20 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. “Sold out” per il Presepe Vivente nei Rifugi antiaerei di Via Roma, i più profondi d’Italia

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Era il lontano 2002 quando due fantastici visionari, Renzo Rossi e Roberto Venturini, decisero di aprire i Rifugi di Via Roma al pubblico in occasione delle festività natalizie ed animarli con la rappresentazione del Presepe Vivente.
Solo poco quadri rappresentanti la Natività, i pastori ed i Magi.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

Fu un successo che diede la giusta carica ed entusiasmo agli ideatori che decisero di far diventare la manifestazione una vera e propria tradizione per la città di Colleferro e per l’intero territorio, tanto da essere riproposto, dal 2016 in collaborazione con la Compagnia teatrale diretta da Claudio Dezi, ininterrottamente fino a Dicembre 2022, ventuno anni di successi con proposte sempre diverse che hanno saputo riproporre la magia autentica del Natale in un appuntamento tra i più emozionanti della tradizione.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Dopo la scomparsa del suo ideatore nel Settembre 2023, la manifestazione si è interrotta fino a quest’anno, quando il Sindaco Pierluigi Sanna e l’Amministrazione Comunale tutta hanno fortemente voluto, proprio nel ricordo di Renzo Rossi, riproporre l’evento in collaborazione con la Pro Loco di Colleferro presieduta da Cristina Sabbioni e dall’Azione Cattolica della Parrocchia di Santa Barbara.

Una rappresentazione, quella del “nuovo inizio” dal sapore semplice e genuino, improntata sull’autenticità del messaggio natalizio, dove il silenzio di questi luoghi dialoga con le emozioni del pubblico, facendo riscoprire che la vera gioia del Natale è quella della condivisione e sentirsi parte di una comunità viva ed autentica.

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

Canovaccio dell’evento la poesia di Guido Gozzano “La Notte Santa” scritta dal poeta nel 1914, un invito a riflettere sul senso dI questa festa tanto amata, che pone in evidenza il dolore per l’abbandono della terra natia e la nascita di un bambino in un rifugio di fortuna, dopo aver bussato a tutte le locande senza trovare un luogo sicuro per la notte.
Lungo il loro pellegrinare tante porte chiuse, ma anche l’incontro con la vita di tutti i giorni.

Come bambini meravigliati, pronti all’entusiasmo, il pubblico si è lasciato vincere dallo stupore e dalla bellezze di questi “quadri viventi” in un ambiente magico e tragico al tempo stesso, ricordando che fu luogo di riparo dai bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale per la cittadinanza tutta di Colleferro.

Ieri come oggi, in molte parti del mondo, si continua a soffrire e a morire per la guerra: la povera gente di Betlemme, di Israele, di Gaza, dell’Ucraina e di tutte le periferie dolorose di oggi e nel nostro mondo ultra tecnologico sono invece la solitudine, la ricerca di ideali, le malattie e la fame ad indurci ad una riflessione non più rimandabile e nel travaglio di questo nostro tempo a rivedere le nostre priorità e considerare la fraternità, la solidarietà veri valori a cui ispirarsi.

Il racconto della Natività non come scena statica, ma come storia viva , capace di parlare al presente è stata, a mio modesto avviso, la scelta vincente di questa rappresentazione del Natale nei rifugi 2025, con una Betlemme vissuta con intensità, un’attenzione ai dettagli e soprattutto la scelta di coinvolgere l’intera comunità dai grandi ai piccini.

Un percorso che diventa itinerario narrativo con scene della vita quotidiana: il mercato e le botteghe degli artigiani al lavoro, le lavandaie, le filatrici, il campo dei pastori, i Re Magi in cammino seguendo la stella cometa e poi infine la stalla dove un bue ed un asinello riscaldano l’ambiente dove il figlio di Dio può farsi Uomo!

Per quattro mill’anni s’attese

quest’ora su tutte le ore.

È nato! È nato il Signore!

È nato nel nostro paese!

Risplende d’un astro divino

La notte che già fu sì buia.

È nato il Sovrano Bambino.
È nato!

Alleluja! Alleluja!


Il Sindaco Pierluigi Sanna, presente nei rifugi per l’intera giornata, ha accolto i numerosi visitatori, ben 700 persone, che hanno voluto partecipare a questa nuova edizione del Presepe vivente, un successo che non può che far piacere a dimostrazione di come la città di Colleferro sia comunità fortemente coesa.

Ha poi consegnato, nel corso della prima visita, una targa ricordo alla Sig.ra Patrizia, moglie di Renzo e alla figlia Agnese con la seguente motivazione: “In ricordo di Renzo Rossi, ideatore ed anima del Presepe nei rifugi di Colleferro, il tuo esempio continua a guidarci”.

Come ha avuto modo di dichiarare nel corso del servizio rilasciato al TG3 , quello di Colleferro è: «il Presepe Vivente più “profondo” d’Italia, un percorso che, scendendo fino a 45 metri, unisce storia, spiritualità e memoria collettiva, riportando la comunità nei luoghi che hanno custodito la speranza durante i momenti più bui.», augurando un Felice Natale a tutta la cittadinanza, in pace e serenità!

Un ringraziamento alla Pro Loco, presieduta dalla vulcanica Cristina Sabbioni, e alla Caritas della Parrocchia di Santa Barbara che hanno organizzato, con grande impegno e passione, questa stupenda edizione del Natale nei Rifugi 2025 ed un arrivederci alla prossima edizione.