Colleferro. Primarie Pd. Stefano Bonaccini ha incontrato amministratori locali, tesserati e simpatizzanti in vista della sfida per la segreteria nazionale del partito
COLLEFERRO – Dopo il voto dei congressi di circolo, riservato agli iscritti, e che si è chiuso lo scorso 19 Febbraio, il Partito Democratico si accinge a celebrare le primarie, Domenica 26 Febbraio, in occasione delle quali verrà eletto il nuovo Segretario Nazionale del partito.
I risultati delle votazioni di circolo – alle quali hanno partecipato 151.530 iscritti in tutta Italia – sono stati i seguenti: Stefano Bonaccini 79.787 voti, pari al 52,87%; Elly Schlein 52.637 voti, pari al 34,88%; Gianni Cuperlo 12.008 voti pari al 7,96%: Paola De Micheli 6.475 voti, pari al 4,29%.
Domenica 26 Febbraio dalle ore 8 alle 20 – ai gazebo – i tesserati, gli elettori e i simpatizzanti del Partito Democratico potranno decidere il prossimo massimo dirigente del partito.
La scelta sarà tra Stefano Bonaccini ed Elly Schlein, i primi due classificati durante la prima fase congressuale.
Lo scorso 17 Febbraio Stefano Bonaccini, è stato a Colleferro, presso il Truck Village, dove ha incontrato i suoi sostenitori.
All’incontro era presente anche Alessio D’Amato, candidato presidente alla Regione Lazio nelle ultime elezioni regionali ed ex assessore regionale alla Sanità. Tra gli altri presenti c’erano Claudio Mancini, deputato del Pd, le Consigliere regionali Eleonora Mattia e Sara Battisti, il consigliere regionale ed ex sindaco di Palestrina Rodolfo Lena, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Sindaco di Velletri Orlando Pocci, il Sindaco di Valmontone Alberto Latini, numerosi altri amministratori locali e rappresentanti dei circoli Pd.
«Voglio che nel gruppo dirigente del partito recuperiamo molto i territori, a partire dagli amministratori locali – ha affermato tra l’altro il candidato alla Segreteria nazionale -. Sono quelli che sono “costretti” tutti i giorni a parlare con i propri cittadini, perché se non lo fanno alle elezioni successive si rivolgeranno ad altri…
Non voglio il partito dei Sindaci, ma tra non fare il partito dei Sindaci e non chiamarli mai alla guida del partito, allora vuoll dire che c’è qualcosa che non funziona… Lo stesso vale per i circoli, perché se uno ha guidato bene un circolo, ha più titolo lui di spiegare come funziona il partito rispetto a chi da lontano magari nemmeno gli rispondeva al telefono…
Se divento segretario vi garantisco – senza pensare con la testa rivolta al ’900 – che riapriamo una scuola di formazione politica.
Mi va bene il rinnovamento. Mi va bene dire “più sinistra”. Ma è curioso che quelli che hanno guidato il partito negli ultimi anni stiano tutti dall’altra parte…
Sono radici, ed è gente a cui voglio bene ma, come non ho mai usato la parola “rottamatore” neanche quando sostenni la candidatura di Matteo Renzi la seconda volta che si candidò, perché non la trovavo giusta allora e non la trovo giusta oggi, perché non si rottamano le persone, e perché non dobbiamo allontanare nessuno visto che ne abbiamo già allontanati troppi (da 12 a 5 milioni). Ciò premesso, se dico che chi è stato ininterrottamente in ruoli di governo all’interno del partito e ha perso tutte le volte le elezioni, se gli chiediamo per una volta di andare in panchina non è che dobbiamo chiedergli scusa…
È necessario tornare al gusto della militanza, senza condizionarla al “ruolo che si avrà”. Così forse daremo una speranza al futuro del Pd. Ma se il Pd diventa un partito per cui la prima volta che vieni vuoi fare il Presidente della Repubblica od anche il Sindaco della tua città. Allora credo che ci sia qualche problema.
Oppure se, dopo tanti anni da ministro, da segretario del partito, da amministratore pubblico,…, per una volta ti chiediamo di fare quello che hanno fatto tanti volontari, bisogna essere contenti e grati lo stesso. O recuperiamo questo valore della militanza, oppure per noi non c’è futuro.
Se invece recuperiamo il valore della militanza, abbiamo tutte le possibilità, le energie e le forze, per rimontare.
Vi garantisco che se divento segretario la prima cosa che dirò è questa: «Vi prometto che torneremo al governo del Paese, ma stavolta non perché ci chiamano, ma perché vinceremo le elezioni».























