Colleferro ha ricordato i suoi cittadini militari e civili internati nei lager durante l’occupazione nazifascista
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Domenica 27 Aprile, nella splendida Aula Consiliare del Comune di Colleferro, si è tenuto l’ultimo degli incontri programmati per celebrare la ricorrenza del 25 Aprile nell’80° della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo dal titolo: “Colleferro ricorda i suoi cittadini militari e civili internati nei lager durante l’occupazione nazifascista”.
Erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, la Presidentessa Anpi Colleferro Amalia Perfetti, l’Ass. Diana Stanzani e lo scrittore Mario Avagliano.
Nel suo intervento il Sindaco ha approfondito il tema, per troppi decenni ignorato, dei 650.000 circa militari italiani internati nei lager nazisti dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943, colpevoli di aver rifiutato di entrare nelle forze armate tedesche o della Repubblica sociale fascista, e sottoposti ad una dura prigionia, segregati, affamati e schiavizzati e spesso uccisi.
IMI è una sigla creata dai tedeschi per definire i militari italiani catturati, che fino al 20 Settembre 1943 furono classificati come “prigionieri di guerra”. In seguito, considerato lo scarso numero di adesioni alla RSI, Hitler e Mussolini concordarono su una formula diversa: Italienische Militare Internierten. Il mancato riconoscimento della condizione di prigionieri di guerra comportò la non applicazione della Convenzione di Ginevra e la negazione di qualsiasi intervento da parte della Croce Rossa Internazionale per la supervisione dei campi e per la protezione degli ospiti dei lager.
Ora è tempo che a quegli uomini, che rappresentarono una vera e propria opposizione di massa contro gli invasori tedeschi e le residue forze fasciste e che affrontarono spesso la morte con grande coraggio e dignità, sia riconosciuto il giusto merito e la loro odissea raccontata.
A Mario Avagliano, giornalista professionista e studioso di Storia contemporanea, il compito di presentare il libro, scritto a quattro mani con Marco Palmieri “I militari italiani nei lager nazisti. Una resistenza senz’armi (1943-1945)”, edito da Il Mulino (2021).
Una presentazione accurata, corredata da molte slides, per raccontare attraverso una ricchissima mole di diari, lettere e testimonianze dirette, edite e ancor più inedite, per raccontare la vicenda complessiva, dalla cattura alla liberazione e al ritorno degli Internati Militari Italiani, scoprendo anche aspetti poco noti della violenza nei lager, nei campi di lavoro coatto e di punizione, del loro bagaglio di ideali e di umanità, del rapporto con la popolazione civile e con le donne, mettendo in risalto anche una forma di resistenza attiva, un insieme di attività cospirative ed informative clandestine svolte all’interno dei campi di prigionia e l’attivazione di una rete di radio clandestine che forniva informazioni sull’andamento del conflitto.
I militari italiani non ricevettero nessun beneficio sostanziale dal loro status. Anzi, il mancato riconoscimento della condizione di prigionieri di guerra comportò la non applicazione della Convenzione di Ginevra e la negazione di qualsiasi intervento da parte della Croce Rossa Internazionale per la supervisione dei campi e per la protezione degli ospiti dei lager.
Il libro è un appassionante viaggio nel mondo degli I.M.I. che attraverso aspetti nuovi o poco noti, mette in risalto la grande umanità, la capacità ed il coraggio di resistere a tutte le avversità, raccontando attraverso le storie individuali la storia collettiva di questi “eroi”.
Un lungo applauso ha chiuso la prima parte della manifestazione, per poi passare alla Cerimonia di Consegna del riconoscimento alla memoria dei deportati internati dai nazifascisti del territorio nei lager.
Ben 25 sono stati i riconoscimenti consegnati dal Sindaco Pierluigi Sanna e dall’Ass. Diana Stanzani, agli eredi di uomini straordinari che seppero, anche a rischio della propria vita, dire no alla ferocia nazifascista, rifiutando di combattere nelle file dell’esercito tedesco o della Repubblica di Salò, attuando una vera e propria forma di “resistenza attiva, una resistenza senz’armi”.
Ecco i loro nomi:
Acampora Ciro, Ascenzi Francesco, Bellotti Roberto, Benedetti Loreto, Buccitti Virgilio, Cappella Francesco, CastelliGerlando, Ceccarelli Gerardo, Colli Armando, Compalati Italo, Conti Renato, Costantini Giuseppe, Dal Santo Felice, Lanna Domenico, Loppa Fernando, Marcozzi Giuseppe, Maggio Domenica, Munno Rocco, Pandolfi Guerrino, Ponza Igino, Ricci Luigi, Rosciani Mario, Santilli Giuseppe, Scarozza Agostino, Vittori Alfredo, Marzolo Giuseppe.
Tanta emozione e tante le storie e gli aneddoti raccontati dagli eredi, che hanno coinvolto il numeroso pubblico presente in un momento collettivo di commozione intensa.
Un ringraziamento il Sindaco Sanna lo ha rivolto a quanti hanno lavorato per la piena riuscita dell’evento che ha comportato un complesso lavoro di ricerca, coordinato dalla d.ssa Caterina Iacono e dall’Anpi rappresentata da Amalia Perfetti insieme ad Agnese Rossi e Rosaria Di Biase, sottolineando che questo è «il primo passo di riscoperta e valorizzazione della memoria cittadina. Invito coloro che abbiano storie, documenti, o ricordi legati agli Internati Militari a condividerli con l’Archivio Comunale che si impegnerà a custodirli e valorizzarli, ricordando anche chi li ha donati».



















































