1924-2024. Dal 4 Ottobre al 3 Novembre il Comune di Colleferro celebra la memoria di Giacomo Matteotti. “Matteotti chi? Un filo rosso lungo cento anni”
COLLEFERRO – Nella tarda mattinata di oggi, 30 Settembre, presso l’Aula Consiliare del Comune di Colleferro, nel corso di una apposita conferenza stampa, è stato presentato ufficialmente l’evento “Matteotti chi? Un filo rosso lungo cento anni – Arte per la Memoria”.
In occasione dei cento anni dalla morte di Giacomo Matteotti, il Comune di Colleferro ha risposto positivamente ed attivamente ad un progetto di Rossella Menichelli teso a divulgare una conoscenza approfondita a 360° del personaggio.
Alla conferenza stampa di stamane erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, l’Assessore all’Istruzione Diana Stanzani, il Consigliere comunale Umberto Zeppa e Rossella Menichelli che ha aperto la presentazione dell’evento.
«Questo – ha esordito Rossella Menichelli – è un progetto particolare di celebrazioni che ha la voglia di raccontare l’esperienza di Giacomo Matteotti e soprattutto l’eredità che Giacomo Matteotti lascia a tutti noi attraverso le suggestioni dell’arte.
Questo spazio espositivo rimarrà aperto per tutto il mese dal 4 Ottobre fino a 3 Novembre. Al suo interno sarà allestita una mostra d’arte e saranno organizzati dei momenti di approfondimento e dibattito sulle tematiche e sulla vita di Matteotti, sia come uomo politico che come persona in carne e ossa.
Un’altra originalità del progetto – che il Comune sta per avviare – è il fatto di essere stato aperto alle varie associazioni, ad enti ed istituzioni al fine di rendere vivo questo spazio.
Abbiamo avuto con soddisfazione ben 18 adesioni. Lo si può vedere nei loghi che il manifesto presenta: dalla Camera dei Deputati, alla Regione Lazio, alla Città Metropolitana… Segnalo l’adesione molto bella del Sindaco di Fratta Polesine – che è il sindaco del comune di nascita di Matteotti e del luogo dove Matteotti è sepolto – e del Comitato per il festeggiamento di Giacomo Matteotti che è stato creato a Fratta Polesine che compone 40 enti, compresa la Provincia di Rovigo.
Quindi l’opera di quell’associazione è molto significativo per noi e per Colleferro.
Le altre adesioni sono state quella della Fondazione Giacomo Matteotti di Roma, dell’Accademia di Belle Arti, che gestirà la parte artistica dell’offerta culturale che ci sarà all’interno di questo spazio, e quindi di fatto questo progetto è un contenitore nel quale saranno presentati libri, si vivranno momenti anche di drammatizzazione dell’esperienza di Giacomo Matteotti.
L’intento è quello espresso nel titolo. Come avete visto “Matteotti Chi? un filo rosso lungo 100 anni” perché quel Matteotti Chi?, col punto interrogativo, significa che si vuole con l’occasione del centenario cercare proprio di scoprire chi è. Perché molti sanno che c’è una Via Matteotti a Colleferro, sappiamo in pochi che c’è Piazzale il Matteotti perché lo chiamiamo sempre il “Colosseo” e c’è anche una targa messa da una scuola media qualche anno fa, un piccolo basso rilievo…
Però oltre a sapere che c’è Via Matteotti e Piazzale Matteotti molti non sanno chi è. Quindi l’obiettivo dovrebbe essere quello di bucare l’indifferenza o l’ignoranza un po’ di tutti e in particolare delle nuove generazioni perché siamo convinti che Matteotti ci lascia una grande eredità in termini di battaglie per la democrazia, per il rispetto delle istituzioni e per la libertà.
L’incipit di tutto questo progetto è stata la dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella fatta il 10 Giugno, in occasione della data proprio di rapimento e poi abbiamo saputo per come sono andato i fatti di uccisione di Giacomo Matteotti.
