21 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Presentazioni di libri ed incontri con gli autori alla Biblioteca comunale Riccardo Morandi: “Chiamami così”, ““Ciccio e Tore” e ““Mi chiamo Tyson”…

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Due importanti eventi hanno caratterizzato l’attività sempre intensa della Biblioteca comunale Riccardo Morandi di Colleferro, già Città della Cultura della Regione Lazio nel 2018, Capitale europea dello Spazio e Città che legge 2022-2023 .

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Mercoledì 8 Marzo 2023, in occasione della Giornata Internazionale della donna la Biblioteca ha avuto il piacere di avere ospite Vera Gheno lettrice e linguista per la presentazione del libro “Chiamami così. Normalità, diversità e tutte le parole nel mezzo” pubblicato da Il Margine, marchio editoriale di Edizioni Centro Studi Erickson.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Nata a Gyöngyös, in Ungheria, il 5 Ottobre 1975, laureata in Sociolinguistica dottorato in Linguistica e Linguistica Italiana all’Università di Firenze, dove è attualmente docente a contratto così come presso l’Università per Stranieri di Siena. Ha collaborato dal 2000 con l’Accademia della Crusca e ne gestisce il Profilo Twitter dal 2012.

Hanno dialogato con l’autrice Amalia Perfetti – Presidentessa Anpi La Staffetta Partigiana e Diana Stanzani – Assessora alle Politiche di genere. Era presente il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna. La Libreria C. e C. Catena disponibile come sempre per il supporto organizzativo della distribuzione libri.

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Tantissimo il pubblico presente, soprattutto femminile, «Volti aperti di tantissime generazioni, una sorellanza che va dalle donne più mature alle donne più giovani e questo è bellissimo ed anche non scontato per Colleferro» ha esordito Diana Stanzani, ringraziando tutti per la presenza.

Amalia Perfetti, nel presentare l’autrice, ha letto una sua frase che ben la definisce «c’è chi mi ha definita una combattente dell’inclusività, preferisco vedermi come una seminatrice, io ambisco a seminare idee non a combattere, perché combattere presuppone che ci siano dei nemici. Io non voglio avere nemici e voglio seminare e so, come tutti i contadini, che si semina più di quanto si raccolga».
Cresciuta in campagna, nella conca del Gallo Nero, in un ambiente lontano dal caos cittadino e senza televisione in casa, si dedica totalmente alla lettura e alla scoperta della natura. Mamma ungherese e papà italiano, il suo amore per l’Italiano nasce dall’infanzia e dall’adolescenza, anni nei quali si è totalmente dedicata alla lettura. Il suo impegno in un’opera di divulgazione del linguaggio è una dichiarazione d’amore per la lingua italiana, sia per le sue possibilità che evoluzioni. La sua idea di divulgazione “non è convincere chi la pensa differentemente da me, ma è quella di dare strumenti”.

“Chiamami così” è un libro snello, formato tascabile che in cinque capitoli, illustrati da Paolo Dalponte ed arricchiti dalla prefazione di Fabrizio Acanfora, fa il punto sul dibattito che in Italia si è sviluppato intorno al linguaggio che, secondo l’autrice, deve necessariamente adeguarsi alla diversità che distingue il nostro mondo.
L’intento primario è accompagnare il lettore nella riflessione su quanto sia importante non dare mai nulla per scontato. Stiamo infatti andando verso una società di convivenza delle differenze che non devono essere più considerate un peso, ma un pregio, e come scrive Acanfora nella Prefazione: «È importante rapportarsi con le diversità in una società come la nostra, non possiamo più fingere che le cose siano diverse. Una società più equa passa anche dalle parole che utilizziamo per definirla».
In “Chiamami così. Normalità, diversità e tutte le parole nel mezzo”, Vera Gheno cerca di fare il punto al riguardo.

L’incontro ha avuto anche il merito di presentare l’ultima opera della scrittrice dal titolo: “Parole d’altro genere. Come le scrittrici hanno cambiato il mondo”, edito da Rizzoli in uscita nelle librerie proprio in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
«Un dizionario invisibile che attraversa epoche, continenti e generi (non solo letterari), e ci guida in un viaggio nella cosiddetta scrittura femminile».
Un’opera per scoprire come le donne, nonostante per secoli e secoli fosse loro impedita l’istruzione, abbiano contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo e di sono guadagnate sul campo il loro posto tra i classici.
Quarantadue brani selezionati, che parte da Saffo e passa per Zelda Fitzgeralg, Margaret Mitchell e molte altre, e ad ogni brano un invito alla lettura di libri più o meno recenti.

