Colleferro. Presentato il docufilm “Oltre il mare”, intrigante approfondimento sull’emigrazione agropastorale sarda nel Centro Italia
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stato presentato nel pomeriggio di Venerdì 14 Febbraio, nell’Aula Consiliare del Comune di Colleferro, il bellissimo docufilm “Oltre il mare”, diretto dal regista sardo Irio Pusceddu, iniziativa promossa da “Il Gremio“ primo circolo sardo nato al di fuori della Sardegna nel 1948, ma facendo seguito ad un’Associazione di Sardi già presente oltre 100 anni fa, tanto che nel 1924 organizzò uno storico ed importantissimo 1° Congresso Regionale Sardo a Roma.
Presenti il Sindaco Pierluigi Sanna, il Dott. Antonio Maria Masia Presidente de “Il Gremio”, il regista del docufilm ed un pubblico particolarmente attento e partecipe formato soprattutto da rappresentanze dei circoli sardi laziali e non solo.
Il docufilm è stato ideato da Elio Turris, Daniele Gabrielli e Dina Meloni, prodotto dal Circolo “Peppino Mereu” di Siena con il Patrocinio dei Circoli di Firenze, La Plata (Argentina), Tokyo (Giappone), Nichelino, Roma, Ciampino, Livorno, Perugia e la collaborazione dei Circoli della Circoscrizione centro-sud della Federazione Associazioni Sarde inn Italia (F.A.S.I.) con il finanziamento dell’Assessorato al Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna.
Presentato in prima nazionale a Siena, il docu-film è stato poi proiettato a Firenze ed in altre città italiane tra cui Roma, nella prestigiosa sede di Palazzo Valentini, lo scorso Ottobre.
Il docufilm è un racconto intenso ed emozionante, un lavoro durato oltre un anno, che ha visto la partecipazioni di importanti studiosi come Piergiorgio Solinas, Piero Clemente e Sandra Becucci che da anni si occupano di fenomeni migratori e proprio una loro ricerca degli anni 90 è stata fondamentale: infatti il regista è riuscito ad intervistare le stesse famiglie approfondendo le motivazioni che hanno mosso tanti contadini e pastori sardi ad abbandonare, soprattutto nel periodo tra gli anni 50 ed 80, l’isola per tentare l’avventura principalmente in Toscana, Umbria, Lazio ed Abruzzo, riuscendo a donare nuova vita a territori ormai abbandonati dalle popolazioni autoctone, ma mantenendo, comunque fortemente vive le tradizioni, gli usi e consumi, ma soprattutto la lingua madre.
Nel corso della visione del docufilm non si può che restare affascinati dallo scorrere delle immagini, dalla bellezza di luoghi oggi affascinanti, ma che all’arrivo dei contadini e pastori sardi erano completamente trascurati e spopolati.
È stato senza dubbio un lavoro fatto di enorme fatica, sacrifici e sfide contraddistinte da successi e sconfitte, pensare solo alle difficoltà del trasporto di centinaia e centinaia di capi di bestiame nell’allora velieri e successivamente nei traghetti, ma soprattutto i lunghi percorsi a piedi lunghe incerte strade per raggiungere i luoghi prescelti, antiche fattorie e pascoli nelle sperdute campagne, ma la proverbiale caparbietà delle famiglie sarde giunte nel continente hanno saputo superare le iniziali ostilità e pregiudizi delle comunità ospitanti su cui hanno influito in modo determinante allo sviluppo sociale ed economico di quei territori.
Venti le interviste a famiglie comprendenti generazioni diverse ed esperti per oltre sessanta ore di registrazione per offrire una vasta, testimonianza e soprattutto costituire la memoria un patrimonio agro-pastorale che non può andare disperso.
Un docufilm che racconta con dolcezza storie di resilienza, e che si concentra, in ultima analisi, sulla trasmissione dell’attività agro-pastorale tra padri e figli che, pur laureati nelle facoltà più svariate, hanno sentito forte il desiderio del ritorno alle origini familiari prendendo in mano l’eredità di nonni e genitori, portando avanti l’attività agro pastorale ed adeguandola ai moderni sistemi di produzione per adeguarsi ai cambiamenti che la società ed il mercato richiedono.
Nel suo intervento di chiusura il Sindaco ha rimarcato come la presenza dei Sardi in questi nostri territori ha dato tanto, lasciando segni indelebili soprattutto a Paliano, Artena, Segni, Valmontone e Gavignano.
Sicuramente in questa nostra zona ci sono stati dei pionieri che hanno dato vita , con un viaggio rocambolesco, sia via mare e poi via terra, ad una comunità capace di integrarsi , nonostante gli iniziali pregiudizi e discriminazioni all’inizio del loro insediamento., riconoscendo come la loro presenza abbia favorito la conservazione della biodiversità e la tutela del territorio.
Una comunità tenace ed orgogliosa, che mantiene e crede nella sua identità.
Sono poi iniziate le testimonianze dei presenti, con racconti ed aneddoti che hanno emozionato e commosso tutti i presenti. Stupenda la poesia che Giuseppe Sanna ha dedicato agli emigrati, da lui letta sia in sardo che in italiano.






























