21 Marzo 2026
Valle d. Sacco

Colleferro. Presentato in Biblioteca il libro “Alla ricerca della verità. I misteri dell’Inquisizione a Narni” di Nini Roberto [Foto]

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO (RM) – Nell’ambito della manifestazione “Incontri Letterari” è stato presentato nella giornata di Giovedì 30 Giugno, presso la Biblioteca Comunale di Colleferro, sempre più luogo di incontro, «piazza coperta» a disposizione della comunità, il libro “Alla ricerca della verità. I misteri dell’Inquisizione a Narni” di Nini Roberto – edito da Thyrus per la collana Studi e ricerche locali.

Presente l’Autore, il Sindaco Pierluigi Sanna, Renzo Rossi – Resp. Dei Rifugi, Luigi Marozza-Bibliotecario, i consiglieri Agnese Rossi, Francesco Guadagno, Lorenzo Gangemi ed un pubblico particolarmente attento e partecipe.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

Un libro particolare quello presentato, frutto della passione per il proprio territorio di un gruppo di ragazzi del gruppo speleologico di Narni, tra cui l’autore, che nel 1979 scoprirono, sotto i resti di un antico convento di Domenicani, un piccolo passaggio attraverso un muro, coperto di macerie e di rovi.
L’ubicazione del luogo, il buio dell’ambiente, l’elevata umidità presente , non lasciavano certo prevedere che avrebbero individuato uno degli ambienti più interessanti di quella che è oggi la Narni Sotterranea. Come si poteva dare adito a quelle che sembravano fantasie di ragazzi, per cui passarono anni prima che si dette inizio ad una e vera opera di scavo e di ripulitura degli ambienti e, nel 1994, fu inaugurato il percorso sotterraneo, fatto di stanze segrete e cunicoli.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Un’avventura che una serie di fortunate circostanze ha portato prima alla scoperta di un luogo fantastico come la chiesetta rupestre con il suo Cristo sanguinante, un ritratto di San Michele e simboli degli Evangelisti, ubicata proprio sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore, più nota come di San Domenico. Nel Giubileo del 2000 la chiesetta è stata riconsacrata e dedicata a S. Maria della Rupe. Continuando ad indagare si giunse alla scoperta sicuramente piu’ inaspettata : una stanza dove in evidenza si poteva leggere la scritta “SANT’OFIZIO”, la stanza altri non era che una prigione del Tribunale della Santa Inquisizione, con una camera della tortura ed una piccola prigione.

Necessitarono anni ed anni di ricerche e, come ha ben sottolineato l’Autore,una serie incredibile di fortunati episodi ed accadimenti che portarono i nostri speleologi volontari a cercare negli archivi del Vaticano, al Trinity College Library di Dublino ed in altre città italiane, è stato possibile ricostruire la storia dei personaggi rinchiusi nell’Inquisizione di Narni e del tribunale stesso.
Prova di ciò si ha da un documento del 1726, fortunosamente scampato ai saccheggi napoleonici e post unitari, nel quale si descrive la fuga rocambolesca di un certo Domenico Ciabocchi, ritenuto eretico perché bigamo, il quale approfittò di una fatale distrazione del vivandiere per prenderlo alle spalle con una corda e strangolarlo, ma la sua fuga non durò molto, infatti fu ripreso e condannato a remare nelle galere pontificie a vita.

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Altro personaggio incarcerato il 4 Dicembre 1759 nelle anguste stanze fu Giuseppe Andrea Lombardini, caporale degli sbirri del Santo Uffizio di Spoleto accusato di aver aiutato la fuga di un prigioniero, suo amico, senza riuscirci. che volendo lasciare testimonianza della sua triste vicenda volle raccontare la sua storia attraverso un linguaggio fatto di un mix di segni graffiti sulle pareti rimasto per anni incomprensibile. Fu la venuta di un visitatore, dichiaratosi appartenente alla Massoneria, a dare spiegazione di quello strano linguaggio simbolico realizzato con un “impasto” di urina e sangue così che rimanessero indelebili nel tempo e con il quale il prigioniero dichiarava la sua innocenza e l’odio verso i suoi inquisitori.

Una storia affascinante e misteriosa che ha entusiasmato il pubblico presente e che l’autore ha reso ancora più appassionata raccontando aneddoti relativi al lavoro di ricerca e di restauro dei luoghi interessati, ma nel sottosuolo di Narni esiste anche un’ampia rete di gallerie e cisterne che servivano per l’approvvigionamento idrico della antica città e proprio sotto Piazza Giuseppe Garibaldi, c’è una grande cisterna e qui arrivava l’acquedotto Romano della Formia, un’opera idraulica costruita probabilmente durante l’impero di Tiberio nel 27 d.C.

Pubblico incuriosito da tanta dovizia di particolari e dalla storia ancora avvolta dal mistero del sottosuolo umbro, che hanno dato vita ad un intenso scambio di idee, domande e ulteriori curiosità poste all’autore che ha dimostrato grande simpatia e disponibilità.

Un percorso sotterraneo riscoperto e valorizzato che stabilisce un legame anche con i nostri Rifugi, sebbene di epoca assai più recente, luoghi della memoria del proprio territorio, certo per Narni essi erano già utilizzati prima degli Etruschi e poi in epoca medioevale, per Colleferro rappresentano vicende recenti degli ottant’anni della nostra città, ma testimoniano l’amore dei cittadini per la loro storia ed il desiderio di non disperderla, ma tramandarla alle generazioni future.

Eledina Lorenzon