In quella dichiarazione penso che tutto il popolo italiano si possa riconoscere per quello che rappresenta Matteotti ma per tutti noi e per tutte le istituzioni.
Quindi è un progetto che è cominciato piano piano e sta crescendo anche per le adesioni. All’inaugurazione è prevista la presenza di Elena Matteotti, una delle nipoti di Giacomo Matteotti che verrà a trovarci anche l’11 Ottobre per un momento di incontro: lei stessa ci ha detto che vuole raccontare la sua ricerca su Giacomo.
Saranno ospiti del Comune anche il Sindaco di Fratta Polesine Giuseppe Tasso e la direttrice della Casa Museo Giacomo Matteotti la dottoressa Maria Lodovica Mutterle.
Quindi avremo veramente un contenitore e speriamo che ci possano essere anche delle sollecitazioni, sull’onda di questo progetto culturale, a fare anche altro dopo la fine del centenario.
Un po’ per parafrasare il Barbero che ho sentito recentemente su “La 7”, «stiamo facendo il centenario per Matteotti e domani?». Quindi questo contenitore così variegato, così colorato, come vedrete anche la mostra che metteremo in piedi, sarà a disposizione dei cittadini, e mi auguro proprio che sia un momento di grande partecipazione.
Oltretutto si pone in un contesto in cui il Comune di Colleferro sta anche avviando tutti i festeggiamenti per il novantesimo, festeggiamenti o riflessioni sul novantesimo, quindi un momento particolarmente pieno ma anche particolarmente stimolante per la nostra comunità».
«Ringrazio Rossella per questa proposta – ha affermato l’Assessora Diana Stanzani – perché quando parliamo di Giacomo Matteotti non è che parliamo soltanto con riferimento alle strade e alle piazze, ma è molto evocativo il suo omicidio.
Giappone Matteotti è una figura tutto fondo, con un pensiero molto avanzato rispetto all’epoca. Quindi questo momento di riflessione che durerà 30 giorni, serve proprio a scoprire la figura a 360 gradi e per questo verranno coinvolte le scuole, che avranno un ruolo molto importante.
Innanzitutto perché al termine dell’esposizione della mostra qui nel palazzo, le stesse opere verranno installate in maniera itinerante nei tre istituti superiori che abbiamo sul nostro territorio, quindi l’Ipia, il Cannizzaro e il Marconi.
Come abbiamo fatto anche in altre occasioni – ricordo ad esempio la mostra delle madri e della costituente – avere queste mostre all’interno degli istituti è importante perché a loro volta solleticano tutta una serie di riflessioni e anche di percorsi che potranno essere svolti in autonomia.
E poi perché – c’è stato proposto, ed è estremamente interessante – si realizzeranno due laboratori che abbiamo trasformato, attraverso l’incontro con le scuole, in un percorso di Pcto perché poi è chiaro che quando vengono coinvolte le scuole bisogna trovare anche la formula giusta.
Saranno due laboratori, un laboratorio di “street art” che verrà gestito da uno street artist, che tra l’altro ha già collaborato qui a Colleferro, quindi la suggestione dell’arte che ci racconta Matteotti… Tra l’altro mi permetto di dire che sto seguendo moltissimo queste celebrazioni del centenario: quello che viene proposto a Colleferro è un unicum, non lo stanno facendo da nessuna parte d’Italia. Altrove fanno una semplice presentazione del libro. Qui invece lo portiamo a nuova vita, lo facciamo vivere come persona. Si faranno degli incontri per individuare tutti insieme con lo street artist, i ragazzi e ovviamente con l’amministrazione, un luogo in cui rappresentare questo percorso che loro fanno all’interno del laboratorio. Ovviamente si sceglierà una parte molto visibile della città perché altrimenti non avrebbe senso. Abbiamo tanti luoghi in cui si possono fare dei murales, però rimangono nascosti. Noi abbiamo bisogno, come è stato per il murales di Willy, che ci venga incontro, che quando passiamo per la strada ci sorrida, ci venga incontro.
