Colleferro. Dalla colazione a domicilio al blitz della Polizia è un attimo. Era uno stupefacente festino con una escort itinerante e due uomini di origini campane…
COLLEFERRO – La pretesa di una colazione in camera, a domicilio, la resistenza del gestore del bar, il servizio comunque offerto e la lite finale con l’intervento degli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Colleferro.
La spiegazione della stravagante richiesta era “più semplice” di quanto si potesse immaginare: una escort itinerante, due uomini di origini campane e un po’ di droga che in questi casi non guasta mai…
Il gestore di un bar era stato tempestato di telefonate con la pretesa della consegna della colazione in camera, in una casa privata.
Ovviamente quel bar non offriva quel servizio, ciononostante il titolare, esasperato, ha deciso comunque di recarsi all’indirizzo indicato, tentando in questo modo di porre fine alle insistenti chiamate.
Una volta giunto nell’abitazione in questione, l’alterco iniziale è ben presto degenerato al punto che il gestore del bar ha chiamato la Polizia che interveniva prontamente.
Gli agenti hanno identificato, in un primo momento, un uomo di origini campane e una donna, che è risultata poi essere una escort.
Quest’ultima alla vista degli agenti si liberava di un involucro risultato poi contenere della droga.
Sostanza stupefacente veniva rinvenuta anche nelle successive perquisizioni estese anche all’auto in uso ai presenti, che però non erano solo i due…
In un’altra stanza si era nascosta una terza persona, un uomo, anch’egli di origini campane, che è sembrato subito essere l’organizzatore di quello, e di molti altri “meeting”, in quanto trovato in possesso di uno smartphone utilizzato per organizzare gli incontri, e di un quaderno con annotazioni relative a numeri di telefono di clienti, importi delle prestazioni, luoghi di incontro e tipologia dei servizi offerti.
Quest’ultimo aveva indosso anche denaro contante oltre un migliaio di euro, posto sotto sequestro in quanto ritenuto provento dell’attività.
Al termine di tutte le verifiche il secondo uomo è stato denunciato per favoreggiamento della prostituzione con il sequestro del denaro, dello smartphone e dello schedario degli incontri.
La donna è stata segnalata ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90 per uso personale di sostanza stupefacente.
Il “cliente” non è stato sottoposto ad alcuna misura restrittiva. In fondo il “conto” verosimilmente lo aveva già pagato…
Comunicato pubblicato ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti della/e persona/e indagata/e, la/le quale/i, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è/sono da presumersi innocente/i fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza.













