Colleferro. Emozione e commozione all’incontro dei ragazzi delle suole medie con Piero Terracina [FOTO]
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COLLEFERRO (RM) – Tanta emozione e commozione per l’incontro che si è tenuto Giovedi 8 Maggio, presso il Cinema Ariston di Colleferro, con Piero Terracina, uno dei pochi sopravvissuti del campo di sterminio nazista di Auschwitz – Birkenau.
Nato nel novembre 1928 a Roma, a 15 anni viene deportato, per motivi razziali con tutta la famiglia.
L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Gruppo Logos Onlus in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Colleferro 1 ed ha interessato gli studenti delle classi II e III della scuola media. In una sala silenziosa ed attenta, dopo i saluti e la presentazione della Dirigente scolastica – D. ssa Antonella Romani, Piero Terracina ha testimoniato l’atroce esperienza che ha vissuto nel lager di Auschwitz – Birkenau, partendo dalla sua infanzia, ragazzo felice in una famiglia molto unita composta dai genitori, quattro figli ed i nonni.
Il 15 Novembre del 1938 entrò in classe, ma l’insegnante nel fare l’appello non chiamò il suo nome, ma gli comunicò che da quel giorno non avrebbe più potuto frequentare la scuola perché ebreo. In Italia erano state promulgate le leggi per la difesa della razza. Da quella data la sua vita e quella della sua famiglia cambiarono radicalmente, la sopravvivenza diventò difficile a causa delle ristrette economiche e non solo. Proseguì gli studi grazie ad una scuola ebraica fino al 1943, anno in cui dopo l’8 settembre con l’occupazione tedesca a Roma tutto diventò piu’ difficile, fino all’arresto da parte delle SS tedesche ed il terribile viaggio in treno con destinazione l’inferno, ovvero il campo di concentramento di Auschwitz, il luogo dove chi sopravviveva veniva privato di ogni diritto, del suo nome, sino a divenire solo un numero impresso sulla pelle.
Poi guardando i tantissimi studenti presenti, con la voce rotta dall’emozione ha detto: «non vi racconto le altre sofferenze perché secondo me, esiste un limite alla credibilità dell’orrore».
Ha concluso il suo commosso intervento esortando i giovani allo studio perché, ricordando l’esortazione di sua madre «riuscire nello studio vuol dire riuscire nella vita» ed alla riflessione che tutti gli esseri umani hanno diritto al rispetto, alla dignità, alla solidarietà e alla libertà. La difesa di questi valori è un compito che spetta ad ognuno di noi, ma soprattutto ai giovani che rappresentano il futuro, perché solo con l’impegno di tutti sarà possibile proclamare la vittoria del diritto sulla sopraffazione, della civiltà sulla barbarie.
Eledina Lorenzon












