19 Marzo 2026
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Colleferro. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita alla città. L’occasione: il quinto anniversario della morte di Willy e il 90° di istituzione del Comune

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COLLEFERRO – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella mattinata di oggi, 16 Settembre, ha presenziato a Colleferro alla cerimonia istituzionale in occasione del quinto anniversario della morte di Willy Monteiro Duarte e del 90° anniversario dell’istituzione del Comune di Colleferro.

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Il Capo dello Stato appena giunto a Colleferro, è stato ricevuto dal Sindaco Pierluigi Sanna a Palazzo Morandi, sede dell’Aula Consiliare e del Sacrario dedicato alle vittime dell’esplosione della fabbrica del tritolo del 29 Gennaio 1938, dove il Presidente ha deposto una corona di fiori portata a spalla da due Corazzieri.

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Subito dopo il Presidente è salito al piano superiore dove ha incontrato privatamente, insieme al Sindaco, la Signora Lucia e Milena, rispettivamente madre e sorella di Willy Monteiro Duarte.

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Sempre accompagnato dal Sindaco Sanna, il Presidente è poi uscito nel cortile antistante il palazzo ex Direzione Bpd, dove erano “appostati” centinaia di bambini delle scuole elementari dell’Istituto Comprensivo “Margherita Hack” che hanno voluto salutare con lo sventolio del tricolore il Presidente Mattarella.

Il momento clou della mattinata è stato ovviamente l’incontro del Presidente con la cittadinanza, proprio nella cosiddetta “Piazza Bianca”, intitolata a Willy Monteiro Duarte.

Alla presenza, trta gli altri, del Prefetto di Roma Lamberto Giannini, di numerosi sindaci e/o loro rappresentanti dei Comuni limitrofi, di assessori e consiglieri comunali, ha preso la parola il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna.

«Rivolgo a lei il saluto unanime e grato di Colleferro.
La sua visita ha determinato nella nostra comunità una forte emozione, fin da quando la notizia era solo ufficiosa. Emozione e commozione hanno accompagnato primariamente il suo omaggio ai nostri caduti sul lavoro.

Quei caduti, nello scoppio del ’38 e negli altri incidenti avvenuti in fabbrica, rappresentano il nostro testamento morale, un lascito della comunità dei lavoratori del passato alla comunità dei lavoratori del futuro, affinché tengano sempre a mente l’importanza e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Una mescola, quella che sta alla genesi della nostra comunità, che dovrebbe essere d’esempio in questo tempo. piemontesi, toscani, marchigiani, romagnoli, campani, pugliesi, siciliani, sardi arrivarono qui per lavorare in fabbrica ed edificando gli opifici edificarono anche la città mescolandosi con le genti autoctone edificarono la comunità per come la conosciamo oggi, comunità laboriosa, resiliente, libera laboriosa come gli operai che riorganizzarono la fabbrica dopo che i tedeschi l’avevano saccheggiata alla fine della guerra resiliente per come sempre abbiamo saputo cambiare pelle e riadattarci alle esigenze industriali dei mercati arrivando a diventare una piccola capitale dello spazio con Ariane ma soprattutto con Vega il vettore italiano prodotto da Avio a Colleferro.

Libera, perché liberi siamo sempre voluti restare, mi sia consentito ricordare il gesto eroico del giovane Carabiniere Tamburrino che muore nell’ultimo scontro a fuoco con i tedeschi in fuga, Bonomi che poi sarà deputato e fondatore della Col di Retti, che da dirigente della fabbrica passa continuamente armi e munizioni ai partigiani locali, le operaie e gli operai che nel 50 fecero l’occupazione di fabbrica. Emozione vista d’orgoglio dunque, un onore unico raccontare la nostra storia dinanzi al Presidente della Repubblica Italiana Signor Presidente, siamo ricchi non solo di storia ma anche di altri tesori Il più importante e prezioso dei nostri tesori è qui, dinanzi a noi Costruito e costituito Applausi e la sua diffusione Soprattutto per questo lavoriamo con scuole ed università affinché la nostra comunità sia modello concreto di studio di cultura di ricerca.

Consideriamo studio e cultura non solo nella loro accezione classica, ma comprensivi anche delle questioni sociali, ambientali, politiche nel senso alto del termine. Ricerchiamo esempi di onestà, coerenza ed altruismo da proporre ai giovani, non sermoni dunque, seguendo l’antico consiglio del Presidente Pertini.
Per questo motivo ogni anno e da cinque anni ci ostiniamo a ricordare Willy e la sua vita con tutte le nostre forze, affinché nessuno dimentichi.

