21 Marzo 2026
Valle d. Sacco

Elezioni Comunali Colleferro 2015. Santina (Ina Camilli). «Il Comune è sotto osservazione della Corte dei Conti per una procedura di “pre dissesto”…»

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COLLEFERRO (RM) – Iniziata in sordina, la campagna elettorale si è accesa Mercoledì 13 Maggio improvvisamente con una notizia che rischia di mettere in secondo piano qualsiasi altra iniziativa. Il Comune di Colleferro è in questo momento sotto osservazione da parte della Corte dei Conti, supremo organo della magistratura amministrativa alla quale sono soggetti tutti gli Enti Locali, per una procedura di pre dissesto.

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La notizia è stata data dalla candidata sindaco Santina “Ina” Camilli, che ha proprio al primo punto del programma elettorale la gestione trasparente della cosa pubblica e il risanamento del bilancio, nel corso del suo comizio elettorale tenutosi ieri in piazza Gaucci.

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A quanto pare il caso di Banca delle Marche ha pesato in maniera determinante sulle già malmesse casse comunali, alla situazione delle partecipate veramente compromessa a causa di scelte strategiche sbagliate ed investimenti che probabilmente un imprenditore degno di questo nome non si sognerebbe mai di fare.

Ma di cosa si tratta esattamente quando si parla di “pre dissesto”?

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Secondo quanto disposto dall’art. 242 TUEL, devono considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie, quegli enti che presentino “gravi ed incontrovertibili condizioni di squilibrio“, lo stato di dissesto finanziario (art. 244 TUEL) si ha invece solo quando l’ente “non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell’ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte”.

È evidente che si parla di due situazioni collegate (la condizione strutturalmente deficitaria è prodromica del più grave stato di dissesto), ma non equivalenti per le conseguenze che derivano.

In ogni caso si tratta di uno stato grave che potrebbe portare l’Amministrazione entrante ad essere soggetta a diverse procedure in quanto ente deficitario.

In primo luogo, se emergono dagli ordinari controlli comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni, irregolarità contabili o squilibri strutturali di bilancio potenzialmente in grado di determinare il dissesto, la Corte dei Conti trasmette gli atti al Prefetto e alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica.

Il comune ha un mese per porre fine alle inadempienze altrimenti, se viene accertata dalla Corte dei Conti l’esistenza delle condizioni di dissesto, il Prefetto concede un termine di altri venti giorni per deliberare lo stato di dissesto pena lo scioglimento del consiglio comunale e la nomina di un commissario.

Dal 2012 è stata introdotta la possibilità per gli enti locali di salvarsi dalle situazioni di difficoltà finanziaria: la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale chiamata comunemente predissesto con la quale si assegna allo stesso ente la gestione delle misure correttive, ma che deve essere deliberata dal Comune solo dopo che la Corte dei Conti abbia già assegnato il termine per le azioni correttive.

La sezione regionale della Corte dei Conti ha, però, anche in queste ipotesi un ruolo tutt’altro che marginale: l’art. 243-quater dispone infatti che, dopo la trasmissione del piano di riequilibrio, “la sezione regionale di controllo della Corte dei conti, entro il termine di 30 giorni dalla data di ricezione della documentazione, delibera sull’approvazione o sul diniego del piano, valutandone la congruenza ai fini del riequilibrio”.

Quindi il piano è sottoposto al giudizio inflessibile della Corte dei Conti e non è detto che sia accettato.

La situazione è comunque grave perché non è dato sapere a quanto ammontino i debiti contratti dalle partecipate dato che i bilanci non sono pubblicati da nessuna parte.

Chi verrà eletto si troverà immediatamente in una situazione molto scomoda.

Speriamo che non sia la scusa per mettere subito in discussione tutte le promesse elettorali fatte.

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