19 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Giornate Europee del Patrimonio. Presentazione del libro “Niente supplì nell’aldilà” di Carlo Persiani e visita al Castello Vecchio

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Il Museo Archeologico Comunale del Territorio Toleriense, diretto dal Dr. Angelo Luttazzi, ha partecipato anche quest’anno alle Giornate Europee del Patrimonio (Gep), la più estesa e partecipata manifestazione culturale europea, promossa in Italia dal Ministero dei Beni e le Attività culturali (Mic).

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Il tema dell’edizione 2023, scelto dal Consiglio d’Europa e condiviso dagli Stati aderenti alla manifestazione era “Patrimonio InVita” ed è la traduzione di “Living Heritage”: “È un invito a riflettere insieme sul valore culturale di conoscenze, tradizioni, pratiche e modi di vivere ereditati dalle generazioni passate e ancora oggi utili a comprendere il presente e pianificare il futuro”.

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Sabato 23 Settembre sono stati due gli eventi che hanno caratterizzato la manifestazione: la presentazione del libro di Carlo Persiani dal titolo “Niente supplì nell’aldilà”, pubblicato da Espera nella collana ArcheoRacconti, che si è tenuta nel pomeriggio, mentre la sera è stata dedicata alla visita del Castello, per la prima volta interamente illuminato.

Alla presentazione del libro in Sala Ripari erano presenti oltre all’autore, il Direttore del Museo Dr. Angelo Luttazzi ed il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna.

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Protagonista del romanzo, pubblicato a dieci anni dalla sua stesura, è Enrico che, quasi per caso, sceglie di passare due settimane in un campo di volontariato archeologico, tentando così di uscire da una comitiva di amici insoddisfacente, una famiglia soffocante e soprattutto dalla sua innata mancanza di iniziativa. “Per la prima volta era riuscito a scegliere da sé, con un raro atto d volontà e ne era super contento”.

Siamo nel 1976 la vicenda si svolge in una villa antica di “Sant’Evandro”, nell’Alto Lazio, dimora che appare più antica di quanto non sia in realtà. Tra le pareti di questo luogo quasi dimenticato si sveleranno, pagina dopo pagina, antichi segreti e nel contempo i giovani presenti si troveranno a vivere nuove esperienze e condividere il vivere insieme con le sue difficoltà e le sue gioie.

Tutto accadrà in quindici giorni alla ricerca di un passato che, grazie alla tenacia dei “giovani archeologi”, novelli Indiana Jones, sembra riprendere vita e pagina dopo pagina, grazie anche ad una scrittura agile, la trama diventa sempre più avvincente e porta il lettore ad immergersi nell’atmosfera magica del passato!

Cordiale e caloroso il confronto con il pubblico, al quale ha spiegato lo strano titolo scelto: IL titolo è legato al protagonista che, tra alti e bassi, “riflette che la cosa che gli piace di più nella gastronomia italiana sono i supplì, se lui si toglie di mezzo a causa della sua depressione non li potrà mai più assaggiare perchè nell’aldilà, qualsiasi sia l’aldilà, sicuramente non ci saranno per cui bisogna goderseli tutti finchè si sta qui” e quindi esterna un sentimento di positività in un particolare momento di difficoltà nel quotidiano.

Carlo Persiani, Curatore Beni culturali di Roma Capitale ha al suo attivo un’esperienza di giovane volontario e, proprio attingendo dai suoi ricordi e dalle sue esperienze di appassionato di archeologia, ha preso forma il suo romanzo, un libro che parla si di archeologia, ma che possiamo definire anche un “libro di formazione”. Da appassionato a studente, a dottore di ricerca, studioso di preistoria ella Tuscia e dell’Anatolia, è stato per vent’anni in cooperative archeologiche e per altri due decenni nel Comune di Roma.

Proprio il condividere una comune passione ha creato un momento di commozione tra l’autore ed il Direttore del Museo ricordando il grande fermento degli anni settanta per l’archeologia e la costituzione di gruppi archeologici volontari di scavo, formato per lo più da giovani studenti.
A Colleferro “ nel 1972 si fece strada l’idea di formare una sezione dei Gruppi Archeologici d’Italia a Colleferro e fu organizzato da Angelo Luttazzi e Mauro Incitti”.
Nel corso degli anni molte furono le adesioni e tante le campagne di scavo attivate.
Per ricordare il lungo ed interessante lavoro svolto da questi “pionieri dell’archeologia” in aree interne e meno note che il dr. Luttazzi ha preannunciato saranno programmati, a breve, degli eventi dedicati, anche per sottolineare come investire nell’archeologia produrrebbe senza dubbi un ritorno anche economico grazie al turismo di prossimità e quanto sia necessario ripensare al suo ruolo nell’attuale contesto storico di crisi.

In serata numerosi i partecipanti alla visita in notturna al Castello, guidati dal Dr: Angelo Luttazzi e da Elisabetta Licorni, hanno potuto scoprire la storia e la struttura di questa affascinante struttura e, grazie alla magia dell’illuminazione, tutto ha assunto un’atmosfera fantastica.

“Immerso nel verdeggiante parco comunale, il Castello di Colleferro o Castello Vecchio è una struttura risalente al XIII secolo. La rocca fortificata fu edificata dalla Famiglia Conti, per poi passare ai Salviati ed infine ai Doria Pamphili che ne cambiarono la destinazione d’uso trasformandola, nel corso del XVII, in casale agricolo. Il complesso risulta formato da strutture organizzate attorno ad una corte centrale e delimitate da un perimetro esterno approssimativamente rettangolare.

La distruzione del Castello avvenne nel 1431 ad opera delle truppe del soldato di ventura Giacomo da Caldora, inviate dalla regina di Napoli Giovanna II d’Angiò-Durazzo.
All’epoca la fortificazione, assieme al Castello di Piombinara, svolgeva da funzione difensiva sulla Valle del Sacco, a protezione di Artena e Valmontone.
Oggi l’edificio, di proprietà del Comune di Colleferro, conserva parte delle mura e la struttura del palazzo con la corte, la Chiesa, la torre del mastio, nonché notevoli testimonianze strutturali riferite all’età romana, come un terrazzamento in opera poligonale, e all’alto medioevo nei resti della Chiesa di S. Barbara”. (Museum Grand Tour-Sistema Museale Territoriale Castelli Romani e Prenestini).

Grande successo quindi per la notte al castello che ci auguriamo sarà sicuramente riproposta nel tempo.