Cerchiamo di raccontare questa storia di coraggio attraverso le arti, tutte ed indistintamente, poiché consideriamo ultimo baluardo del dialogo tra le generazioni proprio l’architettura, la scultura, il mosaico, il cinema, il teatro, la pittura, la musica e molte altre ancora più efficaci della parola i ragazzi delle scuole imparano chi fu Muzio Scevola ma non sanno chi furono i fratelli Cervi scrisse Piero Calamandrei una figura che abbiamo scelto sempre come nostro modello ecco, con il dovuto rispetto per Muzio Scevola, noi vogliamo ricordare che i nostri ragazzi vogliamo fortemente che i nostri ragazzi sappiano chi stato Willy Monteiro Duarte e scelgano la sua vita come modello valoriale che pone la solidarietà il coraggio il sorriso perché no la lotta per il bene al primo posto nella vita

Questi per Lucia, per Armando, per Milena non sono stati anni facili, non sono stati anni facili neanche per noi a dire il vero, spesso sbattuti sulle prime pagine e descritti come periferia dell’impero, difesi per fortuna dalla stampa che sa approfondire e che è l’unica a rendere sana una democrazia moderna. Abbiamo pianto, non ce ne vergogniamo, abbiamo provato dolore intenso, ci siamo stretti a corte e abbiamo reagito.

Oggi siamo diversi, siamo migliori.

La sua presenza ci consola e ci rincuora, Presidente. Anche lei per noi è un grande Io spero vivamente che questa grande folla di autorità, studenti, cittadini tutti possa trasmettere unanime il messaggio di gratitudine nei suoi confronti con un immenso applauso.

Silone scrisse che l’uomo non è tale se non è la lotta contro i propri limiti.

Potremmo dire che questo oggi vale anche per le comunità».

È poi intervenuta la madre di Willy, la Signora Lucia, che con il garbo e la compostezza che hanno sempre contraddistinto lei e l’intera famiglia, ha ringraziato il Presidente.

«È un grande onore per me, Signor Presidente, stare qui, in questa piazza, davanti a lei. In questa piazza che porta il nome di nostro figlio… [il suo intervento, rotto dalla commozione, ha suscitato uno scroscio di applausi…]… Willy ha mosso i suoi ultimi passi, ha fatto i suoi ultimi gesti, qui dove ha lasciato il suo cuore.
Nel nostro grande dolore abbiamo sentito l’abbraccio ed il conforto dell’Italia intera e non dimenticheremo mai tutte le attenzioni che abbiamo ricevuto.
Vogliamo che Willy sia ricordato non come un eroe, ma come un ragazzo semplice e amico di tutti. E in modo particolare per la grande importanza che lui dava all’amicizia…
Ringrazio per aver onorato la sua memoria con la medaglia d’Oro al valor Civile, per noi è un grandissimo onore. Voglio ringraziare anche per aver istituito nel giorno del suo compleanno, una giornata tanto importante come il Giorno del Rispetto.
Di tutto questo noi ringraziamo.
Il messaggio che vogliamo mandare è quello di vivere la propria vita nella pace e nel rispetto, senza odio.
L’odio la vendetta chiamano cose brutte e ci impediscono di vedere le cose belle della vita e invece dobbiamo avere la forza di affrontare le difficoltà…».

A seguire sono intervenuti una studentessa dell’Istituto Comprensivo “Vinciguerra” [qui il suo intervento •>] e uno studente dell’Istituto Comprensivo “Margherita Hack” [qui il suo intervento •>].

A salire sul palchetto rosso, allestito al centro della Piazza Bianca, è infine toccato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Signor Sindaco, Signora Duarte,
è per me di grande valore il complesso dei significati di questa mattina: quello di rendere omaggio a questa città e alla sua grande tradizione del lavoro; quello di rammentare la strage della drammatica esplosione che ha provocato un immenso numero di vittime, cui abbiamo reso poc’anzi omaggio; e far memoria di Willy Monteiro Duarte.

Willy è un nostro ragazzo, ucciso da una violenza cieca, insensata, brutale. Ucciso mentre cercava di difendere un amico, di placare gli animi, di evitare che si scatenasse una rissa.

Voleva evitare la violenza, e la violenza, invece, è esplosa contro di lui.
Ricordiamo con affetto Willy, insieme ai suoi familiari e insieme ai suoi amici.
E non dimentichiamo.

Siamo qui, nel quinto anniversario, appunto perché non vogliamo dimenticare.
Fa bene Colleferro, con il suo Sindaco, a far memoria di Willy, a proporla all’attenzione dei giovani e della comunità con gesti e con eventi.
La storia di una comunità è segnata da eventi felici e, purtroppo, da lutti, da lacerazioni. E anche da sacrifici che scuotono le coscienze.
Willy è un italiano esemplare. Per questo è stato insignito, alla memoria, della medaglia d’oro al valor civile in riconoscimento del gesto di coraggio e di altruismo.

A lui va il ricordo e il dolore di tutti gli italiani, feriti da tanto orrore.

