19 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Commozione e raccoglimento negli eventi organizzati per il IV Anniversario della barbara uccisone di Willy Monteiro Duarte

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COLLEFERRO – Nel pomeriggio di ieri, 6 Settembre, Colleferro si è stretta attorno alla memoria di Willy Monteiro Duarte, nel quarto anniversario della sua barbara uccisione.

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Una commemorazione che non si è limitata ad essere una semplice celebrazione di un ricordo; è stata un momento di riflessione profonda, un’esortazione alla pace e un rinnovato impegno per costruire un futuro migliore.

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La giornata è iniziata con una “veglia” di preghiera, a cura della Comunità di Sant’Egidio, presso la “Piazza Bianca”, intitolata proprio al giovane.
Un luogo che si è trasformato in un vero e proprio simbolo, dove la comunità si riunisce per ricordare Willy e per riflettere sul senso della vita e della violenza.

Le parole della madre di Willy hanno trovato eco nel cuore dei presenti, sottolineando l’importanza di educare i giovani al rispetto e alla valorizzazione della vita: «Prego affinché i giovani riescano a distinguere il male dal bene e a capire che la vita è un bene prezioso che deve essere sempre valorizzato.
Prego affinché i giovani possano prendere sempre la strada giusta.
I violenti sono quelli che si sono persi e spero possano ritrovare la via del bene».

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A seguire c’è stato l’intervento del Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna [qui l’intervento completo •>], il quale ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di Willy, non solo attraverso commemorazioni, ma soprattutto con azioni concrete che promuovano i valori di solidarietà, amicizia e rispetto per la vita: valori nobili che Willy ha trasmesso a tutti noi.
Ha ringraziato inoltre i rappresentati dei Comuni limitrofi presenti all’evento – tra cui Artena, Montelanico e Gavignano – le forze dell’ordine, e tutte le associazioni coinvolte nell’organizzazione degli eventi, sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e cittadini.

L’evento è proseguito con l’aggiornamento dell’opera di Street Art dedicata a Willy, realizzata dall’artista Zhew. Un murale che va oltre la mera rappresentazione visiva e si presenta sempre più come un simbolo di riflessione, di unione e di ispirazione per le generazioni future.

L’artista Simona Morelli, invece, ha coinvolto i presenti nella divisione delle tessere destinate alla realizzazione del mosaico che andrà a decorare il monumento dedicato a Willy: un’opera che unisce la comunità nel ricordo del giovane e che si presenta come un’allegoria potente.

La struttura, realizzata con tessere di colore chiaro, rappresenta la purezza e la luce che Willy ha portato nel mondo: «Ho voluto creare un’opera che esprimesse il mio cordoglio per la famiglia di Willy e un invito alla riflessione per tutti noi», ha spiegato l’artista.
Il monumento verrà esposto il 20 Gennaio 2025, giorno del compleanno del ragazzo, nonché giornata nazionale scelta dal Parlamento Italiano in sua memoria.

La commemorazione di Willy è stata un’occasione per riflettere sul senso della vita e sull’importanza di scegliere sempre la strada giusta. La comunità di Colleferro ha dimostrato la sua forza e la sua capacità di reagire al dolore, trasformando la tragedia in un’opportunità di crescita. Le associazioni giovanili presenti all’evento, infatti, hanno dimostrato il loro impegno a promuovere iniziative di sensibilizzazione e a costruire una comunità più inclusiva e solidale, ispirandosi all’esempio del giovane.

L’eredità lasciata da Willy è un impegno costante per costruire una società più umana e solidale, dove ogni forma di crudeltà viene condannata e respinta.
La sua storia ci insegna che la violenza non ha mai l’ultima parola e che la scelta di costruire un mondo migliore è sempre possibile.

Veronica Tomaselli

L’intervento del Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna

«Il 6 Settembre è sempre per noi una giornata lunga, di quelle che tendono a non finire mai. È probabile che non finisca mai sul serio, non tanto nello scorrere delle ore che la compongono ma nelle emozioni e nelle riflessioni che sempre suscita.

Abbiamo ricordato Willy, certamente; abbiamo però anche pensato, pregato, osservato, ascoltato e persino tirato martellate sul marmo che servirà per il mosaico del monumento. Marmo sul marmo per una memoria eterna nella pietra bianca.

Oggi in memoria di Willy c’è anche un cartone animato; sono andato fino a Venezia per vederlo ed ho pensato a quando da ragazzino guardavo “La spada nella roccia” che mi torna sempre in mente quando passo per la Piazza Bianca. Quando Semola cerca disperatamente una spada, la trova infilata in una roccia posta in una piazza/giardino dimenticata da tutti e la estrae senza sapere assolutamente nulla della storia di quella lama e di quel luogo.

Fra anni, decenni e secoli potrà passare un ragazzo sulla Piazza Bianca senza sapere assolutamente niente della storia di Willy e del luogo della sua morte? Dipenderà da noi di certo ma non solo da noi.

Ascoltando i Tg di questa sera, non le avremmo ascoltate per prime ma quante notizie però hanno riguardato il disagio dei giovani? Accoltellamenti, drammi e persino ancora tragici omicidi.

Morte quindi ed ancora morte per le vittime ed anche per i “colpevoli” in questo Paese che, ancora dicendosi civile, consente che un diciottenne muoia carbonizzato nella cella di un carcere.

Chi sarà di sostegno ai ragazzi che scelgono il giusto cammino? La scuola messa in ginocchio forse o la famiglia, al tramonto come istituzione? Chi rieducherà i giovani cittadini che hanno sbagliato? Le nostre carceri sovraffollate e barbariche?
Eravamo il Paese europeo più ricco di colonie penali agricole sulle isole, colonie che servivano a rieducare sul serio e le abbiamo chiuse tutte esclusa una che sopravvive a malapena. Se fosse ancora vivo Beccaria probabilmente ci maledirebbe tutti e consiglierebbe al grande mare di ingoiarci assieme ad isole e penisole.

Arte, cultura, conoscenza, tolleranza, dialogo, coinvolgimento, confronto, solidarietà, fratellanza invece non sono le parole d’ordine di un nuovo francescanesimo, di un redivivo spiritualismo postmedievale carico di ascetico distaccamento dalle cose terrene ma sono invece un testamento, il testamento di Willy.

Un testamento ricco di tanti lasciti, tutti fatti ai figli della sua generazione soprattutto, al Paese di domani. Comodo… un’eredità a chi verrà dopo, suona come una vasta deresponsabilizzazione, un’assoluzione generale impartita ai presenti di questo tempo.
Il lascito invece è anche nostro; siamo noi quelli che delusi ed addolorati tendiamo le palme ma che pure dobbiamo metterci al lavoro seriamente, per cercare le vocazioni.

In effetti occorre parlare proprio di vocazioni, di convocare i giovani per impegnare interamente la loro vita.
Sia lo sport, la cultura, lo studio, la fede, l’arte, il lavoro, la politica o qualsiasi altra cosa a chiamare i giovani, occorre amplificare questa chiamata ad un nuovo umanesimo. evidenziandone la forza rivoluzionaria in grado di sorridere al male del mondo, in grado di accarezzare una guancia o di cingere in un abbraccio forte persino un istrice.

Salveremo il mondo? Non lo so, non credo.
Lo renderemo un luogo migliore nel quale vivere? Probabilmente si ed il sacrificio di Willy non sarà stato vano, al netto delle evoluzioni processuali che camminano di pari passo a quelle intellettuali di un territorio intero, di un popolo intero che, sebbene nella nebbia, si muove alla ricerca della luce e soprattutto della pace».