Colleferro. Grande affluenza di pubblico per “Fabbrica di Cinema, Il Cementificio di Colleferro in 4 film”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Si è concluso con grande affluenza di pubblico – dalle duecento alle trecento persone a serata – l’evento “Fabbrica di Cinema, Il Cementificio di Colleferro in 4 film” che si è svolto nella Piazza dei Cosmonauti dal 7 al 10 Agosto.
L’iniziativa fortemente voluta dal Comune, e dal Sindaco Pierluigi Sanna con l’Assessore Sara Zangrilli, è stata coordinata da Dario Biello, architetto e regista, e prodotta da 360 Cinedream in collaborazione con Anrca Associazione Nazionale Ricerca Cinema e Architettura.
Un successo non scontato per un’iniziativa che ha visto la proiezioni di quattro film dove il Cementificio di Colleferro, l’ex Italcemenati ora Heidelberg Materials, che ne ha rilevato il marchio. Una storia lunga più di cento anni di un’azienda che ha accompagnato, insieme alla Bpd-Bombrini Parodi Delfino, tutta la storia della città di Colleferro.
I film in programmazione son stati:
- LA CALIFFA, 1970 di Alberto Bevilacqua con Romy Schneider e Ugo Tognazzi e le musiche di Ennio Morricone;
- EUROPA 51, 1952 di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman;
- LO CHIAMEREMO ANDREA, 1972 di Vittorio De Sica con Nino Manfredi e Mariangela Melato;
- CITTÀ NOVECENTO, 2021 di Dario Biello con Alessandro Haber,
che hanno regalato al pubblico emozioni uniche con scene che immortalavano lo stabilimento, la ferrovia, la collina dei mandorli di Colledoro… immagini nella memoria di chi ha vissuto quegli anni ed uno stimolo, per le giovani generazioni , ad avvicinarsi alla storia della città , sicuramente molto cambiata nel corso di questi cinquant’anni e più.
I tre film che hanno animato le tre serate iniziali hanno riproposto tematiche ambientali e sociali sempre molto sentite e che hanno interessato una città in continua evoluzione .
L’ultima pellicola CITTÀ NOVECENTO, 2021 di Dario Biello con Alessandro Haber è stato il docufilm dedicato alla città fabbrica e testimonia come questa comunità ha saputo rigenerarsi nel tempo, superando la connotazone industriale che l’ha portata ad attraversare criticità ambientali diventando prima Capitale della Cultura (2018) e poi Capitale Europea dello Spazio (2022).
Dopo il docufilm “Città Novecento”, è stato proiettato il cortometraggio “Rifugi” ideato e diretto dal giovane Luca Cutini. Realizzato nel 2020, selezionato per la XIII Edizione del Festival Internazionale del film corto a tema “Tulipani di Seta nera” e vincitore di importanti premi, il corto, di grande intensità, narra le vicende tragiche, nel corso della seconda guerra mondiale, con interi nuclei familiari costretti a vivere, sottoterra per mesi, all’interno di cave e cuniculi, al riparo dei bombardamenti aerei. Realizzati nei nostri Rifugi, vero patrimonio storico per la città di Colleferro, sono aperti, da diversi anni, al pubblico con visite guidate.
Le quattro serate hanno rappresentato indubbiamente un momento di grande socialità a dimostrazione di una comunità viva, partecipe, curiosa.
Tanti gli ospiti che nel corso delle serate, introdotte dal regista Dario Biello, dall’attrice Tiziana Cortese e dal Direttore Artistico Francesca Crenca, si sono alternati nella presentazioni delle varie pellicole: da Alessandro Rossellini, nipote di Roberto Rossellini ed ideatore del docufilm “The Rossellinis”, che racconta la storia dei figli e dei nipoti del grande regista.
Con grande semplicità ha brevemente raccontato il suo bellissimo rapporto con il nonno, per noi tutti un mito, per lui affettuoso, istrionico e giocherellone.
Ricordando poi l’attività professionale del nonno ha voluto rimarcare come il suo inizio sia avvenuto con il neorealismo, che successivamente abbandona perché imprigionato dal successo di “Roma città aperta”, intraprendendo più un percorso sullo studio dell’essere umano e poi abbandonare il il cinema ed iniziare un’altra strada dove cerca di fare film storici per la televisione, “perché crede fortemente che la televisione , essendo dentro la casa, è un viatico meraviglioso per la cultura”, convinto che “per essere liberi, per usufruire del libero arbitrio bisogna avere la conoscenza, bisogna avere una cultura, un senso di sé, un senso di appartenenza alla terra e all’uomo, come punto di partenza e per questo si è speso tutta la vita”.
Altri importanti ospiti dell’ultima serata Emma Tagliacollo, docente e critica di architettura, docente universitaria, ricercatrice specializzata nel patrimonio culturale, autrice di testi della memoria e del moderno in ambiti poco indagati come ad esempio i centri storie minori ed autrice di contributi sulle trasformazioni urbane e sulla valorizzazione dei beni culturali e Raynaldo Perugini, architetto e storico dell’architettura, docente universitario. coprogettista insieme ai suoi genitori Giuseppe Perugini, dalla moglie Uga de Plaisant dell’opera la casa sperimentale o Casa albero di Fregene realizzata nel 1968 che ha donato valore estetico ai materiali grezzi della costruzione, come il cemento e l’acciaio, lasciati volutamente esposti.
Un ringraziamento, in chiusura di evento, è stato rivolto a tutti gli spettatori da parte di Dario Biello sottolineando come la città di Colleferro sia capace di capire e capirsi e pronta alle sfide del futuro, una città, come ha avuto modo di dichiarare il Sindaco Pierluigi Sanna, dove la cultura si fa, oggi, cardine dello sviluppo.


































