Colleferro. Il Servizio scuolabus è regolare e nella legalità. Il Sindaco Sanna: «Una clausola sociale per salvare i posti di lavoro dei conducenti»
COLLEFERRO (RM) – Con la riapertura delle scuole, a Colleferro i piccoli studenti hanno trovato la sorpresa di nuovi “scuolabus”, con conducenti diversi da quelli ai quali erano abituati.
La nuova situazione si è venuta a creare a causa della mancanza di alcune autorizzazioni necessarie affinché l’Azienda Speciale Servizi Comuni potesse continuare a gestire il servizio, con la conseguente messa in aspettativa dei precedenti “autisti”.
Su questa faccenda abbiamo chiesto lumi al Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna…
– Sindaco, uno dei vostri slogan ricorrenti è stato: “non si lascia nessuno indietro”. Poi è cambiato qualcosa in questi mesi? Si parla ormai di potenziali licenziamenti che riguarderebbero l’azienda speciale ASSC (Azienda Speciale Servizi Comuni).
Non esiste davvero alcuna via alternativa?
«È vero, da sempre sono stato e sono un difensore dei diritti dei lavoratori e dei posti di lavoro. Anche in questo caso ho messo in campo tutte le risorse necessarie per garantirne la salvaguardia. Infatti, nella gara d’appalto per l’assegnazione del servizio Scuolabus abbiamo preteso l’inserimento della clausola sociale (prevede l’assorbimento del personale da parte della ditta vincitrice del bando che prevede l’aspettativa e non i licenziamenti).
È vero, da qualche tempo abbiamo iniziato un processo di “spending review” tagliando gli sprechi e razionalizzando le spese di un Ente che non ha più entrate. E la revisione economica dei conti delle partecipate e dell’azienda speciale è parte integrante del processo intrapreso.
Ma non è il caso del servizio Scuolabus che siamo stati costretti ad affidare ad un privato per la mancanza di certificazione idonea da parte dell’Azienda Speciale Servizi Comuni evidenziate dall’interrogazione del 23 Giugno del 2016 effettuata dal Consigliere di Minoranza Del Brusco. L’interrogazione nella quale si faceva istanza al Sindaco sulla capacità professionale, finanziaria e onorabilità dell’ASSC nell’eseguire il servizio scuolabus. Le ragioni di questo intervento sono da imputare, quindi, a cause di forza maggiore determinate dalla mancanza di certificazioni richieste per legge da parte alla ASSC la quale non ha ritenuto opportuno attivarsi per tempo per prenderle e che io ho diffidato a dire il contrario nota nella nota con protocollo 24953 del 28 luglio 2017
– Qual è stata la procedura adottata? Tra le accuse mosse all’amministrazione c’è quella di essere stata poco chiara…
«Gli scopi primari erano quelli di garantire la sicurezza e la legalità di un servizio così importante come quello dello scuolabus, e di salvaguardare i posti di lavoro. E durante il processo di analisi ci siamo resi conto di poter gestire il servizio riducendo anche il suo costo.
Rimando al mittente quelle accuse. Abbiamo, sin dall’inizio, evitato “il corto circuito comunicativo”, ma purtroppo non è servito a causa della strumentalizzazione delle informazioni e del rimpallo delle responsabilità.
Abbiamo più volte incontrato le parti sociali cercando di affrontare in modo costruttivo la questione del servizio Scuolabus, anche se sarebbe un compito dell’Azienda e non del socio.
Affermo con forza che siamo stati costretti a intraprendere le azioni amministrative per la mancanza di certificazioni da parte dell’azienda speciale quindi è stata una costrizione, e non una scelta facoltativa.
– Ci sono stati problemi nell’affrontare la questione con l’Azienda speciale servizi comuni?
«In un primo momento l’azienda, ha ritenuto non necessario procedere con la messa a norma della licenza e delle autorizzazioni perché non necessaria.
Le successive verifiche hanno invece dimostrato la necessità di ottenere le certificazioni senza le quali non potevamo affidare il servizio.
Con l’approssimarsi dell’apertura dell’anno scolastico non potevamo nemmeno permettere l’assenza di un servizio essenziale per la cittadinanza e siamo quindi stati costretti ad assegnare il servizio a gara.
Nonostante questa criticità, abbiamo sempre tenuto in considerazione i lavoratori impiegati per questo servizio e la clausola sociale è un esempio di quanto affermato in precedenza.
Per garantire la continuità del servizio scuolabus abbiamo assegnato per soli tre mesi il servizio al privato in attesa di eseguire la gara d’appalto ed assegnare il servizio per più anni.
L’accordo sindacale, siglato con tutte le quattro sigle, prevede un periodo di aspettativa volontaria di tre mesi. Nel frattempo, i lavoratori saranno assorbiti dalla Cilia Srl vincitrice di questa prima gara di appalto che applicherà la clausola sociale.
Nel frattempo l’Amministrazione Comunale porterà a termine il bando per l’assegnazione del contratto per più anni e, anche in questo caso, sarà prevista la clausola sociale per l’assorbimento dei lavoratori.
Nessuno sarà lasciato a piedi o indietro e se questo dovesse accadere, potrebbe essere solo per scelte personali, discutibili ma legittime.
Chiaramente le “cure dimagranti” di gruppo devono partire prima da chi è più in carne e poi, per ultimo, per chi è già ai minimi».













