19 Marzo 2026
Valle d. Sacco

Colleferro. Convegno dei Conservatori e Riformisti. Dal “Fare impresa” all’ambiente, alla scottante questione dell’ospedale locale

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COLLEFERRO (RM) – Sembra riscuotere sempre maggiore successo l’iniziativa politica di Remo Paniccia, Saturno Iannucci ed altri amici che hanno costituito in loco una significativa rappresentanza politica dei Conservatori e Riformisti.

La sensazione di quanto affermato è stata palpabile in occasione del Convengo organizzato al Muraccio di S. Antonio, nel tardo pomeriggio del 31 Marzo scorso, sul tema ‘Fare Impresa oggi in Italia. Confronto con altri Paesi del mondo. “Come affrontare il problema”’.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

Remo Paniccia (coordinatore locale del Conservatori Riformisti ed ex presidente del Consiglio Comunale), dopo aver salutato gli intervenuti, ha aperto i lavori del convegno e ne ha subito inquadrato l’argomento centrale tracciando, con rapide e puntuali “pennellate”, il profilo di un’economia che non sta andando come troppo spesso si sente riferire ai media dai rappresentanti dell’attuale Governo Italiano.
Partendo dai numeri – quelli relativi alla deflazione, alle imprese (soprattutto artigiane) che chiudono, ai fallimenti, alla demografia economica, fino a quelli della nuova emigrazione, interna ed esterna – Paniccia denuncia le criticità del sistema Paese che si riflettono inevitabilmente sulle prospettive occupazionali dei giovani che emigrano per cercare fortuna altrove, ed anche della vita dei pensionati anche loro costretti ad espatriare per recuperare capacità di acquisto alle proprie scarne pensioni…
Con riferimento diretto a Colleferro, Paniccia ha evidenziato la variazione al rialzo delle aliquote Imu e delle addizionali Irpef negli ultimi anni.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Gli aspetti tecnici, burocratici, sociali e psicologici del “fare impresa” in Italia, sono stati esaustivamente illustrati dalle dottoresse commercialiste Maria Lucia Pelusi e Franca Fragasso, apprezzate professioniste che hanno saputo rendere facilmente comprensibile – con esempi illuminanti e con il sussidio di slides molto interessanti – lo “stato delle cose” dell’intera macchina burocratica che coinvolge le piccole e medie imprese italiane.
Dall’incidenza della tassazione e dallo stesso tempo richiesto per gli adempimenti fiscali – anche confrontati con altri Paesi europei e non – fino alle opportunità di accesso a finanziamenti pubblici, soprattutto della Ue, il quadro è apparso estremamente chiaro, palesando la necessità di semplificazione del sistema e della certezza del diritto, elementi indispensabili per una gestione sana e produttiva delle imprese e in grado di rappresentare motivo di interesse per investire nel nostro Paese.

Le problematiche del “fare impresa”, dal punto di vista della Medicina del lavoro, sono state affrontate dal dr. Attilio Cesarano il quale ha sostanzialmente evidenziato che è necessario intervenire restituendo la corretta dimensione alle risorse umane, al benessere lavorativo, alla sicurezza sul lavoro, partendo dalla domanda di quanto vale una vita umana e di come questo valore si rapporta con il mondo del lavoro, arrivando a stabilire una relazione diretta tra la qualità dell’ambiente lavorativo – sotto tutti gli aspetti – e la conseguente produttività del lavoratore o dell’imprenditore…

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

Di carattere più… “politico” sono stati gli interventi di Massimiliano Maselli, già Consigliere regionale e dirigente dei Conservatori e Riformisti, e del Consigliere regionale Pietro Sbardella (Gruppo misto).

Maselli ha fatto riferimento ad uno Stato «“invasore” degli interessi delle piccole e medie imprese. Non appena lo Stato si rende conto che c’è una qualche nuova attività in grado di produrre entrate (significativo l’esempio delle “case-vacanza” e della relativa, insostenibile, formula di trattamento fiscale – ndr) lo Stato interviene a “tarpargli” le ali. A noi invece interessa uno Stato normale, regolatore, ma che deve creare le migliori condizioni possibili per la crescita delle imprese che ne rappresentano la stessa anima».
Maselli torna a confrontare la situazione italiana rispetto a quella del Regno Unito che ancora una volta prende come punto di riferimento per gli interventi messi in atto a favorire delle imprese dal premier James Cameron, punto di riferimento anche politico, a livello europeo, per i Conservatori e Riformisti.

L’on. Sbardella nel suo intervento è partito dall’addizionale fissa dello 0.5% che la Regione Lazio ha introdotto a partire dal Commissariamento della Sanità nel 2006, una entrata di 800/900 milioni di euro all’anno che dovrebbe essere re-investita nella sanità…  «Invece solo 250 milioni vengono spesi per la sanità, con i fondi rimanenti sono stati coperti i costi dei trasporti, ed in generale nei servizi primari, perché lo Stato ci trasferisce poco e niente…».
Focalizzando qualche esempio calzante, Sbardella ha fatto riferimento ad una delle tre strutture che nella regione si occupano dei malati di alzheimer. Il mancato rispetto di un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Lazio un anno e mezzo fa, inerente la struttura stessa, i lavori di adeguamento da realizzare, tariffe basse, e ripartenza nei mesi di giugno/luglio… «Ebbene la Regione non ha assolto a quanto previsto nel protocollo, la struttura non ha riaperto, i malati non sanno dove andare e 60 lavoratori dipendenti sono in cassa integrazione in deroga dallo scorso mese di settembre… Su questa vicenda ho pronta una denuncia per Pretura e Corte dei conti».
In chiusura di intervento Sbardella ha fatto anche diverse considerazioni in merito alla situazione in cui versa l’Ospedale di Colleferro ed in particolare alla questione della Soim, la società che, pur avendo terminato i lavori della nuova ala del nosocomio locale, ancora non viene pagata, mettendo a rischio il posto di lavoro di una quarantina di dipendenti.
A trattare la questione in maniera più particolareggiata è stato lo stesso imprenditore Rosario Nasti, titolare dell’azienda, a spiegare la situazione “tragicomica” dell’interlocuzione con Asl e Regione con il classico rimpallo delle responsabilità.

E su questo aspetto della “questione ospedale” ha insistito nel suo intervento conclusivo il Coordinatore locale dei Conservatori e Riformisti  Remo Paniccia, il quale però ha poi “alzato il tiro” facendo riferimento alla beffa dell’inaugurazione di quell’ala – avvenuta in piena campagna elettorale ad opera dello stesso Presidente della Regione Zingaretti – e dello spostamento dei reparti di Neonatologia, Ostetricia, Ginecologia e Pediatria all’Ospedale di Palestrina «anch’esso – ha detto Paniccia – destinato alla chiusura dal momento che nonostante il trasferimento anche quell’ospedale è ben lungi dal raggiungere il “minimale” di mille parti all’anno, dal momento che deve partorire e vive nelle zone che prima facevano riferimento all’Ospedale di Colleferro, ora si rivolgono direttamente ai nosocomi romani…».

L’“alzo” ha poi riguardato anche altri aspetti della gestione amministrativa del nuovo sindaco evidenziando – soprattutto a proposito di ambiente – che le promesse elettorali di smantellare termovalorizzatori e discarica, al momento sono state disattese.
«Sono deluso dagli effetti della vittoria elettorale di Sanna perché tanti, condivisibili buoni propositi sono rimasti tali».