Gli studenti della “Leonardo Da Vinci” dell’Istituto Comprensivo Colleferro 1 incontrano Sami Modiano

COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Grande emozione per gli studenti dell’I.C. Colleferro 1- Scuola Media Leonardo Da Vinci che, nella giornata di Venerdi 23 Marzo presso la Sala Konver, hanno incontrato Samuel Modiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
L’evento organizzato in collaborazione con la locale Sezione Anpi-La Staffetta Partigiana, è stato patrocinato dal Comune di Colleferro.

Un incontro che, ad ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali, espressione infame degli anni bui del nazismo e del fascismo, che escludevano gli ebrei dalle scuole, dal lavoro, dalla vita pubblica, dalle arti e dai mestieri, assume un maggior significato ed un arricchimento nel percorso didattico dei ragazzi presenti che hanno avuto la possibilità di ascoltare direttamente da chi le conseguenze e gli orrori che quella legge rappresentò per il popolo ebreo, le ha vissute in prima persona.

Presenti all’evento il Sindaco Pierluigi Sanna, l’Ass. Sara Zangrilli e la Dirigente scolastica D.ssa Antonella Romani, che dopo un breve saluto e l’esecuzione di alcuni brani pianistici eseguiti da giovani studenti della sezione ad indirizzo musicale dell’istituto, ha dato la parola a Sami Modiano che, con la sua voce calma ma decisa, ha raccontatola sua tragica esperienza, nel silenzio assoluto della sala.

Samuel Modiano, conosciuto come Sami, è nato nel 1930 nell’isola di Rodi, all’epoca possedimento italiano dal 1912.
La sua infanzia scorreva serena e felice, fino a quel tragico 1938 e l’entrata in vigore delle Leggi razziali che portò dall’espulsione dalla scuola di tutti gli studenti e gli insegnanti ebrei e alla successiva persecuzione di tutti gli ebrei. Nel luglio del 1944, tutti gli ebrei presenti sull’isola, circa 2.500 persone, furono arrestati dal comando tedesco, che aveva assunto il controllo, e fatti salire in navi bestiame prima e successivamente su treni militari in pessime condizioni igieniche e fatti arrivare al campo di sterminio.

È rotta dall’emozione la voce di Sami, che mentre racconta le atrocità di quel viaggio lunghissimo, dove persone ignare del loro destino, venivano private della loro dignità e della loro intimità. Poi l’arrivo, l’orrore della selezione, il distacco dalla sorella Lucia, la vita tremenda del campo con il padre Giacobbe, i lavori forzati e quel numero impresso sulla pelle “B7456 che segnò la perdita di ogni speranza e dignità.
Modiano si è poi soffermato sull’incontro con la sorella, divisi da un filo spinato, e poi la sua morte avvenuta un mese dopo l’arrivo al campo e l’addio di suo padre che decide di lasciarsi morire vinto dalla stanchezza e dalla sofferenza, non prima di lasciargli un messaggio:”Tu Sami ce la devi fare”.

 

“La morte non ha mai voluto prendermi” ha detto Sami ai ragazzi, nonostante la marcia della morte imposta dalle autorità militari tedesche per cancellare le tracce dell’orrore commesso a guerra ormai persa. Sami, ormai sfinito, si mimetizzò in un mucchio di cadaveri, poi trovò riparo in una casa diroccata dove fu soccorso da soldati russi e portato in salvo.

Il ritorno alla vita, la rinascita ma anche il senso di smarrimento dell’essere sopravvissuto a tanta crudeltà ed una domanda che martella in testa: “perché sono sopravvissuto” e nel guardare i ragazzi dichiara: “per raccontare a voi ragazzi che siete la mia fiducia, siete voi che farete in modo che quello che è successo a me non capiti più a nessun altro”.

Questa è infatti la missione che da più di dieci anni porta avanti Sami Modiano e lo farà, come ha dichiarato, fino a quando ne avrà la forza, per trasmettere alle giovani generazioni il valore e la necessità della memoria affinché non si ripeta più l’orrore della Shoah.

Tangibile la commozione e all’accenno dei ragazzi in sala ad un applauso, Sami ha fatto un gesto di rifiuto invitandoli ad un minuto di silenzio per ricordare gli undici milioni di morti, ebrei, rom, omossessuali, disabili e politici, morti da innocenti nei campi di sterminio.

Poi gli studenti si sono stretti intorno a lui i in un abbraccio forte testimoniando come le sue parole li abbiano conquistati e sicuramente lasceranno una traccia significativa nella loro crescita e formazione civile e morale.

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