Frosinone. Grande avvio e successo di pubblico per il Festival Regione Invasioni Creative 2014
FROSINONE – Grande avvio per le Invasioni Creative che hanno registrato, nella serata di apertura del 4 Agosto uno straordinario successo di pubblico e di gradimento.
In Largo Turriziani, vera e propria terrazza della città di Frosinone, Peppe Voltarelli, cantautore e attore italiano, con un concerto che ha fatto vivere un viaggio musicale “serio e divertente” al folto pubblico intervenuto, ha incantato tutti con il suo talento e la sua verve.
Domani (6 Agosto) la calda voce di Pietra Montecorvino riempirà con le sue vibrazioni largo Turriziani. Non solo. Alle 19, in via Amendola ci sarà un’esposizione di artisti e fotografi, mentre alle 23, in largo Turriziani toccherà a Ri-evolution. Il 7 sarà la volta di Elena Bucci con Barnum, il famoso circo inteso qui come bar dove incontrare passanti e affacciarsi sul disgregarsi del mondo d’Occidente. L’8 Agosto Elena Arvigo propone Maternity Blues (From Medea), tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Verasani.
Chiudono il 9 Agosto Gli Omini con un lavoro dal titolo Tappa, risultato di un periodo di permanenza tra le vie e la gente di Frosinone. Ogni giorno, quindi, fino al 9 Agosto la città sarà invasa da incursioni artistiche performative e musicali a cura di artisti e associazioni locali, tra cui Compagnia Errare Persona, Teatro Labrys, Spazio Disponibile, Compagnia DeMix. Le Invasioni Creative porteranno in scena una letterale invasione d’arti e di discipline in grado di parlare alle migliaia di persone che ogni sera affolleranno le piazze, le strade, i vicoli e i chiostri delle tre città, per lasciarsi coinvolgere in un’esperienza artistica multiforme. Il tentativo di affrontare e scandagliare l’attuale crisi economica e le sue ripercussioni nel panorama contemporaneo delle arti performative è la sorgente da cui trae origine questa seconda edizione del Festival Regione Invasioni Creative 2014.
Quello che di fatto viene promosso, attraverso l’operazione di RIC 2014, è un primo passo verso un possibile “New Deal della cultura”, un’ipotesi per la creazione di nuove opportunità anche lavorative. A partire da una riflessione sull’infelicità, o meglio, sulla non-felicità dell’individuo contemporaneo, i tre Festival saranno veri e propri cantieri di creatività per delle città che cercano di reagire al disagio attraverso l’arte nelle sue molteplici declinazioni.












