Colleferro. Venerdì 23 Gennaio all’Unitre presentazione del saggio “L’immagine femminile in Shakespeare” di Paolo Randazzo

COLLEFERRO (RM) – Sarà presentato Venerdi 23 Gennaio alle ore 17, presso l’Aula Ulderico Gagliarducci dell’Unitre – Università delle Tre Età in Via Nobel, 1 a Colleferro, il saggio di Paolo Randazzo “L’immagine femminile in Shakespeare”, edito da Terre sommerse.

Relatrice e moderatrice dell’incontro sarà Sara Deodati, Editor di Luna Letteraria – Agenzia di servizi editoriali.
Paolo Randazzo insegna italiano e latino nei licei e nelle scuole medie, ed è alla sua prima opera letteraria.
Il saggio nasce dall’esigenza dell’autore di indagare sul perché le eroine letterarie devono sempre morire fisicamente o psichicamente. Ha quindi iniziato una ricerca sull’opera di un autore che potesse dare una risposta alla sua curiosità.
La scelta è inevitabilmente caduta su Shakespeare, che è divenuto lo strumento di ricerca per conoscere il motivo per cui da secoli l’immagine femminile viene rappresentata in modo violento e tragico.

Le opere scelte dall’autore, nelle quali l’immagine femminile emerge più prepotentemente, sono: Otello, Romeo e Giulietta, Amleto e Macbeth e all’inizio di ogni capitolo, dedicato ad un personaggio femminile dell’opera shakespeariana, Desdemona, Ofelia, Giulietta e Lady Macbeth, è inserita una fondamentale informazione sulle fonti letterarie di ogni tragedia.
L’autore riesce, pagina dopo pagina, a fa emergere con quanta e tale originalità Shakespeare lesse e rielaborò scritti, novelle e quant’altro a sua disposizione, riuscendo a dare nuovo spessore a storie e personaggi, ma effettua anche un’attenta analisi psicologica tendente a svelare le dinamiche distruttive dei personaggi usciti dalla fantasia di Shakespeare, tratteggiandone con precisione clinica alcune patologie mentali: l’invidia, Jago; la bramosia, Lady Macbeth; la scissione del pensiero, Amleto; la pazzia che porta alla violenza omicida, Otello, affermando infine come tutto questo non dipenda da natura umana, ma da malattia.
Dopo quattro secoli quindi i personaggi delle più famose opere di Shakespeare riescono ancora a stupirci ed appassionarci.
Eledina Lorenzon












