Colleferro. Bonifica della discarica di Colle Fagiolara. Il punto con il Sindaco Sanna e l’Assessore all’Ambiente Giulio Calamita
COLLEFERRO – È stata chiusa ufficialmente il 15 Gennaio 2020; nello scorso mese di ottobre 2024 è stato aperto il primo cantiere per la sua bonifica; ora si va verso la gestione del “capping” e del “post mortem”.
Stiamo parlando della “famigerata” discarica di Colle Fagiolara. Un mostro – nel Lazio, seconda solo a Malagrotta – che negli anni ha fatto parlare di sé in termini di inquinamento ambientale e non solo.
Siamo andati sul posto insieme al Sindaco Pierluigi Sanna ed al Vicesindaco ed Assessore all’Ambiente Giulio Calamita – accompagnati dal Direttore generale Massimiliano Massimi – per un sopralluogo ed una intervista in video (che vi proponiamo di seguito) sullo stato di avanzamento dei lavori e sui progetti per il futuro.
Così l’Assessore all’Ambiente e Vicesindaco del Comune di Colleferro Giulio Calamita.
Siamo in un luogo particolare della nostra città, la discarica di Colle Fagiolara, un luogo che è stato per tanto tempo una ferita aperta e che oggi invece viene finalmente chiusa. Sono in corso quasi ultimati i lavori che riguardano la prima parte di copertura della discarica, una sistemazione importante delle reti di captazione del biogas e del percolato e l’ottimizzazione del motore che poi trasformerà tutto in energia.
Ciò concorre a realizzare una prima importante parte di ciò che riguarderà dei lavori più grandi che verranno fatti in avanti e sono un presidio fondamentale dal punto di vista ambientale che permetteranno una migliore gestione della discarica e una più sostenibile fase che ci porta finalmente alla chiusura di questo sito.
Da qui su la vista per un certo aspetto è quasi mozzafiato perché si vedono i comuni che in qualche modo hanno subito questo grave danno, che sono Colleferro e Paliano e ci restituiscono in qualche modo l’idea della bellezza di questo paesaggio.
Aver ottenuto questo risultato non è stato semplice, è stato il risultato di un durissimo lavoro, sicuramente di gestione ordinaria, operato da Minerva, e poi di lavoro di studio, progettazione, esecuzione magistrale di lavori che veramente sono stati un fulcro importante di un progetto che è quello del capping definitivo della discarica, che durerà 30 anni e che ci vedrà partecipi nella conclusione finalmente di questo percorso che ormai ha una lunga storia e che è per noi importantissimo.
“Discarica” a volte è un brutto concetto, in questo caso probabilmente siamo anche in questo caso ribaltando il tavolo perché in questo sito oltre ad uno sviluppo veramente interessante da un punto di vista tecnico siamo di fronte delle possibili nuove soluzioni ambientali.
Una delle più interessanti è sicuramente quella di utilizzare una parte del calore prodotto dagli impianti di di cogenerazione per realizzare una serra che produca fiori e florovivaismo per tutti i comuni di Minerva.
L’altra è relativa al fatto che una volta completato il capping definitivo complessivo del sito si possa installare qui un importante impianto fotovoltaico che magari – se i tempi ce lo permetteranno – potrà essere inserito in una comunità energetica facente capo alla nostra città e in seguito il fatto – che comunque può avvenire già da subito – di mettere a disposizione questo sito per le università e le scuole in modo tale da veramente renderlo un esempio virtuoso, un esempio che possa essere studiato e preso in considerazione da chi nel mondo, in Italia, si troverà ad affrontare la stessa identica problematica, come veramente esempio di buona gestione e del fatto che se ci si mette, se ci si dedica, si possono veramente cambiare le cose.
Questo è un messaggio che lancio soprattutto ai giovani, perché tanti di noi erano ragazzi quando si iniziò a parlare di questa cosa e con spirito di dedizione e convinzione si può arrivare a risultati del genere.
Questo è probabilmente uno dei messaggi più importanti che lancia il completamento di questi lavori.
Così il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna.
«Avevamo promesso che la discarica sarebbe stata chiusa e questa promessa è stata mantenuta, ma non bastava chiuderla solamente, la discarica di Colle Fagiolara andava messa in sicurezza dal punto di vista ambientale, andava controllata, andava avviata ad un percorso virtuoso di bonifica.
È quello che sta facendo il Comune di Colleferro insieme al Consorzio Minerva, è quello che sta facendo con questi lavori che vanno avanti speditamente e che fanno di questo sito non non un sito abbandonato, ma un sito controllato dove le lavorazioni continuano e dove la captazione del biogas, del percolato e di tutto ciò che la discarica – che purtroppo ancora viva al suo interno e il rapporto con la natura – produce viene messo al centro di un controllo serrato dal punto di vista ambientale.
Sappiamo che questo è un mostro, lo sappiamo benissimo, è stata la più grande discarica del Lazio dopo Malagrotta per oltre 30 anni.
Sappiamo allo stesso modo però che il mostro può essere domato, domato dall’uomo, dalle lavoratrici e dai lavoratori di Minerva, dalle aziende che insieme collaborano con noi e che lo tengono all’interno di un quadro di sicurezza ambientale praticamente unico nel suo genere.
Le cose che si sognano a volte – se c’è una grande forza di volontà e una grande spinta popolare – possono essere realtà.
Noi abbiamo dimostrato che si può vivere anche senza la discarica, che si può avere un Comune con i conti in ordine senza avere bisogno del ristoro ambientale della discarica che è arrivato per anni e anni e ci doveva rendere la città più ricca del mondo – cosa che non siamo, anzi tutt’altro – e allo stesso tempo si può avviare questo sito – un sito che ha massacrato il nostro ambiente – ad una intera epoca, quella dei 30 anni che verranno, con un finanziamento già dato dalla Regione Lazio, da tempo, che assicurerà per 30 anni alle future generazioni il controllo di questo posto e impedirà agli inquinanti di uscire per continuare un’opera, quella dell’inquinamento della città della Valle del Sacco che ormai è finita».















