Colleferro. Oltre cinque giorni per ottenere l’esito di un tampone. Famiglie in “lockdown” forzato e quarto giorno di odissea per i tamponi al drive-in
COLLEFERRO – Quarto giorno di odissea e di enormi disagi per i cittadini che si sono recati anche questa mattina presso il drive-in all’interno dello “Spazio Attivo” Lazio Innova di via degli Esplosivi per effettuare il tampone naso faringeo alla ricerca della positività o meno al Covid-19.
Come abbiamo già riferito [qui•> e qui •>], dallo scorso Lunedì 5 Ottobre il drive-in situato nell’area adiacente all’Asl Roma5 di Colleferro è stato letteralmente preso d’assalto da centinaia e centinaia di automobilisti provenienti non solo da Colleferro ma da mezza Asl.
Ore di attesa sotto il sole, la pioggia, a qualsiasi ora del giorno e addirittura della notte, prima dell’alba.
Le auto in fila riescono a concludere le operazioni anche dopo sei o sette ore di attesa incessante.
Agenti della Polizia Locale e volontari dell’Associazione Arma dei Carabinieri sono sul posto per assicurare costantemente il normale e fluido scorrimento delle auto che da Via degli Esplosivi, riempiono il relativo parcheggio e quindi convergono in Viale Pertini fino a giungere all’ingresso del drive in.
Nel caos più totale e nel disagio più elevato ricordiamo che questo drive-in di Colleferro è in grado di gestire non oltre 300 tamponi al giorno (così ci è stato riferito), e appare quindi ovvio che a fondo giornata qualcuno, in fila magari già da sei ore, sarà costretto a tornare a casa senza aver potuto effettuare il tampone.
Tutto questo nonostante il lavoro e l’impegno degli operatori sanitari sottoposti anche loro ad un notevole stress.
In questa situazione surreale si consideri che all’interno di mediamente un terzo delle auto, in fila per effettuare il tampone, ci sono dei bambini.
Sta accadendo infatti, come prevedibile, che dopo la riapertura delle scuole e qualche giornata di freddo improvviso i bambini siano stati colpiti dai primi raffreddori e dalle prime febbri stagionali.
Fin qui nulla di strano se non fosse che, in questa situazione contingente, nella quale scuole ed insegnanti sono costantemente messi in allerta, per riammette un bimbo a scuola dopo un assenza dovuta a febbre o forte raffreddore, i pediatri, giustamente, richiedono preventivamente alle famiglie un tampone per poter rilasciare il certificato medico di riammissione.
Si può prevedere che tra qualche giorno al drive-in ci saranno più bambini che adulti.
Ma non è finita qui… la vera “mannaia” è l’attesa per l’esito del tampone.
Accade infatti che il tampone effettuato dalle famiglie ai bambini che hanno avuto due giorni di febbre e raffreddore, magari fatto venerdì scorso – con i tempi ed il sovraccarico dell’ultima settimana – ad oggi, non è ancora arrivato.
Intere famiglie, padri, madri e fratelli, si sono trovati costretti a restare segregati in casa cinque giorni e più prima di conoscere il risultato del test di uno dei figli coinvolti.
Ma i tempi evidentemente sono questi… Se i Sindaci del Distretto Asl Roma 5 G6 per avere un appuntamento con il Direttore Generale – proprio per discutere di queste problematiche – devono attendere una settimana… i risultati dei tamponi sono fin troppo celeri!