Non dimenticare vuol dire non essere indifferenti.
L’indifferenza è negativa e spregevole come la violenza.
L’indifferenza nasce dalla chiusura in sé stessi, dalla sfiducia, dalla rassegnazione.

La violenza si sconfigge con la solidarietà, con le relazioni umane, con l’inclusione, con il dialogo, con la comprensione delle opinioni e delle esigenze degli altri.

Ogni tempo, ogni civiltà è stata attraversata dalla violenza.
Un peso, un freno sull’umanità.

In ogni tempo la violenza si è manifestata in modi diversi.
Dobbiamo guardare alla violenza del nostro tempo per contrastarla, per sconfiggerla.

Nelle società del mondo di oggi ritorna la diffusione di un clima di avversione, di rancore, di reciproco rifiuto che spesso – come si legge nei recenti fatti di cronaca – sfocia nella violenza e giunge all’omicidio.
Sui social – e non soltanto su di essi – vengono spesso amplificate parole di odio. Vengono accompagnate da narrazioni create per generare sfiducia, paura, risentimento, per provocare divisioni, conflitti, scontri.
Vengono rifiutate la realtà, il rispetto delle opinioni, la critica civile, la responsabilità personale di ciascuno.
Il diverso da sé stessi viene visto come un nemico, un nemico da combattere e da abbattere.
Lungi dal considerare la diversità di opinione, di condizioni, una sfida all’approfondimento, si ritiene che l’altro debba essere annientato.

La violenza rischia così di diventare ordinaria, banale; rischia di fare occultare il suo significato anti-umano e vi è chi arriva a farne ragione di vanto.

I giovani meritano maggiore rispetto e richiedono grande attenzione.

Dobbiamo offrire ai giovani un orizzonte di speranza, che contempli la possibilità di una personale realizzazione.

Va ricordato ai giovani come agli adulti – e forse particolarmente agli adulti – che “la violenza non è forza ma debolezza”. Lo scrisse Benedetto Croce, ma questo principio vale sempre.
Chi crede di affermarsi usando la violenza, facendo del male ad altri, cercando di sottomettere chi gli è vicino, è una persona destinata al fallimento.
Un grande uomo di pace e di civiltà, come è stato Martin Luther King, ripeteva che “l’odio moltiplica l’odio e la violenza moltiplica la violenza”. Poc’anzi ha detto parole simili la Signora Duarte.
È così, all’interno delle società e nel mondo, la pace, anche a livello internazionale, nasce da questo modo di pensare e di comportarsi.

L’umanità celebra da sempre le persone che – con la loro vita, con i loro gesti – hanno diffuso senso di umanità, di giustizia, passione.

Tra loro c’è Willy Monteiro Duarte.
Onorare Willy significa – come indica la Giornata del Rispetto – costruire, a partire dalla realtà di ciascuno, dal quartiere di ciascuno, dalla scuola di ciascuno, un mondo dove l’amicizia non sia soltanto una relazione personale, ma, come Willy ha insegnato, sia fondamento della vita sociale».

L’audio degli interventi non sempre è stato facilmente udibile dai numerosissimi cittadini intervenuti. Il problema è stato riconducibile agli oratori, più che al sistema di amplificazione tarato su specifiche indicazioni del Quirinale.

Il Presidente Mattarella ha poi deposto un mazzo di fiori alla base del monumento dedicato alla memoria di Willy e si è poi trasferito nella Biblioteca Comunale dove ha incontrato una rappresentanza di studenti della Facoltà di Infermieristica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, accompagnati dal Magnifico Rettore, Nathan Levialdi Ghiron.
Il Presidente Mattarella ha poi salutato la città dirigendosi verso la Capitale.

Il saluto della studentessa dell’I.C. “Alfredo Vinciguerra”
«L’Istituto Comprensivo Alfredo Vinciguerra, le dà il benvenuto nella nostra amata città, Colleferro.

La sua presenza oggi ci riempie di gioia e di speranza e ci fa sentire che il nostro impegno per un futuro migliore è importante.
Avere la possibilità di accoglierla ci onora. Questo giorno lo porteremo a lungo nel cuore.

Salutiamo il sindaco Pierluigi Sanna, le autorità presenti, la dirigente scolastica Marica Trezza, i docenti e i genitori.
Oggi, a cinque anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare il nostro Willy, strappato alla vita da un atto di violenza inaudito e ingiustificato. La memoria di questo ragazzo che ha pagato a caro prezzo il suo coraggio continua a vivere nei nostri cuori come esempio di altruismo, di giustizia e di umanità che devono essere alla base di ogni relazione umana.
Giustizia per noi significa che tutti meritano di essere trattati con dignità ed equità.
Vuol dire lottare contro le prepotenze, i pregiudizi e gli abusi grandi e piccoli e credere che ogni persona abbia diritto a vivere serena e sicura.
Nonostante le nostre differenze, siamo tutti fratelli e parte di un’unica grande famiglia. A scuola impariamo a condividere, ad aiutarci e a celebrare le nostre diversità, quali punto di forza.

