21 Marzo 2026
Riceviamo e pubblichiamoValle d. Sacco

Colleferro Scalo. Problematiche ambientali. Assemblea pubblica alle ore 18 domani, Venerdì 18 Luglio

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COLLEFERRO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Comitato Residenti Colleferro.

Assemblea di Quartiere Colleferro Scalo 18/07/2014
(click per ingrandire)

«È stata fissata per domani, Venerdì 18 Luglio, alle ore 18.00, un’assemblea pubblica per discutere sulle problematiche ambientali a Colleferro Scalo, promossa da un gruppo di cittadini e sostenuta dal Comitato residenti Colleferro.
Si parlerà dell’incendio della discarica, della battaglia contro il progetto di Tmb (Trattamento meccanico biologico) e di gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti in una prospettiva economica sostenibile, che porti salute, nuova ricchezza e occupazione.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

Il programma, pomeriggio con tè, prevede dalle ore 16 una iniziativa ambientale di volontariato per ripulire gli spazi pubblici. A largo don Nicola ogni partecipante si presenterà con il materiale necessario all’attività (scope, guanti, sacchetti in plastica), che in parte è messo a disposizione da Lazio Ambiente spa, gestore del servizio di spazzamento. Dalle 18.00 dibattito con domande dal pubblico al quale interverrà Domenico Alfieri, Sindaco di Paliano e l’avv. Vittorina Teofilatto, Delegata Raggio Verde, che ha seguito tutte le più importanti vertenze legali della valle del Sacco.

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Sarà un pomeriggio all’insegna dell’impegno e della fatica, arricchito dalla condivisione e convivialità di tutti, tra un film all’aperto e tentazioni estive.
Mentre sono in atto i preparativi, precipita sugli organizzatori e su tutte le associazioni, comitati, sindacati, partiti, movimenti e gruppi la notizia – quotidiano La Repubblica, del 15 Luglio – che l’assessore Civita starebbe mettendo a punto un Piano (non un Piano a punti). Si tratta della “Soluzione Colleferro” che, per normalizzare la crisi dei rifiuti a Roma, prevederebbe la messa a norma di due vecchi inceneritori allocati nel centro urbano del quartiere Scalo, dove i rifiuti potrebbero essere bruciati come cdr.

Da parte dell’Amministrazione comunale di Colleferro nessuna reazione vitale alla notizia; il Sindaco Cacciotti sarà ancora intento a chiedersi come sia riuscito ad evitare la verifica della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per il “buco” di 1 milione e mezzo di euro, accumulato in meno di un anno, grazie al pronto intervento del Presidente della Regione Lazio, Zingaretti.

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

Il Piano Civita prevede la vendita ad Ama dei due inceneritori della società regionale Lazio Ambiente spa (che porta in dote una altrettanto vecchia vicenda giudiziaria) e di un vigoroso revamping prima di bruciare i nuovi quantitativi previsti dalla “Soluzione Colleferro per non finire fuori mercato, senza che si parli mai di salvaguardia ambientale delle popolazioni e dei territori!

Intanto va avanti l’iter presso la regione Lazio, favorevole Giunta Cacciotti e Presidente Zingaretti, per realizzare un “moderno” Tmb, progettato nel 2010 e pronto tra alcuni anni (ndr nascerà già “vecchio”), per produrre combustibile per gli inceneritori (cdr) e frazione organica stabilizzata (fos) per la discarica che, quindi, non chiuderanno.

La questione prioritaria non sono le scelte locali della Giunta Cacciotti – che distruggono il benessere e l’economia di chi è intorno a Colleferro – ma quelle della Regione, che persegue nella valle del Sacco una politica territoriale incoerente – apre e chiude Tavoli – perché manca di un indirizzo univoco, di una precisa scelta programmatica e risponde alle emergenze più o meno vere in modo frammentato.

Scelte superate, non innovative, costose ed antieconomiche, in contrasto con le direttive europee in materia di trattamento dei rifiuti e con le leggi del mercato. Mentre i nostri territori “soffrono” le conseguenze della crisi economica e i danni ambientali, i rifiuti vengono trasferiti al nord, dove creano ricchezza e occupazione.

Anche l’articolo di oggi 17 Luglio su La Repubblica dimostra l’assenza di una scelta politica univoca e coerente soprattutto sul ciclo dei rifiuti; senza un piano regionale e un programma economico-ambientale sostenibile la risposta delle Istituzioni locali è quella di “rivedere” il neonato Piano Civita per rincorrere le emergenze e il profitto. Il quadro è già cambiato rispetto ad ieri: la vittoria al Tar del Lazio del gruppo Cerroni significa che gli impianti a Malagrotta riprenderanno a funzionare e a smaltire i rifiuti della capitale. Ora viene avanzata anche l’ipotesi di dirottare i rifiuti di Roma su Aprilia e creare 4 ecodistretti dove impiantare 4 biodigestori in tre anni.

Per realizzare i cambiamenti attesi è necessario il consenso preventivo e l’accettazione della popolazione o di una buona parte di essa, mentre le richieste dei cittadini non sono tenute in considerazione, nonostante il ruolo attivo delle loro associazioni.

Se pensiamo al nucleo Paliano, Valmontone, Colleferro e Artena ci rendiamo subito conto che, dal punto di vista dello sviluppo economico, ciascuno ha un destino diverso dall’altro, addirittura in contrapposizione e in contraddizione tra loro.

Come si concilia il rilancio del Parco la Selva, di circa 470 ettari, con il Tmb e annessa discarica di servizio?
Come si integra il Tmb con il piano urbanistico generale del Comune di Paliano, che prevede lo sviluppo di un’area turistico ricettiva?
E con l’area industriale Slim del Comune di Colleferro?
Come interagisce un parco giochi o il progetto di valorizzazione turistica di Artena con una centrale turbogas, due inceneritori, un cementificio, due parchi fotovoltaici (uno in contenzioso)?
Quale ripresa economica e potenziale sviluppo turistico e occupazionale si può realisticamente immaginare se manca una pianificazione delle attività di recupero ambientale, una visione innovativa del ciclo dei rifiuti, rispondente all’Europa e si prospetta un nuovo assalto dei territori a vantaggio di grandi impianti industriali?

Siamo contrari a questo progetto di Tmb perché contrasta con la strategia Rifiuti Zero e con le direttive europee (2008/98/CE, riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento); è oggettivamente “datato”, visti i tempi lunghi per l’autorizzazione e costoso (oggi è stimato in 26 milioni di euro). Siamo contrari a questo Tmb, adiacente alla discarica, perché è posto a meno di 500 metri dall’Istituto scolastico Ipia, dal parco la Selva di Paliano, dalle abitazioni dei residenti e dagli addetti del settore terziario e perché è la conferma che non c’è la prospettiva di un cambiamento reale.

Insieme alla campagna “Rifiutiamoci!” è iniziata anche quella referendaria contro il progetto del Tmb con la più ampia partecipazione di cittadini, partiti e associazioni. Il prossimo appuntamento per la raccolta delle firme è previsto per sabato pomeriggio, 19 Luglio, a Colleferro, largo San Francesco, da parte dell’Ugi (Unione giovani indipendenti), mentre il 26 Luglio, alle ore 9.00 è convocato il Consiglio comunale per trattare anche la Mozione dell’opposizione contro il Tmb».

 

F.to Comitato Residenti Colleferro