7 Settembre 2026
Città Metropolitana di Roma

Roma. Pietralata. Marito, moglie e figlia trovati morti in casa: non si esclude ipotesi omicidio–suicidio

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ROMA – Intorno alle ore 13 di oggi, 31 Agosto, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della Compagnia di Roma Montesacro sono intervenuti presso un’abitazione situata in Via dell’Antracite, a seguito di una segnalazione d’allarme lanciata da familiari che non riuscivano a mettersi in contatto con i residenti.

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Una volta fatto ingresso nell’appartamento, i soccorritori hanno rinvenuto all’interno della camera da letto i corpi privi di vita di tre persone, romane, appartenenti allo stesso nucleo familiare: lui, Luca tecnico informatico di 42 anni, lei, Valentina di 41 anni e la loro figlia minore, disabile grave, di 5 anni.

Tutti e tre i corpi presentavano ferite da arma da fuoco come anche il loro cane trovato morto nella stessa stanza.

Dai primi rilievi effettuati sul posto, alla presenza del Medico Legale e del PM della Procura della Repubblica di Roma, è stata rinvenuta un’arma da fuoco regolarmente detenuta.

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All’interno dell’abitazione sono stati altresì rinvenuti alcuni scritti autografi al vaglio degli inquirenti che lascerebbero intendere la volontà del gesto estremo.

Al momento le ipotesi investigative non escludono un drammatico caso di omicidio-suicidio riconducibile a una grave situazione di disagio personale e familiare.

Sono in corso gli accertamenti della Procura della Repubblica di Roma per ricostruire con esattezza la dinamica e stabilire chi dei due coniugi abbia sparato.

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«La famiglia era seguita dai nostri servizi sociali, la figlia era disabile grave» ha affermato Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio.
«Persone per bene, che lottavano da anni.
La mamma non si era mai rassegnata. Ancora non sappiamo la dinamica di quanto accaduto ma tengo a precisare che non si tratta di una situazione di marginalità e nonostante noi, come amministrazione, li avessimo in carico, nonostante fossero seguiti anche economicamente, non è bastato.

Oggi c’è tanto rammarico e soprattutto, disperazione perché di fronte a determinate questioni non abbiamo una soluzione».

«Non conoscevo personalmente i due genitori – dice ancora Umberti – ma da quello che sappiamo, dalle prime cose che mi hanno detto i nostri uffici, è che comunque è sempre stata una lotta per l’accettazione di questa cosa. Non so se oggi non ce l’hanno fatta più.

È un dramma. Come istituzione, sicuramente saremo presenti ai funerali. Il più grosso male che c’è oggi, secondo me, è proprio che di fronte a determinate problematiche non si riescono a dare delle risposte più efficaci. Perché non se ne ha la possibilità».


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