20 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Presentata al mercato coperto della silloge poetica “Come Pagina Bianca” di Alberta Tummolo

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Nuovo appuntamento culturale, patrocinato dall’Amministrazione Comunale, al Mercato Coperto di Colleferro, luogo importante dell’anima della città, che sempre più si presta ad un utilizzo alternativo rispetto alla quotidianità, è stata infatti presentata la silloge poetica di Alberta Tummolo dal titolo “Come pagina bianca”, edito da RP Libri e l’installazione “Poesie stese ad asciugare”, ispirate ai valori della pace, della solidarietà, della libertà, contro ogni forma di razzismo, intolleranza ed indifferenza.

Oltre all’autrice erano presenti il Sindaco Pierluigi Sanna, l’Ass. Diana Stanzani, la relatrice Prof.ssa Maria Vittoria Vittori, nonché la Prof.ssa Sara Deodati che ha introdotto e moderato l’incontro.
Tanto il pubblico presente, attento e partecipe. In sala c’erano i Consiglieri Luigi Moratti e Rocco Sofi, le Dirigenti scolastiche dott.ssa Maria Benedetti e dott.ssa Patrizia Fiaschetti nonché il Direttore del Museo Archeologico Comunale dr. Angelo Luttazzi.

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“Come pagina bianca” segue “Immersioni”- Aletti Editore (2007) – e “Di Ago e di filo”- Giulio Perrone Editore (2013) – e, come scrive la Prof.ssa Maria Vittoria Vittori nella Prefazione, «nasce da un’esigenza espressiva, questa raccolta di Alberta Tummolo, e lo si avverte dal timbro energetico della voce che sempre, anche quando risulta più intimo, ci appella in prima persona».

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Nel suo intervento il Sindaco Pierluigi Sanna ha sottolineato come, nella storia recente della città, non si ricordi un periodo così ricco di presentazioni, di approfondimenti e di attenzioni al libro in quanto tale, come strumento della conoscenza e dell’animo umano.
Nonostante in questo nostro tempo sembra che tutto debba concretizzarsi sui social o comunque in maniera multimediale, «c’è ancora un attaccamento alla carta, alle pagine, al rumore della tipografia, a tanti aspetti che fanno parte di noi, della nostra storia personale, della nostra storia di comunità».

L’Ass. Diana Stanzani ha espresso le sensazioni ricevute dalla lettura del libro, che ha rappresentato un’esplosione di suggestioni.
Mai location poteva essere più idonea, infatti il mercato è il luogo «dove si svolge una parte della nostra vita che è fondamentale, qui c’è relazione, qui si incontrano le persone, si interagisce, si fanno amicizie, qui si entra in contatto con le persone nelle loro necessità e nella genuinità dei loro rapporti» e questo fondamentalmente è anche quello che fa la poesia, sentimento ed interiorità individuali che diventano parola e condivisione.
Ha poi proseguito sottolineando come l’autrice, in questa come nelle pubblicazioni precedenti, abbia generato due azioni fondamentali.
La prima di generosità in quanto la poesia è mettere a nudo la propria intimità, le proprie emozioni ed i propri sentimenti e scriverli, ma nello stesso tempo fa anche un’azione rivoluzionaria perché attraverso le sue poesie ci sollecita ad ascoltare, in un’epoca in cui siamo proiettati solo a parlare, a giudicare, dare messaggi anche non richiesti o spesso sentenze su argomenti che non conosciamo.
La poesia è invece accoglimento di quelle che sono le emozioni degli altri e, come le canzoni, possono donare emozioni diverse attraverso il tempo.

