Anagni. Presentato a Palazzo Bacchetti il libro postumo di Gabriele Galloni dal titolo “Luna di Carne”
ANAGNI (Eledina Lorenzon) – Domenica 13 Aprile a Palazzo Bacchetti – Casa della Cultura, nel cuore del centro storico di Anagni, è stato presentato il libro postumo di Gabriele Galloni dal titolo “Luna di Carne” edito da Chi Più Ne Art Edizioni (2024).
L’evento è stato organizzato dall’Associazione Culturale “Las Mariposas” e patrocinato dal Comune di Anagni, Provincia Creativa in collaborazione con Madeinterraneo Aps. .
Gremita di pubblico la sala conferenze che, grazie ad un allestimento intimo e particolare, è stato il salotto buono dove accogliere i tanti intervenuti e dialogare amichevolmente parlando dell’opera di un giovane poeta, ma anche ottimo scrittore, dei suoi sogni e delle sue passioni, un artista che, nonostante la giovane età, ha lasciato un’importante traccia nel panorama letterario, soprattutto attraverso i suoi versi: “Un poeta giovane ma dal sicuro avvenire”.
Era presente l’Ass. alla Cultura del Comune di Anagni Carlo Marino il quale, nel ringraziare Valentina Victoria Simionato, Presidente dell’Ass. Las Mariposas, ha sottolineato come l’incontro costituisce un momento di grande cultura e nel contempo la possibilità di far ascoltare i versi ed i racconti di Gabriele Galloni , “uno dei poeti più significativi della sua generazione , una voce originale ed autentica”.
L’incontro ha visto la partecipazione di Irma Bacci, madre di Gabriele che ha intrapreso un percorso per far conoscere l’opera del figlio presentando le sue opere nelle scuole, nelle associazioni, nelle biblioteche ed in tanti luoghi di cultura, perché, come ha dichiarato il suo impegno è portare la poetica di Gabriele in ogni luogo e farla conoscere soprattutto ai più giovani dei quali ha espresso, attraverso i suoi versi, la difficoltà dell’esistenza, che non debbono mai farci desistere dal coltivare le proprie passioni ed i propri sogni.
Si è quindi passati alla presentazione del libro con gli interventi di Roberto Renna-regista teatrale e docente all’Istituto cinematografico “Roberto Rossellini” che Gabriele aveva frequentato diplomandosi in audiovisivi e Adele Costanzo-Curatrice Editoriale e Scrittrice, ha moderato l’incontro la poetessa Annalisa Lucini.
“Luna di Carne” è la seconda opera uscita postuma dopo “Sulla riva dei corpi e delle anime”, Crocetti Editore (2023) dedicata quasi interamente alla poetica di Gabriele. In “Luna di carne” è invece una raccolta di racconti divisa in quattro sezioni tematiche, che intende offrire una significativa testimonianza dello straordinario e audace talento visionario del Gabriele narratore.
Come un novello Boccaccio, Gabriele Galloni ha narrato storie, spesso avvolte dal mistero, che vede protagonisti personaggi del suo quartiere, il Trullo dove è nato e ha vissuto la sua intensa vita, le sue vie ed i luoghi caratteristici, i muretti di Via Ventimiglia, la vecchia Chiesa di S. Raffaele, il Bar Alta Marea, la piazzetta di Montecucco, le case popolari tutte uguali, ed altro ancora a dimostrazione di come la periferia romana non sia solo luogo di marginalità, ma anche di cultura ed innovazione sociale.
Roberto Renna e Adele Costanzo hanno poi parlato del Gabriele adolescente, amante dei classici e della sua infinito amore per la scrittura, la poesia soprattutto , dando ampio spazio al suo percorso e alle sue tante pubblicazioni: “Slittamenti” (2017), sua prima pubblicazione, “In che luce cadranno” (2018), “Creatura breve” (2018), “L’estate del mondo” (2019), “Sonno Giapponese” (2019).
I suoi versi accarezzano e colpiscono, danno forma alle cose e alle persone, al mondo e agli altri animali, la spensieratezza della giovinezza e l’ansia del vivere quotidiano in un mondo che pare ostile alle proprie inclinazioni, ai propri sogni e la incrollabile volontà di resistere all’onda che sembra travolgere tutto e tutti.
Come ebbe a dichiarare il poeta Antonio Veneziani: «Ciò che più sorprende è l’oscillazione di un poeta così giovane, ma già dal tono maturo, tra la concisione e lo stupore, tra la leggerezza e l’acume di una poesia tanto affinata quanto pungente».
Un incontro intimo ed emozionante, non la semplice presentazione di un’opera, reso ancora più intenso dalle letture di alcuni racconti a cura di due giovani attori: Francesca Fiorletta e Giorgio Michelangeli, e suggellato da un applauso finale dove il pubblico si è sentito fortemente coinvolto ed arricchito dalla conoscenza di un poeta che ha saputo nei suoi versi e nella sua prosa, rappresentare uno spaccato di vita vissuta, tra felicità ed angoscia, dove il tema della sofferenza e della morte hanno attraversato la sua mente ed caratterizzato la sua poetica.
Tanti i suoi progetti in cantiere che la morte ha fermato, ma la sua poesia resta e resterà per sempre. La sua speranza più grande, come aveva confidato a mamma Irma:
«Mamma, voglio che la mia poesia arrivi a tutti, dal più umile allo specialista».































