Colleferro. “Il Maggio dei Libri”. Presentato il libro di Eugenio Manca “Non li abbiamo ascoltati, Peggio per noi” [Foto]
COLLEFERRO (RM) – Nell’abito della manifestazione “Il Maggio dei Libri”, la campagna nazionale nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura nella crescita personale, culturale e civile, il Comune di Colleferro ha organizzato, per Venerdi 20 Maggio presso la Biblioteca Comunale, il primo dei due incontri letterari programmati dedicato alla presentazione del libro di Eugenio Manca “Non li abbiamo ascoltati, Peggio per noi” – (Ediesse edizioni, a cura di Carlo Ricchini e Sergio Sergi – disegni di Bruno Maggi).
Nato a Lecce il 6 Gennaio 1944 e scomparso nel marzo del 2015 a 71 anni, giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio, poco dopo il trasferimento a Roma Eugenio Manca diventa inviato speciale a “L’Unità”, presso il quale lavora sino agli anni Novanta, per passare poi al settimanale “Il Salvagente”, per il quale curava la rubrica settimanale “Pit Stop”.
Sono intervenuti il Sindaco Pierluigi Sanna ed il curatore Carlo Ricchini, corrispondente per «l’Unità» a La Spezia, dall’inizio degli anni ‘60, trasferitosi poi a Roma diviene capocronista ed in seguito redattore capo centrale della testata, presso cui rimane fino agli inizi degli anni ‘90.
È stato un incontro contraddistinto da una forte emozione, dove Carlo Ricchini ha cercato di mettere in risalto come gli intellettuali intervistati da Manca, poeti, scrittori, scienziati, registi cinematografici, avevano preannunciato le macerie politiche, economiche, sociali e culturali del mondo nel quale viviamo avvertendo, con grande anticipo, la necessità di predisporre idonee misure difensive e altrettanto adeguate proposte alternative, rimaste purtroppo inascoltata!.
Sono conversazioni svolte tra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila e sfogliando le pagine del libro tanti sono i personaggi intervistati : Cesare Zavattini (il padre del neorealismo italiano), Eugenio Garin (storico della filosofia e della cultura dell’Umanesimo e del Rinascimento), Carlo Tullio-Altan (professore di antropologia culturale), Attilio Bertolucci (poeta), Franco Fortini (poeta e critico letterario), Margherita Hack (astrofisica), Mario Monicelli (regista cinematografico), Walter Binni (critico letterario e deputato alla Costituente), Joyce Lussu (compagna di Emilio Lussu e impegnata nelle battaglie contro l’imperialismo e la guerra), Arrigo Boldrini (presidente nazionale dell’Anpi), Lidia Storoni Mazzolani (studiosa del mondo classico), Tonino Guerra (poeta e sceneggiatore), Roberto Roversi (poeta e narratore), Nuto Revelli (scrittore), Saverio Tutino (giornalista e scrittore), Fosco Maraini (etnologo, orientalista, alpinista, fotografo e poeta), Igor Man (giornalista), Pinin Brambilla Barcilon (restauratrice e salvatrice dell’Ultima Cena di Leonardo), Ettore Scola (regista e sceneggiatore), Fausto Tarsitano (avvocato, legale del Pci e de l’Unità), Mario Luzi (poeta), Giuseppe Pontiggia (scrittore), Alda Merini (poetessa), Andrea Camilleri (scrittore), Fernanda Pivano (scrittrice e saggista), Liana Millu (scrittrice, sopravvissuta ad Auschwitz), Antonio Tabucchi (scrittore), Dino Risi (regista), Vincenzo Cerami (scrittore e poeta), Dacia Maraini (scrittrice).
Intellettuali impegnati che, con il loro pensiero e le loro riflessioni sui molteplici problemi della società moderna, avevano lanciato allarme e preoccupazioni sull’andamento sociale del nostro Paese, presagendo la crisi culturale, e non solo, che oggi affrontiamo. Non compaiono politici tra gli intervistati, quasi a voler sottolineare come tra politica e cultura esista un solco profondo che impedisce soluzioni alle situazioni complesse che viviamo in Italia ed Europa.
In un clima di grande cordialità si è poi ricordato quale fruttuosa stagione fu quella in cui l’Unità aveva nelle sue file intellettuali come Manca, Ricchini e Sergi e quanti giornalisti si formarono in quella redazione, divenendo poi firme importanti del giornalismo italiano.
Sicuramente una presentazione vivace, articolata con interessanti scambi di opinioni tra il pubblico e Carlo Ricchini soprattutto su quale sia oggi il ruolo degli intellettuali e la constatazione della mancanza di una loro presa di posizione; vero è che la politica è molto cambiata, potremmo definirla ormai scolorita,dove i partiti non ci sono più e la passione personale e collettiva sembrano relegate ad un’Italia antica.
Un libro da leggere per ripercorrere la storia del nostro paese, per ricordare e riflettere , prendendo a prestito una frase dell’intervista alla Joyce Lussu “…del resto la storia se non riesce ad insegnarci ciò che dobbiamo fare, dovrebbe almeno servirci a capire ciò che non va fatto”.
Eledina Lorenzon












