Lapidato e gettato nel fiume. E’ morto così il 79enne Mario Grossi a “Le Compre” di Sora. Arrestati i presunti assassini
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SORA (FR) – E’ stato brutalmente lapidato, probabilmente a causa di una disputa che coinvolgerebbe una badante romena, Mario Grossi, 79enne residente in Località “Le Compre”, alla periferia nord di Sora.
E’ accaduto nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16, quando, probabilmente al culmine di una lite degenerata, due conoscenti dell’uomo, vicini di casa forse ubriachi, Sante Cipollone (52 anni) e Angelo Pellegrini (48 anni), disoccupati, uno vedovo e l’altro separato, lo avrebbero malmenato, colpito con un’ascia e preso a sassate fino alla morte. Successivamente si sarebbero disfatti del cadavere gettandolo nel fiume Liri.
Almeno quest’ultimo atto non è sfuggito ad un testimone il quale avrebbe immediatamente allertato i Carabinieri.
I militari, appartenenti alla Compagnia di Sora, agli ordini del Cap. Ciro Laudonia, sono intervenuti prontamente ed hanno fermato i due conducendoli presso la sede della Compagnia in Lungoliri Matteucci. Qui sono stati interrogati fino all’alba dinanzi al sostituto procuratore di Cassino Maria Beatrice Siravo, ed uno dei due, Angelo Pellegrino, carpentiere senza lavoro, avrebbe confessato il delitto.
Omicidio in concorso ed occultamento di cadavere: sarebbero questi i pesanti capi d’accusa con i quali i due assassini sono stati arrestati e condotti presso il carcere di Cassino. Tra le prove raccolte dai Carabinieri ci sarebbero delle tracce di sangue trovate sui pantaloni e sulle scarpe di uno dei due arrestati ed altre tracce ematiche rinvenute nel luogo in cui l’uomo sarebbe stato massacrato.
E proprio dal luogo della mattanza sono partite le operazioni dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Roma, diretti dal Capo Squadra Roberto Silvestrini, che ieri sera fino alle 21,30 si sono ripetutamente immersi nella zona alla ricerca, per il momento inutile, del corpo del povero Mario Grossi.
A partire dalle ore 10 di stamane il Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno ripreso le ricerche anche in superficie con l’ausilio di gommoni. Non si esclude che il fiume possa restituire il cadavere dell’uomo più a valle, anche oltre il centro urbano di Sora.
Secondo indiscrezioni, la lite sarebbe stata generata da vecchi rancori e la disputa che coinvolgerebbe la badante romena dell’uomo – che nei giorni scorsi sarebbe stata accompagnata presso l’abitazione dell’anziano da uno dei due accusati dell’omicidio – avrebbe una rilevanza marginale e potrebbe essere stata solo “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Ieri quindi la lite, nel corso della quale i due, probabilmente anche in preda ai fumi dell’alcol, hanno perso il lume della ragione e massacrato il povero Mario Grossi.












