Colleferro. Capriolo incastrato nelle ringhiere dei giardini di Via Giotto. Liberato e curato dal Servizio Veterinario, con la collaborazione del Vice Sindaco Giulio Calamita, della Polizia Locale e dei Vigili del Fuoco
COLLEFERRO – Nella mattinata di oggi, 23 Marzo, la Polizia Locale è stata chiamata per segnalare la presenza di un capriolo in Via Oriana Fallaci, in zona Colle S. Antonino a Colleferro.
Di lì a poco giungeva sul posto il Vice Sindaco Giulio Calamita ed una pattuglia della Polizia Locale.
Nel frattempo, però, il capriolo si era allontanato dal primo luogo di avvistamento.
Puntualmente veniva di nuovo segnalato su Via Raffaello Sanzio.
Mentre Calamita e gli agenti della Polizia Locale, in auto e a piedi, scrutavano il percorso alla ricerca dell’animale, una nuova segnalazione lo localizzava incastrato tra le inferriate della recinzione del Parco di Via Giotto.
Il capriolo – un esemplare maschio giovane – aveva tentato di passare attraverso le assi di ferro per entrare nel parco, rimanendo però bloccato all’altezza del bacino.
Dimenandosi nel tentativo di liberarsi, riportava anche alcune escoriazioni, all’altezza delle anche, procurate dallo sfregamento del metallo sul suo mantello.
Raggiunto l’animale, i “soccorritori” hanno richiesto l’intervento del Servizio Veterinario della Asl – che puntualmente inviava sul posto il Dr. Tiberi – e quello dei Vigili del Fuoco.
Dopo l’inutile tentativo di aiutare il capriolo a liberarsi dalle inferriate – anche con l’intento di non stressare ulteriormente l’animale – il Dr. Tiberi, anche in considerazione del suo forte stato di agitazione, gli somministrava la giusta dose di narcotico.
Con il capriolo sedato, i Vigili del Fuoco hanno potuto lavorare tranquillamente divaricando le sbarre metalliche, ed una volta liberato, lo sfortunato cervide veniva fatto salire su un furgone dell’Ufficio Manutenzione del Comune e condotto presso un studio veterinario per le cure mediche delle escoriazioni, con disinfettante e con un prodotto di protezione dagli insetti.
Sempre in compagnia del dott. Tiberi, gli agenti hanno nuovamente caricato l’animale sul furgone per condurlo ai margini di un bosco adiacente alla città.
Atteso il tempo necessario affinché il capriolo riprendesse pienamente il controllo dei sensi, è stato liberato.
Resosi conto della recuperata libertà, il cervide – ancora spaventato – si è inoltrato nel bosco senza mai guardarsi indietro…
















