Colleferro. Sulla cava di calcare San Bruno di Segni, riceviamo e pubblichiamo una lettera a firma del Presidente del Comitato di Quartiere “Murillo” Giuseppe Mollica
COLLEFERRO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci in redazione a firma del Presidente del Comitato di Quartiere “Murillo” di Colleferro, Giuseppe Mollica, il quale solleva una questione relativa alla Cava di calcare San Bruno sita nel Comune di Segni.
Ne pubblichiamo di seguito il testo.
«Buongiorno signor Direttore,
Le scrivo in qualità di presidente del “Comitato di Quartiere Murillo” allo scopo di sottoporre alla sua attenzione ed a quella dei lettori di “Cronache Cittadine” una problematica di crescente rilievo riguardante la Cava di calcare San Bruno sita nel Comune di Segni, Via Traiana Km. 2, in un’ area prospiciente il centro abitato di Colleferro.
Come noto l’attività del sito estrattivo, avviata già all’inizio del secolo scorso, si è sempre svolta entro i limiti di sostenibilità ambientale, paesaggistica e di sicurezza definiti dalla normativa vigente, tuttavia negli ultimi dieci anni si è assistito ad un drastico peggioramento delle condizioni ambientali ed operative
- Il transito giornaliero dei camion per il trasporto del calcare è passato da poche decine a circa 150 al giorno, causando un incremento dell’inquinamento atmosferico, gravi disagi al traffico, l’usura del manto stradale e fenomeni di cedimento dei terrapieni con conseguenti crolli della carreggiata.
- L’impatto ambientale ha assunto dimensioni al limite della vivibilità a causa del deposito delle polveri non abbattute su strade e abitazioni; Problema quest’ultimo aggravato dalla mancata attuazione delle misure di mitigazione previste, quali l’installazione di un cannone nebulizzatore e la realizzazione di un tunnel di copertura
- I ritmi intensivi dell’attività estrattiva degli ultimi anni hanno lasciato una vera e propria cicatrice nel territorio, alterando in modo irreversibile lo skyline e l’armonia naturale del paesaggio. La mancata attuazione del piano di coltivazione da parte delle società appaltatrici che si sono succedute nel corso del tempo ha trasformato il sito estrattivo in un desolante paesaggio lunare
- L’impiego incontrollato di cariche esplosive per l’estrazione del calcare sta compromettendo la stabilità degli immobili circostanti il sito estrattivo, destando grave preoccupazione per la sicurezza delle famiglie residenti.
- L’impianto di frantumazione utilizzato nel sito estrattivo manca delle elementari accortezze per la riduzione dell’inquinamento acustico superando ampiamente la normale tollerabilità prevista dall’art. 844 del Codice Civile e i limiti di emissione fissati dal DPCM 14/11/1997; l’esposizione prolungata a tali livelli di rumore arreca grave pregiudizio alla qualità della vita, alla salute e al normale svolgimento delle attività quotidiane da parte dei residenti.
Il Comitato di Quartiere Murillo, in sinergia con altre rappresentanze cittadine, sta promuovendo una serie di iniziative volte a rivendicare con determinazione i diritti della comunità e a garantire il rispetto della legalità nel territorio.
A tal fine confido, nel contributo del Suo giornale per sensibilizzare la comunità (civile e politica) proponendo soluzioni concrete attraverso inchieste, articoli di approfondimento e spazi di discussione pubblica.
La ringrazio fin da ora per l’attenzione che, sono certo, saprà offrire nel promuovere una maggiore consapevolezza tra i lettori».
Colleferro 05 Febbraio 2026
F.to Il Comitato di Quartiere Murillo – Il Presidente Giuseppe Mollica

















