Colleferro. Bambini e ragazzi con disabilità al momento senza terapia Tma. I genitori: «Vorremmo solo non dover lottare anche per queste cose…»
COLLEFERRO – Nei giorni scorsi abbiamo raccolto ed accolto la lamentela e il disappunto di un nutrito gruppo di genitori i cui figli sono affetti da varie disabilità e che per altrettanti vari motivi necessitano di specifiche terapie, una tra queste, la Tma ossia la terapia multisistemica in acqua o metodo Ippolito Caputo.
Questa consiste in un trattamento terapeutico che utilizza l’acqua come attivatore emozionale, sensoriale, motoria in grado di aiutare i pazienti soprattutto quelli piccini affetti da autismo ad aprirsi, comunicare e a sviluppare abilità cognitive e natatorie.
Insomma una cosa seria che diventa anche importante e fondamentale per quelle mamme e quei papà che quotidianamente lottano per rendere la vita dei loro figli un po’ più normale e magari più simile a quella dei loro coetanei.
Come si legge nella nota giunta in Redazione, fino al 2018, molti bambini e ragazzi della zona erano stati ospitati presso la piscina di Fiuggi: una struttura che però era evidentemente molto scomoda perché lontana per chi doveva spostarsi magari da Segni o da Colleferro.
Così, da quel momento, dopo molte peripezie, un gruppo di mamme riuscirono, non senza fatica, a portare la tma presso la piscina privata di Colleferro grazie alla vecchia gestione poiché la piscina comunale non era riuscita nel tempo mai a darei la disponibilità di orari e corsie per ospitare le terapie in acqua dei bambini lasciando cioè a disposizione di questi e della loro terapista privata, una corsia libera un pomeriggio.
Nel 2022 la piscina privata di Colleferro cambiò gestione, e i nuovi subentrati assicurarono ai genitori senza problemi il prosieguo dell’attività terapeutica ad un costo di ingresso di 7 euro escluso il costo del fon e delle docce.
Poi improvvisamente, e veniamo a qualche settimana fa, ad inizio Ottobre 2023, dopo svariate insistenze da parte di queste famiglie per poter per riprendere la terapia, i gestori della piscina privata comunicano che non hanno più spazi sufficienti da destinare ai bambini con disabilità a Colleferro, ma che il posto potrebbe esserci ad Anagni o a Fiuggi, due strutture sempre gestite da loro.
«Dopo tanti anni – ha dichiarato un genitore stanco e stufo di questa situazione – e tanti sacrifici siamo di nuovo lontani e nel pieno disagio per noi e per i nostri bambini che non riescono ad avere le giuste cure».
Continuando nella narrazione di questa vicenda a tratti fantascientifica ci raccontano che nel frattempo il responsabile della Tma è tornato a rivolgersi alla piscina comunale, la quale dopo una lunghissima attesa nella speranza di una risposta positiva ha comunicato ai genitori gli orari (13:30 – 15 circa) che così ad occhio forse risultano essere anche impossibili per i bambini che vanno a scuola; nell’offerta della piscina comunale il prezzo ad ingresso è di 10€ a bambino ai quali devono essere sommati sempre fon e doccia a parte.
«Un vero furto – hanno dichiarato i genitori – se si pensa che il semplice nuoto libero costa 7€ e che la terapista le famiglie la pagano a parte: oltre al danno la beffa.
Le famiglie con ragazzi disabili sono famiglie che troppo spesso non hanno un potere economico tale da potersi permettere cure aggiuntive o extra e questa è una situazione davvero spiacevole. Non vogliamo assolutamente credere che questo sia, per molti bambini, una cosa di cui poter fare a meno perché per loro, anche una sola ora in più di terapia è oro.
Ci chiediamo se tutto questo sia giusto visto che mesi fa proprio un bando del comune di Colleferro e dell’Assessorato alle politiche sociali ha pubblicizzato per la stagione 2023/2024 i corsi di nuoto: nel manifesto che tutti noi abbiamo letto c’era scritto:
[Si informa la cittadinanza che, vista la Delibera di G. C. n. 161 del 30.06.2023, è possibile presentare domanda per accedere a 90 posti gratuiti per attività natatorie presso la piscina comunale… di cui 25 posti per corsi di nuoto per portatori di handicap adulti e minori autonomi ed in grado di partecipare al corso di nuoto in un gruppo eterogeneo, per accedere ai quali è necessario allegare alla domanda copia del verbale di invalidità rilasciato dalla Commissione periferica competente, con handicap permanente grave o con invalidità pari o superiore al 74% e se minori, certificazione medica attestante la capacità fisica di scendere autonomamente in vasca e la capacità di comprensione delle indicazioni date dall’istruttore, o presentazione della certificazione specialistica se trattasi di patologia transitoria (valevole solo per i minori). In caso di domande superiori al numero dei posti a disposizione si terrà conto dell’Isee…].
Non chiediamo nulla di strano, vorremmo che i nostri bambini potessero frequentare tranquillamente un corso con la loro terapista in orari consoni e a prezzi ragionevoli.
Vorremmo solo non dover lottare anche per queste cose».













