Colleferro. I casi Covid aggiornati, le polemiche e le… feste di piazza. Il Sindaco Sanna: «La pandemia è una guerra e non uno scherzo…»
COLLEFERRO – L’ultimo bollettino di oggi, 15 Novembre, sulla situazione dei contagiati dal Covid19 in città, riporta un numero di casi positivi ancora in aumento (+18 rispetto a sabato 13/11).
La situazione attuale è la seguente:
15 Novembre: +28 casi positivi; -10 negativizzati. Totale 86 attualmente positivi.
In questi giorni sui social il ‘tritacarne” si è scatenato con forti polemiche in merito alla curiosità sulla tipologia dei “positivi” (in quarantena, ricoverati, in terapia intensiva…), su paventati allarmismi al riguardo, ed anche in merito ad iniziative “di piazza” che “potevano e dovevano essere fatte meglio”…
A tutte queste domande il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ha risposto con un unico post pubblicato sulla sua pagina ufficiale di facebook.
Ne riportiamo di seguito il testo.
Facciamo un po’ il punto sul Covid
«I casi in città sono in aumento e occorre fare attenzione e rispettare le regole, come sempre.
La pandemia è una guerra e non uno scherzo.
Detto ciò, per merito del vaccino, la quasi totalità delle persone contagiate non è in condizioni gravi e nessuno dei positivi risulta ricoverato in ospedale, né in terapia intensiva.
I casi si fanno più numerosi nelle scuole sia per via del fatto che a diffondersi è la “variante delta” sia perché naturalmente i bambini iniziano ad essere l’unica fetta di comunità rimasta scoperta dalla copertura vaccinale.
Ad oggi comunque si registrano nella popolazione scolastica percentuali molto basse, per fortuna, e sarà la Asl a chiedermi eventuali ordinanze allorquando le percentuali dovessero salire.
Mi sento di poter dire che la Asl continua a tenere sotto controllo la situazione, che non è allarmante.
La Asl concorda con le dirigenze scolastiche le azioni da intraprendere e poi le condivide anche con noi al comune.
Noi, dal canto nostro, abbiamo dato disponibilità su ogni richiesta che la Asl vorrà farci sia sulle scuole sia sulla città in generale.
Gli scuolabus vengono regolarmente sanificati e come comune sosterremo tempestivamente ogni richiesta utile che verrà da Asl e dirigenze scolastiche riguardo la lotta al Covid, come facciamo dall’inizio d’altronde.
I medici e tutto il personale sanitario stanno facendo un lavoro straordinario dall’inizio della pandemia: non possiamo acclamarli sui social, chiamarli eroi e poi pretendere di insegnare loro il mestiere.
Riguardo gli eventi: se non si fanno va in crisi l’economia già duramente colpita dalla pandemia, se si fanno va in crisi la pandemia; se si fanno a sud va in crisi il nord e viceversa; se si fanno chiudendo le strade va in crisi il traffico e se le strade non vengono chiuse va in crisi l’ambiente; se riescono bene arricchiscono sempre i soliti e se vanno male qualcuno di sicuro ne aveva pronosticata la crisi; se li organizza Caio va in crisi Tizio e viceversa; se piove va in crisi l’asciutto ed occorre uscire con l’ombrello oltre che con la mascherina.
Certo è che se si fa il mercato settimanale ed a teatro si possono occupare tutti i posti, è difficile sostenere la tesi che non si debba organizzare nulla all’aperto e con l’obbligo della mascherina pena la responsabilità dell’aumento dei contagi.
Non farlo poi cosa significherebbe? Si evocherebbe la ormai mitologica “fuga dei colleferrini verso l’Outlet” come base della crisi economica, crisi a cui si può rispondere solo organizzando eventi… insomma un cane che si morde la coda.
Io dico che solo chi non fa non sbaglia mai!
Penultima cosa: mancano i controlli!
Benissimo; chiederemo a tutte le forze dell’ordine maggiore attenzione ma la domanda che sorge spontanea è se ancora oggi, dopo tutto quello che abbiamo passato, abbiamo bisogno del vigile o del militare per ricordarci di indossare la mascherina?
Ultima cosa: la comunicazione.
Il comune non sarebbe tenuto a comunicare, ma cosa accadrebbe se il comune non comunicasse? Si evocherebbe il complotto, lo si taccerebbe di mancata trasparenza e di copertura di chissà quale nefandezza e di chissà quale quantità di contagiati.
Cosa comunica il comune? Quello che gli comunica la Asl.
Può comunicare di più? No, perché non ha altre informazioni.
Perché la Asl non da maggiori informazioni? Sia perché non è tenuta, sia perché le norme non lo consentono, sia perché avrà qualcosa di più importante da fare.
Noi cosa abbiamo da fare? Il nostro dovere. Facciamolo tutti e continueremo ad essere una grande comunità».
Il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna












