19 Marzo 2026
Città Metropolitana di RomaVideo

Colleferro. Cambio di Asl, Ospedale “L.P. Delfino” e contagi in città. Ne abbiamo parlato con il Sindaco Pierluigi Sanna

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COLLEFERRO – Ad oltre una settimana dal “termine” del lockdown iniziamo a rialzare la testa, e gli occhi – inevitabilmente concentrati in maniera preponderante sull’emergenza sanitaria del Covid-19 – e ripartiamo proprio dalla Sanità e dalle relative problematiche riguardanti il nostro territorio.

Anche nell’area territoriale della Asl Roma 5 Distretto G6 (Colleferro e hinterland), infatti, la decisione di trasformare l’Ospedale “Coniugi Bernardini” di Palestrina in “Covid-Hospital” ha creato effetti collaterali negativi estremamente importanti.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

In questo contesto il sentimento popolare di rivalsa rispetto alla perdita di reparti importanti come Ostetricia-Ginecologia-Pediatria – avvenuta già dal 2015 – e gli innegabili disagi creati dalla sottrazione anche dell’ospedale di Palestrina dal servizio sanitario “ordinario”, hanno fatto alimentare l’idea di chiedere il passaggio ad un’altra Asl, nel caso specifico alla Asl Roma 6 con sede ad Albano ed area territoriale di competenza la zona dei Castelli Romani con una lingua che giunge fino al mare.

Di questo e di altre problematiche attinenti all’Ospedale “L.P. Delfino” di Colleferro ed alla situazione locale rispetto all’emergenza coronavirus – anche in seguito al recente nuovo caso positivo – abbiamo parlato con il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna.

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

Abbiamo suddiviso l’intervista in video in tre parti. Le pubblichiamo di seguito.

 

Passaggio dalla Asl Roma 5 alla Asl Roma 6

«È un’idea che i Sindaci, in maniera unanime, hanno maturato in questi tempi. Noi ci siamo confrontati tante volte con la Asl Rm 5 con sede a Tivoli, abbiamo fatto tante richieste, su alcune abbiamo avuto soddisfazione, su altre no.
Ci sono state novità che si sono susseguite anche dopo la scelta di trasformare l’Ospedale di Palestrina in ospedale Covid, con ancora tante incognite e tante prospettive da attuare e problematiche che ancora devono essere risolte.

Però ci siamo accorti che il territorio della cosiddetta ex Asl Rm 30 (oggi Roma 5 – G6-ndr) è un territorio che davvero ha poco di contiguo con i territori del sublacense e del tiburtino in generale.
La nostra storia amministrativa, culturale, i nostro rapporti sull’amministrazione della Giustizia, i nostri rapporti dal punto di vista ambientale sono sicuramente più orientate verso quel territorio che noi oggi conosciamo some Asl Roma 6, con il cuore presso il Policlinico dei Castelli.
Il fatto che alcuni Comuni afferenti al Consorzio Minerva facciano tra l’altro già parte di quella Asl, rappresenti un motivo di continuità territoriale; il nostro Tribunale è quello di Velletri; la stessa Artena, confinante con Lariano, ha una continuità territoriale molto, molto più forte con la Roma 6 che con la Roma 5.
Fra l’altro la prospettiva di tantissimi lavoratori di ogni ordine e grado che si sono confrontati con noi Sindaci di un rapporto di collaborazione inevitabilmente migliore con la Asl Roma 6, piuttosto che con la Asl Roma 5 con la quale naturalmente c’è un dialogo ed una collaborazione quotidiana al di là di tutto.

A questo punto i Sindaci hanno iniziato a maturare l’idea di utilizzare quel comma della Costituzione che afferma che 5 Consigli Comunali possono fare la proposta al Consiglio Regionale per una legge di iniziativa popolare. Noi, confermata l’unanimità come sembra, saremmo in 9 e potremmo presentarla con maggiore forza.
Questa è una decisione che non vogliamo concordare con i vertici della Asl e della Regione, perché si tratta di una decisione prettamente locale, che viene dal basso e che vogliamo rimanga genuina e oggetto di un dibattito prettamente locale nei consigli comunali per poi proporla al Consiglio Regionale che è l’assise competente.
Questo nostro agire, non è un agire secessionista, è un agire che serve a migliorare la Sanità locale, a farla funzionare meglio, con maggiore elasticità e senso della contiguità territoriale».

 

Situazione attuale e prospettive per l’Ospedale di Colleferro

«Questo è uno dei punti di frizione più forte che si sono avuti con la Direzione di Tivoli. Perché, senza voler esser considerati degli sciacalli e sempre con il massimo rispetto per la comunità di Palestrina e del suo Sindaco, che è persona perbene, dopo la scelta di utilizzare l’Ospedale di Palestrina come ospedale Covid, i sindaci di questa zona hanno auspicato un ritorno – anche temporaneo – dei servizi ginecologici e pediatrici.
La Asl di Tivoli, come spesso ha fatto, ha messo in pratica l’esatto contrario di ciò che avevamo proposto noi Sindaci. Questa è stata una discussione che in questo momento non ha dato buoni frutti.
Abbiamo chiesto che almeno venisse rispettato l’Atto aziendale nel quale avevamo fatto inserire che almeno l’h12 di pediatria e ginecologia come ambulatori in ospedale e sembra che su questo l’accordo ci sia.
Ma questo è un accordo che potrebbe reggere se l’Ospedale di Palestrina fosse aperto. Ma dal momento che Palestrina è chiuso allora ne consegue che un intero territorio rimane scoperto da questo punto di vista.
Uno dei punti sui quali hanno battuto i sindaci è stato questo, ma la Asl non ci sembra voglia recepirlo.
E certamente i sindaci su questa questione non molleranno: andremo avanti fino alla fine, perché non si può lasciare un territorio così vasto scoperto dal punto di vista ginecologico e pediatrico.
E non credo che la questione Covid a Palestrina finisca domani mattina. Quindi non si può nemmeno auspicare che immediatamente Palestrina torni a svolgere la sua funzione.

Allo stesso modo, invece, su alcune questioni, la Asl ha risposto.
Sulla richiesta di rinforzare il Pronto Soccorso, ad esempio, finalmente ieri sono iniziati i lavori e quindi il Pronto Soccorso verrà raddoppiato dal punto di vista della metratura ed avrà ulteriori 10 posti di pronto soccorso – medicina d’urgenza.
Credo che questa sia una buona notizia perché il Pronto soccorso è stato da sempre uno dei posti più ingolfati ed affollati che creava problemi al nostro ospedale. Le critiche più feroci mosse dai cittadini erano proprio quelle relative a questa problematica.
Mi risulta sia stato ultimato il cantiere per la terapia intensiva con nove posti. Credo che stiano facendo in questi giorni il relativo collaudo e quindi spero che venga immediatamente aperto.
Ed allo stesso modo il reparto di oculistica, da sempre un fiore all’occhiello del nostro ospedale che necessitava di una sede più idonea e che lo valorizzasse, visto che si tratta effettivamente di un’eccellenza.
Infine, con riferimento alla donazione di Avio, stiamo ultimando la raccolta fondi “popolare” affinché si possa raggiungere la cifra di 300mila euro per realizzare la terapia sub-intensiva completamente dedicata al Covid, al presente, e comunque un importante presidio, separato dalla terapia intensiva, che in caso di epidemie o di particolari necessità sanitarie può essere totalmente staccato dalla normale terapia intensiva che sappiamo essere molto utile per salvare vite umane in un ospedale dedicato alle emergenze come quello di Colleferro…»

 

Situazione Emergenza Coronavirus a Colleferro

«La situazione dell’emergenza Coronavirus a Colleferro è una situazione abbastanza contenuta. E di questo dobbiamo ringraziare in primo luogo la serietà dei cittadini che si sono comportati – tranne rare eccezioni – particolarmente bene.
Dobbiamo ringraziare la Asl e tutto il personale ospedaliero e distrettuale che ha fatto un egregio lavoro di prevenzione, soprattutto presso il distretto, a Piazzale Berlinguer, si sono fatti tamponi senza sosta e s’è fatto un grande lavoro di prevenzione.
Dobbiamo ringraziare le Forze dell’Ordine che in queste settimane hanno fatto un controllo molto, molto ferreo su quanto accadeva in città.

Oggi, in Fase2, la situazione è diversa. Ci sono più libertà ed è più difficile controllare ed “essere sul pezzo” per tanti motivi perché le limitazioni sono diminuite e quindi è diventato complesso riuscire cadavere il controllo che si era determinato prima.
Certo è che con 15 contagiati, dei quali 3 già guariti, in una situazione in cui le quarantene domestiche sono davvero irrisorie, due o tre, all’interno di una città di oltre 20mila abitanti, si può affermare di essere in una situazione sopportabile in una città come la nostra che è esposta a tantissimi rischi: le fabbriche, i cantieri, lo stesso ospedale.
I cittadini e gli operatori hanno dimostrato grande senso di responsabilità e di rispetto delle regole.

Quando finirà questa storia ed avremo modo di dibattere e di leggere i documenti ci accorgeremo anche quei pochi casi non sono avvenuti per negligenza di strutture colleferrine, ma poi in realtà sono avvenuti attraverso contagi fuori città.
Non esiste e non è mai esistito un focolaio colleferrino.
Si sono avuti casi che si sono contagiati fuori dalla città»