E contestualmente faremo un altro laboratorio che si interseca con il primo, e sarà un laboratorio teatrale, quindi attraverso una serie di letture con la sfida di arrivare a mettere in piedi una pièce teatrale finale dove loro, i ragazzi che vogliono partecipare e che parteciperanno, rappresenteranno dopo cento anni quel pensiero .
La cosa veramente interessante di questo progetto che per la prima volta questo è Pcto interscuola. Cioè sono due laboratori partecipati dai ragazzi di tutti e tre gli istituti che si incontreranno nella sala dell’Alta formazione in Biblioteca comunale perché è il luogo più giusto secondo noi anche perché c’è lo spazio, dentro e fuori, e poi qualsiasi cosa serve siamo sempre all’interno del parco culturale molto importante; non perché le scuole non abbiano dato la loro disponibilità, però abbiamo cercato di individuare una centralità che andasse bene a tutti e tre gli istituti.
Si avvieranno i laboratori a metà-fine di ottobre, dureranno per tutto novembre, poi avremo una restituzione finale prima delle festività di Natale. A me piace tantissimo il fatto che avremo una restituzione di Matteotti in concomitanza con le celebrazioni per il novantesimo della città.
Siamo una città di fondazione, sembra quasi un ossimoro, no? e invece noi andiamo oltre e restituiamo il giusto spessore al chi lo merita».
In chiusura di conferenza stampa è intervenuto il Sindaco Pierluigi Sanna.
«In conclusione, senza fare le conclusioni, perché questa conferenza stampa è una conferenza stampa di apertura e non è una conclusione in generale, ma è una specifiche dell’attività culturale, della mostra, io dico che probabilmente la battuta non è venuta soltanto a Barbero, è venuta a tanti, perché noi siamo un Paese che celebra volentieri gli anniversari, ma dimentica di applicare nella quotidianità la memoria soprattutto di chi ha dato la vita in qualche modo per il Paese per la democrazia. È una democrazia antica che via via peggiora. È un “vizio antico” per dirla con le parole di un famoso poeta del Novecento. Il nostro vizio però può essere smesso perché come tutti i vizi, volendo, si può anche smettere.
Il personaggio è un personaggio fra i più dimenticati, per alcuni versi, e il Presidente della Repubblica ha inteso ribattere più forte sulla vita di Matteotti, probabilmente, proprio perché in questo nostro presente, in questo nostro tempo, figure come Matteotti hanno una grande capacità di risultare attuali.
Noi abbiamo celebrato, e celebriamo ancora, i cosiddetti Padri Costituenti che sono in verità una parte dei sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale soprattutto nelle file della Resistenza.
Qualcuno fa oggi, quando si parla della situazione delle carceri, una battuta: che oggi siedono in Parlamento i deputati e i senatori non abituati a stare in carcere, mentre nella Costituente, nel primo Parlamento, nei primi anni 50, in Parlamento c’era gente che si era fatta vent’anni di galera, naturalmente per ideati politici, di opinione.
Matteotti fa parte di quella schiera di “non sopravvissuti”, fa parte di coloro i quali che sono morti durante la Resistenza durante il Ventennio e addirittura agli albori del ventennio. Né Matteotti né Gramsci per esempio avrebbero potuto vedere l’Italia per come è stata dopo il 25 Aprile, è stata dopo quel 2 Giugno.
Effettivamente coltivare una idea e essere animati da una vocazione e vederne – anche all’estremo sacrificio – la realizzazione, è un conto.
Coltivare un’idea, lottare per essa e non poterne vedere la realizzazione, è essenzialmente un altro.
La nostra capacità sta nel rendere omaggio a chi, non vedendo, ha creduto. Come dice il versetto perché a Tommaso si riconosce una santità minore. Chi crede vedendo è meno portatore di carisma rispetto a chi crede non vedendo.
