Giornata Mondiale del Malato all’Immacolata ed apertura della Porta Santa Giubilare all’Ospedale di Colleferro [Foto]
COLLEFERRO (RM) – È stata celebrata a Colleferro Giovedi 11 Febbraio la XXIV Giornata Mondiale del malato che quest’anno ha avuto come tema papale: «Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5) », che invita la comunità cristiana a chiedere al Signore il dono della sapienza del cuore che rende capaci di aprirsi alla sofferenza dei fratelli e riconoscere in essi l’immagine di Dio.
L’invito del Santo Padre in questa Giornata Mondiale del Malato è “chiedere a Gesù misericordioso, attraverso l’intercessione di Maria, Madre sua e nostra, che conceda a tutti noi questa disposizione al servizio dei bisognosi, e concretamente dei nostri fratelli e delle nostre sorelle malati”.
La Giornata mondiale del Malato è un giorno di festa della Chiesa cattolica romana ed è stata istituita il 13 Maggio del 1992, per volere di San Giovanni Paolo II.
Ricorre l’11 Febbraio, nella memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, la località ai piedi dei Pirenei che è diventata un tempio universale dell’umana sofferenza.
Dopo la recita del Rosario presso la Chiesa di Santa Barbara un lungo corteo di malati, accompagnati dai Volontari Unitalsi, e fedeli alla luce delle candele ha raggiunto la Chiesa di Maria SS. Immacolata, trasformata in una piccola Lourdes per la concelebrazione della S. Messa presieduta da Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Apicella – Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Velletri Segni, cui hanno partecipato Padre Antonio Scardella -Parrocchia Maria SS. Immacola, Mons. Luciano Lepore-Parrocchia S. Barbara, Don Augusto Fagnani-Parrocchia S. Bruno, Don Nando Brusca-Cappella Ospedale. Presenti il Vicesindaco Diana Stanzani e la Resp. le della Polizia Locale Antonella Pacella.
Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato come la malattia, soprattutto quella grave, possa mettere in crisi l’esistenza umana e la fede possa vacillare, ma spesso è proprio attraverso la sofferenza che riusciamo a scoprire il senso profondo della vita. Noi tutti possiamo diventare strumenti di misericordia, promuovendo, attraverso la disponibilità e l’aiuto verso i fratelli bisognosi, la cultura dell’incontro e della pace. Rivolgendosi a quanti professionalmente o volontariamente si dedicano all’assistenza dei malati, li ha esortati a continuare con sempre rinnovato vigore, anche se talvolta questo servizio può risultare faticoso e pesante.
Durante la Santa Messa il Vescovo ha impartito il sacramento dell’unzione ai malati per aiutarli a vivere cristianamente il tempo della malattia. Al termine si è ricomposto un lungo corteo che ha raggiunto l’Ospedale, dove nell’atrio ha avuto inizio la liturgia con l’incontro del personale sanitario, malati e accompagnatori.
Il Vescovo ha poi proceduto ad aprire la “porta giubilare” presso la Cappella quale segno di attenzione verso i malati e il mondo sanitario. In questo Anno Santo la cappella dell’ospedale rappresenta una casa di misericordia, un luogo di speranza e di consolazione per tutti.
Eledina Lorenzon