Nelle nostre aule cerchiamo di imparare a risolvere i conflitti con le parole e con il dialogo, non con la forza perché sappiamo che la pace vera nasce dal confronto civile.
Oggi, più che mai, in un mondo attraversato da divisioni e tensioni crescenti, opporsi a qualunque gesto di violenza rappresenta una scelta coraggiosa e necessaria.
I conflitti in atto ci ricordano il valore della pace, che non è solo assenza di guerra, ma rispetto reciproco, comprensione tra i popoli.

La pace è presente nei gesti semplici, nelle parole gentili, nell’ascolto dell’altro e nella capacità di superare le differenze senza pregiudizi né timori.
Solo coltivando questi valori possiamo sperare in un futuro giusto e sicuro per tutti, dove ogni persona, indipendentemente dalla propria origine, cultura o credo religioso possa sentirsi accolta, protetta e libera di costruire il proprio domani.

Signor Presidente, ispirandoci al suo esempio di dedizione e servizio per il bene del Paese, ci impegneremo a crescere come cittadini consapevoli e costruttori di un domani migliore pronti a difendere gli ideali della nostra Costituzione.
Lei ci incoraggia a non avere paura delle difficoltà a difendere quei valori di cui tutti riconosciamo l’importanza.
Cresciamo con il sostegno dei nostri insegnanti e delle nostre famiglie per poter un giorno contribuire attivamente al bene comune del nostro Paese.
A nome di tutti gli studenti dell’istituto comprensivo Alfredo Vinciguerra la ringraziamo per averci onorato della sua presenza».

Il saluto dello studente dell’I.C. “Margherita Hack”
«Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, autorità presenti e cittadini tutti, è un grande privilegio ospitarla nella nostra città e per me è un onore oggi rappresentare il mio istituto comprensivo Margherita Hack di Colleferro.

Siamo qui per riaffermare un impegno che non dovrebbe essere mai dimenticato, la pace.

La pace intesa non solo come assenza di conflitto, ma come una cultura di rispetto, di giustizia, di dialogo e di solidarietà.
È scegliere il dialogo anche quando è più facile alzare la voce.
Rappresenta un lavoro quotidiano che si costruisce nelle piccole cose e deve partire dalle piccole cose, dalle nostre aule, dai nostri luoghi di lavoro, dalle strade delle nostre città.

Violenza, odio e intolleranza non dovrebbero trovare spazio, perché ogni giorno possiamo costruire una società più giusta, più equa, dove ogni persona possa vivere in serenità e sicurezza

La pace è anche responsabilità quella di difendere i valori fondamentali che sono la base della nostra convivenza: la dignità della persona, il rispetto e l’uguaglianza.

È solo agendo insieme che possiamo vincere le sfide che ci aspettano per rafforzare il nostro impegno comune.
Se sappiamo proteggere chi è vulnerabile, difendere chi è oppresso, includere chi è diverso, allora proprio noi diventiamo strumento di pace perché avremo custodito ragioni e sentimenti desideri e responsabilità con la fatica della moderazione e del bene comune.

La nostra città recentemente ferita dalla perdita del nostro amico Willy Monteiro Duarte porta ancora i segni della tragedia che si è consumata in quello che doveva essere un sabato sera qualunque.
Willy non ha scelto la violenza, ha scelto il coraggio, l’umanità, l’amore per il prossimo.
Ci ha lasciato un’eredità preziosa, la forza di credere che, anche nei momenti bui, possiamo reagire con la luce della solidarietà.

In suo nome dobbiamo impegnarci affinché la sua morte non sia stata vana, ma che il suo ricordo diventi il seme di un cambiamento profondo nelle nostre comunità, nelle nostre istituzioni e nella nostra vita quotidiana.

Oggi, sotto il segno della sua memoria, facciamo un appello a tutte le coscienze. Non abbassiamo mai la guardia contro la violenza e l’intolleranza. Facciamo della pace non solo un obiettivo ma una pratica viva, un ideale da coltivare, una responsabilità che ci unisce.

La pace è una scelta che dobbiamo fare ogni giorno, in ogni gesto, in ogni parola, nel nostro modo di pensare e di agire.

Quindi facciamo nostro l’impegno a promuovere la pace in ogni ambito della nostra vita. E lo facciamo con la consapevolezza che ogni piccolo gesto conta, che ogni parola che diffonde rispetto è un passo verso una società migliore.

La pace è il bene supremo che permette a ognuno di noi di trascorrere un’esistenza serena.
Non è solo un sogno, ma una scelta».

(fotoservizio realizzato a cura di Beatrice Cardillo, Eledina Lorenzon, Ufficio stampa Quirinale)