Sabato 11 è stato ospite della Biblioteca il giornalista e scrittore Mauro Valentini che ha presentato “Ciccio e Tore – Il mistero di Gravina”, scritto in collaborazione con Luciano Garofalo, ex comandante dei Ris di Parma, ed il suo primo romanzo “Lo chiamavano Tyson”, entrambi pubblicati da Armando Editore.  
Ha dialogato con l’autore Lucia Salfa, letture a cura di Paola Di Rosa, presente il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna.

Il primo volume presentato è stato il libro-inchiesta che ripercorrere le vicende di Francesco detto Ciccio, 13 anni, e Salvatore Pappalardi detto Tore, di due anni più piccolo che, “scompaiono il 5 Giugno 2006 dal centro di Gravina, borgo pugliese dell’alta Murgia.
I due fratellini erano usciti nel pomeriggio per giocare con gli amici. Per lungo tempo il destino dei due ragazzi rimane un mistero destinato a non trovare soluzione.
Nel Novembre del 2007, viene arrestato Filippo, il padre dei due ragazzi con l’accusa di aver ucciso i figli e nascosto i loro corpi. Nel Novembre 2008 Michelino, un ragazzino di 12 anni, precipita nel pozzo che conduce a una cisterna. Fa un volo di decine di metri, fortunatamente senza riportare ferite, e atterra sulla dura pietra, ma per fortuna non si ferisce.
Si avviano le operazioni di recupero e sul fondo del pozzo, si scoprono i corpi di due bambini scomparsi, un ritrovamento che cambierà completamente gli eventi.
Il libro che è quindi «Un’opera di ricostruzione della memoria familiare, oltre la grande opera di controinchiesta, un libro che abbraccia e condivide il desiderio di verità di tutti quelli che in Italia, e sono tanti, hanno voluto bene a Ciccio e Tore», e supporta la richiesta di Filippo Pappalardi, il padre dei fratellini, alla Procura di Bari, della riapertura delle indagini nel tentativo di fare luce sul triste epilogo dei suoi figlioletti.

Il secondo libro presentato “Mi chiamo Tyson” rappresenta una variante all’attività letteraria dell’autore.
Si tratta infatti di un noir molto cattivo e dalle tinte fosche, ma che avvince pagina dopo pagina per il suo ritmo incalzante, quasi cinematografico. Protagonista è Fausto Colasanti, personaggio cattivo, quello che sin da ragazzo è temuto e rispettato, quello che incute timore.
Un uomo cresciuto in una realtà difficile in cui ti puoi perdere nel vortice della violenza. Gli anni scorrono, Tyson cerca di imparare dai suoi sbagli e l’occasione gli viene offerta da Mario, suo amico d’infanzia. Il lavoro avrà la durata di quattro mesi, ben pagato e dovrà fare il guardiano di Villa Azzurra, la residenza in cui Mario lavora come chef.
Tyson dovrà semplicemente controllare dei monitor, con spese pagate, utilizzo della piscina e della sala musica. La villa è dotata di una gabbia per attirare eventuali ladri e tenerli rinchiusi fino all’arrivo della polizia, Per Tyson quest’offerta è l’occasione per sistemare la sua vita. Nell’opera di sorveglianza chiede aiuto ad Alcide Pennello, un cinquantenne sbandato.
n lavoro all’apparenza facile che Tyson decide di assolvere con l’aiuto di Alcide Pennello, un cinquantenne sbandato. Purtroppo niente è scontato per un tipo come Tyson ed un crescendo di azioni grottesche ed imprevedibili, scateneranno una serie di eventi sorprendenti che inchioderanno il lettore fino all’ultima pagina.

Tante emozioni, tanti spunti per approfondire il dibattito con il pubblico presente per entrambi gli incontri e non resta quindi che darci appuntamento per i prossimi eventi.
Un plauso a Emanuela Graziani per l’organizzazione, gentilezza e disponibilità e le tante proposte di lettura che accompagnano ogni presentazione.

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