19 Marzo 2026
Riceviamo e pubblichiamoValle d. Sacco

Colleferro. Vincenzo Stendardo (Pd): «Ancora contraddizioni e contrapposizioni all’interno del centrodestra…»

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Il consigliere comunale Pd Vincenzo Stendardo

COLLEFERRO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Capogruppo consiliare Pd di Colleferro, Vincenzo Stendardo.

Vincenzo Stendardo (Pd): ancora una volta un consiglio comunale a base di contraddizioni e contrapposizioni all’interno del centro-destra. La mancanza di un progetto condiviso fa emergere i contrasti interni dell’amministrazione… ma la città ha bisogno di una guida solida… è ora che vadano a casa!

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«Il consiglio comunale di alcuni giorni fa ha evidenziato ancora una volta, se mai qualcuno lo avesse dimenticato, le forti contraddizioni dei consiglieri di centro-destra che supportano l’amministrazione e le loro contrapposizioni politiche che mutano al mutare degli eventi! – afferma Vincenzo Stendardo, capogruppo Pd in consiglio comunale – Ancora una volta a far emergere in maniera plateale l’incapacità a trovare una sintesi politica e programmatica concertata e condivisa da parte di chi governa da oltre due anni Colleferro (per non parlare dei quasi 20 pregressi…), è una variante al piano urbanistico che non c’è… e non ci sarà mai con questa compagine di governo, perché la variante, simbolo della politica estemporanea e rabberciata, è ciò che da sempre contraddistingue il centro-destra di Colleferro!!!

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Che la cosa sia degenerata lo hanno attestato i cittadini presenti in consiglio che hanno alzato i toni nella sede delle istituzioni! Questo dovrebbe far riflettere e molto perché evidenzia che qualcosa si è rotto, che questa tanto sbandierata “corrispondenza di amorosi sensi” tra amministrazione e città non è più solida come il Sindaco tante volte sottolinea, perché evidentemente si è passato il limite, perché ormai la gestione amministrativa è a gruppi che si compongono e scompongo palesando una grande inaffidabilità e tradendo altro. Tutto viene continuamente rimescolato a seconda delle convenienza sacrificando una città in ginocchio che avrebbe oggi più che mai bisogno di chi “si batte per lei”. Nella ormai famosa scacchiera del potere, nella partita sempre aperta degli amministratori, nuove mosse si sono fatte, chi è rientrato, chi è stato mangiato, chi momentaneamente “avanza minaccioso”, chi ha mangiato il re! E allora tra scissionisti riappacificati, nuovi momentanei dissidenti, nuove promozioni all’orizzonte breve, la città attonita rimane ferma, imprigionata nella sua gabbia, cristallizzata in un tempo infinito che rende infiniti i suoi problemi: il lavoro e l’ambiente. Noi la città la vogliamo liberare…non ce la fate più, non riuscite più a governarvi al vostro interno, fate un atto di altruismo: dimettetevi!!!».

 

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