21 Marzo 2026
Riceviamo e pubblichiamoValle d. Sacco

Colleferro. Sugli arresti nel centro di riabilitazione neuropsichiatrico di Grottaferrata una nota del Vicesindaco ed Ass. ai Servizi Sociali Diana Stanzani

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COLLEFERRO (RM) – Su quanto accaduto nel centro di riabilitazione neuropsichiatrico di Grottaferrata (leggi la notizia qui •>), riceviamo e pubblichiamo di seguito una nota del Vicesindaco ed Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Colleferro Diana Stanzani.

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«È molto difficile commentare le immagini che denunciano la violenza di alcuni operatori del centro di riabilitazione di Grottaferrata.

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Proprio mentre ci rifletto mi viene un sorriso amaro, centro di riabilitazione: per quelle dieci persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare dalla Procura della Repubblica di Velletri, riabilitazione equivale a violenza, a crudeltà e a disumanità, una concezione perversa che tradisce l’inabilità di quelle persone non solo al tipo di lavoro per cui erano state assunte, ma come individui che evidentemente hanno loro si qualche problema e per i quali è necessario una denuncia sociale molto forte e una condanna altrettanto esemplare.

Accanirsi in modo così feroce su chi non può assolutamente difendersi, su chi ha bisogno solo di cura e di amore, di sicurezza e di fiducia, è difficile da accettare. Sdegno e rabbia sono i sentimenti che prevalgono e di fronte all’ennesimo episodio di crudeltà torniamo a chiedere maggiore attenzione e rigida selezione del personale nelle strutture che devono essere di protezione. In questo specifico caso è stata proprio l’attenzione e le denunce della società che gestisce la struttura ad avviare l’indagine, ma spesso questo non avviene. E allora vediamo i filmati dentro gli asili, nelle case di cura, in quelle di riabilitazione.

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Quando accadono questi episodi tanto inquietanti, come amministratori ci poniamo tanti interrogativi. Il lavoro, la progettazione, l’avvio di percorsi nell’ambito delle disabilità è molto difficile, cerchiamo di essere accanto alle famiglie, vorremmo fare di più, ma troppo spesso la mancanza di economie per investimenti importanti ci pone in una situazione di grande frustrazione.

Lavoriamo per adeguare i nostri paesi e le nostre città ma se può essere realizzato in tempi congrui uno scivolo lo stesso non si può dire per insegnare il rispetto dell’altro, indipendentemente da chi esso sia.
E un’altra domanda che spesso mi pongo, nel mio lavoro e nel mio impegno in amministrazione è perché persone così insensibili finiscono per fare lavori nel sociale.
Per operare nella complessità della nostra società così problematica non basta un pezzo di carta che da la patente di operatori sociali, ci vuole di più, ci vuole cuore, rispetto e sensibilità, ci vuole una professionalità che non è guidata dal pietismo o dall’assistenzialismo, ma dalla convinzione che bisogna operare nel rispetto della dignità della persona.

l lavoro nel sociale è difficile perché parliamo della vita delle persone, è pesante è drammatico in molti casi, ma è pieno di sorprese, di umanità e anche di scommesse vinte. Mi auguro che quanto accaduto a Grottaferrata non avvenga più da nessuna parte, la solidarietà ai ragazzi maltrattati, alle loro famiglie e a tutti i bravi operatori è massima.
Stigmatizziamo e combattiamo la violenza sempre, in ogni sua forma».

F.to Diana Stanzani