorno, tromba e tastiere per una musica “tridimensionale” con base jazz… [FotoeVideo]

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SEGNI (RM) – Una serata senza precedenti quella vissuta dai numerosissimi presenti in Piazza S. Maria Assunta a Segni, Sabato 30 Luglio in occasione del Concerto “Eros” di Paolo Fresu ed Omar Sosa.

Il concerto, organizzato dalla Banda Musicale Città di Segni “Eugenio Blonk-Steiner”, con la sponsoirizzazione della Banca di Credito Cooperativo di Roma, ha avuto un prologo d’eccezione con l’esecuzione di alcuni brani suonati dalla della banda stessa che, per l’occasione, annoverava tra i musicisti proprio lui, un Paolo Fresu – tromba e flicorno – assolutamente inedito. (vedi il video •> – Presenta Annalisa Ciccotti, Responsabile della Biblioteca Comunale).

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[Qui sopra alcuni scatti di Vincenzo Corsi]

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Da quel momento tutto è stato più semplice.
Fresu sembrava essere un membro della Banda da sempre, e gli altri strumenti sembravano, allo stesso momento, introdurre e far strada ad ogni suo “fiato”…

Sabato sera, già l’esibizione della Banda, con o senza il flicorno di Fresu, sotto la direzione attenta del M° Mario Vari – guarda caso anch’egli diplomato in tromba – sembrava più ispirata del solito.
Sarà stata la splendida cornice di Piazza Santa Maria, il numerosissimo pubblico “arrampicato” sulle gradinate della Cattedrale, la stessa acustica sorprendentemente resa dall’immaginario “salotto” che si era creato, o forse la sola presenza di un grande artista di fama internazionale…
Ma tutto è sembrato intriso di magia.

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Le note di “Eros” hanno fatto il resto, con la maestria di Omar Sosa alle tastiere – una vera e propria orchestra – e la tromba, con l’immancabile flicorno, di Paolo Fresu a fare il resto.

Chiamare la musica di “Eros”… jazz… potrebbe essere riduttivo…
Sì forse il jazz è “solo” il “filo conduttore” delle loro sonorità, intrise come sono di musica cubana e africana che, come in un puzzle senza fine, si incastonano tra di loro e nell’anima di chi le ascolta.
Nel modo di suonare di Fresu e Sosa, il jazz non è mai lezioso od autoreferenziale. A volte sembra quasi scomparire, ammantato da sonorità originali che fanno… genere a sé.

Lo stesso ritmo – battuto a suon di picchiate sulle corde del pianoforte a coda, od anche con l’anello al dito di Fresu che batte sull’ottone della tromba amplificata – ha una sua dimensione specifica: non segna il tempo della musica… piuttosto sembra inseguirla…

Regionando-sulle-radici00-articoliC’è poesia e spiritualità nella loro musica e chi ha assistito al concerto di Segni può ben capire di cosa stiamo parlando…

Gli schiamazzi di qualche bambino trascurato che urlava a lato del palco, e la presenza residua di uno sciame di moscerini, poco o niente hanno tolto alla magia della serata, amplificata dai toni di blu che illuminavano la facciata della Cattedrale.
Il “bis” è stato “tirato” dal pubblico senza cenni di referenza, ma semplicemente continuando ad applaudire, già soddisfatto di quanto ascoltato fin lì.

Non osiamo immaginare l’effetto che avrebbero sortito le presenze dal vivo del violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum o della cantante magrebina Natacha Stlas che hanno partecipato alla realizzazione dell’album e che hanno fatto “capolino” sul palco solo in registrazione…

Nemmeno i convenevoli a termine concerto, con la consegna ai musicisti della cravatta del Bicentenario da parte del Presidente della Banda, e del dizionario “segnino-italiano” da parte del Sindaco, hanno tolto nulla a quella che a Segni sarà ricordata per anni come una serata di grande musica universale.

Giulio Iannone

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