Gramsci e Matteotti non hanno visto, non hanno fatto in tempo a vedere, perché il fascismo li ha uccisi entrambi in maniera diversa, come tanti altri politici, intellettuali, uomini liberi di questo Paese che si erano formati nell’Italia che noi chiamiamo giolittiana, quella che va negli inizi del secolo scorso fino all’avvento del fascismo.
In qualche modo a costoro noi dobbiamo una forma di riconoscenza, dobbiamo saldare un dedito affinché la loro morte non sia una morte inutile.
Lo dobbiamo fare soltanto a Roma, soltanto nella Capitale, soltanto con le mani appoggiate sulle colonne, sugli altari? Io credo di no, altrimenti davvero cadremo in una pesantissima condizione di rischio per cui tutto diventa cerimonia, una attualizzazione della memoria come dicevamo all’inizio.
In questo senso Rossella è stata la musa, da cui è nata questa proposizione, da cui è nata questa idea che noi abbiamo accompagnato, sostenuto e aiutato a realizzare anche con un impegno importante della Città Metropolitana di Roma Capitale. Vedrete nelle prossime settimane – anche grazie agli ospiti importanti, ai patrocini particolarmente importanti – che si tratta di una roba rara da vedere in provincia, rara da vedere fuori dalle grandi città e dalla Capitale, per qualità, per impostazione e per definizione.
Non è stato semplice, non è stato nemmeno facile, io ho riscoperto una Rossella diversa rispetto a quella che conoscevo: è stata davvero molto convincente, leale collaboratrice dell’Assessorato alla Cultura, che poi avrebbe probabilmente riscontri anche nell’Assessorato alla Pubblica Istruzione.
Stamattina ho firmato il decreto che nomina il Comitato Scientifico, che abbiamo composto con particolare attenzione alla professionalità, alla capacità di porre la figura di Matteotti non solo nel senso della celebrazione degli anniversari, ma nel senso dell’attualità e della messa a disposizione dei giovani e per questo che è il coinvolgimento delle scuole, di tutte le scuole, come diceva Diana, all’interno del progetto.
Noi abbiamo una toponomastica fatta negli anni del dopoguerra, molto molto bella perché Corso Garibaldi, Corso Turati, Piazzale Matteotti,… sono frutto evidentemente del ragionamento. Piraccini, la Giunta Piraccini i primi anni del dopoguerra era una giunta del fronte popolare come si chiamava all’epoca, poteva scegliere probabilmente nomi diversi: erano gli anni in cui si celebravano ancora i totalitarismi, si traeva ispirazione da tanti aspetti istituzionali, internazionali, che poi sono caduti in disuso che oggi, per alcuni versi, ci farebbero inorridire. Invece no. Quella scelta fu fatta con saggezza perché invece ancora oggi su Giacomo Matteotti, su Filippo Turati, su Giuseppe Garibaldi, su Gramsci, nessuno può in nessun modo obiettare nulla, anzi può continuare a sostenere la scelta di topomastica dei padri che, pur essendo semplici – le prim giunte nel dopoguerra erano fatte di uomini semplici, di uomini che avevano come cultura, sì quella della libertà e quella della democrazia, ma soprattutto quella del lavoro – hanno saputo scegliere con grande equilibrio.
Persino i Savoia, alla fine dei conti, tenendo conto che 10 milioni di italiani che avevano votato Monarchia e 12 Repubblica, sono stati comunque lasciati in una sorta di memoria storica all’interno della toponomastica.
I Savoia in senso generico, mentre in tanti altri paesi qui intorno, se ci fate caso, ci sono ancora le Vie Umberto, Vittorio Emanuele,… invece la scelta qui è stata una scelta saggia, fatta con intelletto e con uno sguardo al futuro non indifferente quindi direi che noi ci poniamo allo stesso modo all’interno di quel solco.