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L’autrice Alberta Tummolo, ha incentrato il suo breve, quanto emozionato intervento, sulle tematiche che la silloge, suddivisa in tre sezioni, affronta: nella prima dal titolo “Non è un vuoto”, viene analizzato il senso del cambiamento inteso come l’abbandono di vecchi equilibri, la rinascita e la scelta di nuovi percorsi, nella seconda “Rifiuti”, è espresso il significato di questa parola in tutte le sfumature: nel sociale, in tutte le forme di emarginazione, anche nel proprio privato, la terza dedicata al mondo della scuola, il mondo dove da tanti anni opera come docente ed è continuamente in contatto con «giovani menti e dei cuori che stanno sbocciando in questo momento» che si mettono molto in gioco, e ci mettono in gioco e dove incontrare un mondo adulto accogliente e dialogante è quanto mai importante.
Ha poi terminato, essendo per lei la poesia sostanzialmente evocazione, con la a speranza che «non è importante che ricordiate le parole che io sto dicendo oggi, ma che ognuno possa trovare, attraverso la lettura, anche la propria voce interiore».

Intenso è stato poi l’intervento della relatrice Prof. Maria Vittoria Vittori che si è soffermata sul significato di poesia, intesa come illuminazione degli eventi anche più piccoli della quotidianità, attraverso di essa noi guardiamo il mondo e gli avvenimenti in modo assolutamente diverso.
La poesia ha senza dubbio il dono dell’immediatezza, ma anche del rilascio lento, la leggiamo, ne assorbiamo le emozioni e poi resta sopita in noi per ripresentarsi nell’intimità nelle occasioni le più svariate, pronta a regalarci nuove sensazioni che ci portano a vedere la realtà con occhi diversi.
Ogni poesia consente l’apertura a noi stessi e agli altri. Senza dubbio la silloge “Come pagina bianca” è un libro importante ed energetico, capace di convogliare e suscitare energia, che privilegia la vocazione all’ascolto e all’attenzione e se ne fa interprete in tutte e tre le sezioni che la compongono in perfetta armonia tra loro.
Più intimistica, che ci trasmette il messaggio che niente è raggiunto perché “forse il gioco sta nell’imparare e spostare le tessere per costruire nuovi mosaici”, ma consapevolezza del raggiungimento di un equilibrio sempre suscettibile di modificazione. Attenzione su tutto quello che è ai margini nella seconda, evidenziando quanto noi scartiamo sia a livello intimo che privato, che diviene rifiuto anche a livello collettivo. Nella terza è il mondo della scuola ad essere protagonista, dove la poesia ha un’intenzione ed uno spessore davvero convincente, perché c’è espressa tutta la voglia di ascoltarli questi ragazzi che va oltre il loro porsi, il loro apparente rifiuto e la loro indifferenza.

Il pubblico ha poi potuto ammirare l’installazione poetica che, come ha spiegato la Prof.ssa Tummolo, nasce dall’esigenza di dare alla poesia uno spazio pubblico per diventare occasione di condivisione, scambio di idee creando dibattito costruttivo.

“Poesie stese ad asciugare”, tratti dalle raccolte “Immersioni”, “Di ago e di filo”, “Come pagina bianca”, riguardano tematiche come diritti civili, ambiente, scuola e disagio giovanile, simboleggiano l’attenzione su temi che incontriamo nella nostra distratta quotidianità, poesie appese a fili quasi invisibili, nella speranza che il vento della consapevolezza possa indurci ad un’attenta presa di coscienza e stimolare il cambiamento.
Uno spazio condiviso fatto di parole, dove non ci sono spettatori, ma persone pronte, attraverso la lettura, a condividere emozioni, nella certezza che «la cultura è uno dei pochi elementi che anziché produrre divisioni può creare ponti».
La lettura, a cura di Sara Deodati, di alcune delle “poesie stese ad asciugare” ha concluso l’evento.

Una presentazione davvero magica ed emozionante e come lettrice, esprimo il mio più sincero ringraziamento ad Alberta Tummolo per aver saputo tradurre per tutti noi i sentimenti che percepiamo nella nostra esistenza, amore, dolore, godimento, smarrimento e fragilità, ma che non siamo capaci di esprimere.