Colleferro. Molto apprezzata la messa in scena sul palco del “Vittorio Veneto” de “La Sirena” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Stupore ed emozione hanno accompagnato il numeroso pubblico presente al Teatro Vittorio Veneto di Colleferro Sabato 27 Settembre per la rappresentazione de “La Sirena”, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, famoso autore de “Il Gattopardo”.
“La Sirena”, è inserita ne “I Racconti”, usciti postumi per Feltrinelli nel 1961, scritta negli ultimi mesi di vita, quando lo scrittore era già a conoscenza della grave malattia che lo avrebbe condotto alla morte, e quindi può definirsi il suo testamento spirituale.
Lo spettacolo, fortemente voluto dal Sindaco Pierluigi Sanna, ha visto l’attore Maurizio Mosetti magistrale interprete e regista di questo piccolo gioiello della letteratura del Novecento, accompagnato dalla Corale Polifonica G.B. Martini diretta dal M° Massimo Di Biagio, con il M° Andrea Bosso al Piano e Adriano Annovazzi alla fisarmonica.
Un connubio perfetto che ha dato vita ad una meravigliosa ed avvincente narrazione che ha letteralmente coinvolto il pubblico.
Il racconto ha inizio in un bar di Via Po a Torino, nel tardo autunno del 1938, dove il giovane palermitano Paolo Corbèra, ultimo discendente del grande casato nobiliare dei Corbèra di Salina, ormai decaduto, redattore de La Stampa, incontra casualmente Rosario La Ciura, anche lui siciliano, che vive della sua pensione di senatore e si pregia d’essere un illustre e stimato grecista del suo tempo.
Sarà proprio questa origine comune della terra di Sicilia a dare il via ad una cordiale amicizia che porta entrambi a scambiarsi le loro storie segrete e a ricordare , non senza ironia, gli odori e i sapori dei ricci di mare, del rosmarino dei Nebrodi, il miele di Melilli, degli agrumeti di Castellammare, non trascurando di accennare ad alcune loro avventure amorose.
E mentre quelle del giovane redattore risultano alquanto banali, La Ciura racconta di una sua giovanile vacanza di studio ad Augusta e come, durante una gita in barca, abbia incontrato una stupenda sirena, dal nome Lighea, ed abbia con lei avuto un amplesso amoroso indimenticabile.
Una vicenda nella quale il piano reale e quello fantastico si intrecciano grazie a quella affascinante figura mitologica la cui origine si perde nella notte dei tempi.
La bellezza e la passione della sirena lo accompagneranno per tutta la vita ed il ricordo di quel meraviglioso rapporto gli impediranno di cercare amori terreni, in lui sempre resterà il ricordo “per una creatura dal sorriso che esprime «bestiale gioia di esistere, una quasi divina letizia», dal «profumo mai sentito, un odore magico di mare», dalla voce che pare un canto” a cui è impossibile resistere . Misterioso il destino del vecchio professore, che imbarcatosi per un convegno in Portogallo cadrà in mare in circostanze non chiare ed il suo corpo mai più ritrovato, forse per ricongiungersi alla sua amata Sirena!
Maurizio Mosetti ha, con queste parole, sintetizzato la sua interpretazione: «La Sirena di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è una riflessione poetica e colta sulla crisi dell’uomo moderno, sul contrasto tra sapere autentico e superficialità contemporanea, tra vita vissuta e vita narrata. Nella mia regia e nell’interpretazione che ho voluto dare di questo bellissimo racconto, al centro di tutto c’è l’idea che solo attraverso l’immaginazione mitica, l’esperienza erotico-spirituale e la memoria, sia possibile salvare l’anima dall’appiattimento del tempo presente».
«Il commento musicale a LA SIRENA – come ha illustrato il M° Massimo Di Biagio – si è svolto su due piani: il primo ha visto in scena la Corale Martini con l’esecuzione di due brani suddivisi in tre interventi, il primo brano, dal titolo SUTTA LU MARI, è di Giuseppe Rinaldi, detto Pippo (pseudonimo Kaballà) (Caltagirone, 7 Luglio 1953), musicista e cantautore siciliano, nella cui opera si fondono elementi stilistici della musica popolare, del rock e della world music.
Questa canzone è stata eseguita all’inizio della rappresentazione e poi a metà con la seconda strofa. Il pezzo, in dialetto siciliano, riassume tutta la novella sinteticamente, la voce solista è stata di Antonietta Romani. Mio invece l’arrangiamento per coro, fisarmonica e pianoforte.
Il secondo brano è stato eseguito alla fine ed è una mia composizione, dal titolo IO SONO LIGHEA, dove ho messo in musica alcuni versi del racconto, con il coro che all’inizio ha eseguito dei vocalizzi dissonanti per rievocare le voci delle sirene dal profondo del mare. L’arrangiamento sempre per coro, fisarmonica e pianoforte. Da notare, in questo pezzo, la continua ricerca della dissonanza di 2a maggiore nella struttura accordale per ricreare un’atmosfera di impalpabile e inverosimile realtà, proposta soprattutto nella seconda parte della novella.
Il secondo momento del commento musicale ha visto esecutore Adriano Annovazzi che con la sua fisarmonica ha eseguito alcuni brevi intermezzi con musiche da lui composte e con variazioni sulla melodia del brano LIGHEA».
Uno spettacolo non facile per gli interpreti e che ha richiesto una particolare attenzione anche da parte del pubblico, ma che sicuramente ha regalato meravigliose emozioni che il pubblico ha ripagato con applausi calorosi e prolungati.
Il Sindaco Sanna, visibilmente emozionato, ha voluto ringraziare sul palco il M° Massimo Di Biagio, i musicisti ed i componenti tutti della Corale Polifonica G.B. Martini per l’impegno e la passione dimostrata , così come l’attore Maurizio Mosetti per l’ottima interpretazione e regia, Ha poi dato in anteprima la notizia di un altro evento eccezionale, per i 90 anni della città, si terrà il 3 Ottobre in Piazza Italia, farà infatti sosta a Colleferro i OperaCamion, il progetto itinerante del Teatro dell’Opera di Roma che ha trasformato un TIR un vero e proprio teatro mobile che metterà in scena La Tosca di G. Puccini.
Un evento davvero eccezionale e per il quale il Sindaco Sanna ha voluto ringraziare il Sovrintendente Capo Francesco Giambrone.























