Il grande successo de “L’albero dei sogni” di Franco V. Ragusa e Fabio Ricci, vincitore della III Edizione Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea LCE
“L’albero dei sogni”, di Franco V. Ragusa e Fabio Ricci , vincitore della III Edizione Premio Nazionale di Letteratura Italiana contemporanea indetto dalla Laura Capone Editore, presentato, in anteprima, nella Sala S. Leonardo di Venezia, e premiato ufficialmente a Roma, presso il Centro Pianeti Minori di Via Rasella, sta veramente riscuotendo un grande successo per la sua struttura particolare e piacevole, che invita alla lettura.
Infatti, non capita spesso di trovarsi davanti a un’opera prima così compiuta, elegante e convincente. A maggior ragione se l’autore non nasce dal professionismo letterario, ma da ben altre professioni.
In questo caso gli autori sono due amici, ognuno col proprio mestiere, i quali decidono di scrivere un libro per puro divertimento: il divertimento c’è, ed è tutto di chi legge una storia tanto scorrevole da far rimpiangere di essere arrivati alla fine.
«L’albero dei sogni è un romanzo intrigante e al tempo stesso una guida pratica del buon vivere. La vicenda si impernia su un giovane dottore di città che si trasferisce in un retrogrado paesino della Sicilia meno conosciuta, sul suo iniziale rigetto per quel posto così lontano dalle sue origini e sulle esperienze umane e professionali che ne deriveranno. I personaggi, anche quelli minori, sono ben delineati e i frequenti dialoghi aumentano la loro veracità. La narrazione ha il particolare ritmo della sceneggiatura cinematografica, così il lettore diventa improvvisamente spettatore, con l’impulso – o meglio la necessità – di vedere sempre cosa succede dopo».
In vero, è un libro di buoni sentimenti, ma sarebbe un errore catalogarlo come una storia semplice: oltre al respiro squisitamente romanzesco, c’è infatti quello saggistico – incentrato sulle potenzialità della mente – che, però, mai invade il territorio della godibilità narrativa, anzi si rivela solo ad un più attento esame, quasi in punta di piedi, per non turbare il piacere di una trama solida, efficace e rasserenante.
Infine, è un libro adatto a tutte le età e ad ogni condizione mentale: il linguaggio usato è facile e lineare, e non vi sono situazioni violente, scabrose, o di orrore, alle quali ci ha, purtroppo, abituati una cronaca tristemente morbosa.
E, proprio da tutti questi elementi, si può comprendere il perché “L’albero dei sogni” abbia vinto un premio prestigioso di livello nazionale: e, se questa è l’opera prima di Ragusa e Ricci, vale la pena di attendere con ansia la seconda.
Nel futuro del libro: numerose presentazioni in varie città d’Italia.
Luciana Vinci