Lo dico soprattutto in occasione delle aperture di festeggiamenti del novantesimo. Io mi sento nel solco della Giunta di Piraccini, delle giunte del dopoguerra, della Giunta Della Rosa, delle Giunte che ebbero a ricostruire la città dopo il dramma della guerra e che ricostruivano la città come la conosciamo oggi, libera, democratica, aperta alla mentalità che non si sottrae alla sfida col passato perché è conscia di dover affrontare il futuro come il proprio destino.
Questa è una città che ha il destino nel futuro. Ce l’ha sempre avuto e per questo si confronta con il suo passato in maniera scevra da condizionamenti e lo fa con una caratteristica diversa rispetto alle realtà vicine: il suo approccio è nazionale e internazionale, perché noi siamo nati, siamo vissuti, siamo e saremo sempre una città che ha un approccio nazionale e internazionale; per la nostra configurazione, per la nostra mescola, per le nostre attitudini ad essere pionieri rispetto alle grandi questioni che possono riguardare tutti gli aspetti di una grande persona».
Dal 4 Ottobre al 3 Novembre, dunque, la nuova area espositiva in Corso Garibaldi 22 – nel prestigioso palazzo sede del Consiglio Comunale – apre le porte all’evento “Matteotti chi? Un filo rosso lungo cento anni – Arte per la Memoria”.
MATTEOTTI CHI?
Mito, eroe nazionale, simbolo della difesa coraggiosa dei valori di democrazia e libertà.
Eppure, in molti non lo conoscono o lo ricordano unicamente in relazione alla sua morte violenta.
L’evento nasce per far conoscere Giacomo Matteotti anche ai più giovani e condividere la sua eredità.
UN FILO ROSSO LUNGO CENTO ANNI
A cento anni dal sacrificio di Matteotti un mese intero dedicato a incontri, mostre ed esperienze artistiche relazionali per non interrompere il filo della memoria.
Il filo rosso è quello dell’opera che apre il percorso espositivo e che conduce alle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella dichiarazione del 10 Giugno 2024.
Il filo prosegue tra le pagine della graphic novel TEMPESTA e poi corre tra le opere, i pensieri e le parole degli artisti in mostra.
Il filo rosso cuce insieme, unisce, collega visioni e pensieri.
ARTE PER LA MEMORIA
Un contenitore d’arte grande quanto la città di Colleferro, con il suo spazio espositivo, la biblioteca, le scuole, l’auditorium, sarà popolato da mostre d’arte, proiezione di film, presentazione di libri, performance musicali e teatrali, conferenze, laboratori di teatro della memoria, mostra itinerante della graphic novel ‘Tempesta’, realizzazione di un’opera di street art relazionale da parte degli studenti delle scuole superiori accompagnati da street artist e tanto altro ancora.
Patrocini e collaborazioni all’evento promosso dal Comune di Colleferro: Camera dei Deputati Regione Lazio, Città metropolitana di Roma Capitale, Comune di Fratta Polesine, Comitato provinciale Polesano per le celebrazioni Matteotti 1924/2024, Anpi Provinciale Roma, Anpi staffetta partigiana Colleferro, Accademia di Belle Arti di Roma, Fondazione Giacomo Matteotti Roma, Claudio Modena, Luciano Zerbinati e Fondazione Villa Morosini Polesella Rovigo, Associazione Veneti a Roma, Associazione Csf Adams di Roma, Associazione Corale polifonica G.B. Martini di Colleferro, Accademia Musicale Ars nova di Colleferro, Scuole superiori Colleferro Ipia Paolo Parodi Delfino, Liceo Guglielmo Marconi, Itis Stanislao Cannizzaro, Gruppo di Lavoro arte per la memoria.
Inizio eventi e Mostra d’arte 4 Ottobre alle ore 17 presso Spazio espositivo Palazzo del Consiglio Comunale, Corso Giuseppe Garibaldi 22, Colleferro
Ingresso libero


















