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Roma. Ancora nessuna traccia dei romeni evasi a San Valentino da Rebibbia. Foto segnaletiche diramate su tutto il territorio nazionale

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ROMASono stati istituiti posti di blocco sulle strade di tutta la regione, nelle stazioni dei treni e degli autobus, oltre ad essere setacciati i campi rom e gli accampamenti abusivi della Capitale.

È caccia a tutto campo per catturare i due romeni, Catalin Ciobanu di 33 anni e Mihai Florin Diaconescu di 28, che nella serata di ieri, 14 Febbraio, sono evasi da Carcere di Rebibbia alla “vecchia maniera”…

I due infatti si trovavano all’interno del locale denominato G11 del nuovo complesso del carcere, quando, con una lima, hanno segato le sbarre metalliche del magazzino nel quale lavoravano e si sono calati all’esterno, su Via Tiburtina, con le classiche lenzuola annodate, facendo perdere immediatamente le proprie tracce…

E forse proprio le lenzuola “stese” non devono essere passate inosservate agli agenti di sorveglianza che hanno dato l’allarme… ma i “buoi” ormai erano scappati…

Tutto questo accadeva dopo le 18:30 di ieri. Sembrerebbe che i due fuggiaschi siano stati notati mentre salivano su un autobus di linea, probabilmente diretto a Tivoli. Qualcuno non esclude che abbiano trovato uno o più complici ad attenderli con un’autovettura… Fatto sta che le ricerche, dapprima circoscritte all’Area Metropolitana di Roma Capitale, sono state, in un secondo momento, estese a tutta la Regione ed infine a tutta Italia.

Il 33enne Catalin Ciobanu è imputato per omicidio preterintenzionale e sequestro di persona: provocò la morte di un commerciante egiziano che aveva rapito per conto di un concorrente della vittima. Dopo l’accaduto, risalente al 2004, Ciobanu fuggì in Romania dove fu prima arrestato per furto e poi estradato in Italia… Ieri la fuga…
Il 28enne Mihai Florin Diaconescu invece era già stato giudicato colpevole di rapina e ne avrebbe avuto fino al 2021…
Insieme al “socio” dovevano aver preparato la fuga già da diversi giorni… La presenza delle lenzuola nel magazzino dove lavoravano non era giustificata, e segare le sbarre con una lima non è lavoro da pochi minuti…

Un precedente analogo si era già verificato nel 2014. Allora a fuggire – con le medesime modalità – furono due romani. Ma la loro fuga durò pochi giorni.

Le ricerche degli evasi sono coordinate dal Nic (nucleo investigativo centrale) della Polizia Penitenziaria con la quale collaborano gli agenti della Polizia di Stato ed i militari dei Carabinieri ai quali è stata distribuita una foto segnaletica.

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I rispettivi avvocati si sono detti stupiti dell’accaduto ed hanno lanciato un appello affinché gli evasi si consegnassero subito all’Autorità Giudiziaria, ponendo fine alla fuga…

Prevedibili, ma fondate, le reazioni dei sindacati.
«La Fns Cisl Lazio – per bocca del segretario generale aggiunto Massimo Costantino – ritiene che il personale in servizio di Polizia Penitenziaria nei 14 istituti penitenziari della regione Lazio, sia sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti, dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista».
Lo stesso sindacato avrebbe anche fornito una dettagliata descrizione dell’evasione, salvo poi annunciare, intorno all’ora di pranzo di oggi, la cattura dei fuggiaschi, mai confermata né dalle Forze dell’Ordine né dalla Procura…

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni del segretario nazionale della Fp Cgil Salvatore Chiaramonte, secondo il quale «l’accaduto è la conseguenza di una pesante carenza di personale, che si associa a strutture fatiscenti e alla mancanza di strumenti adeguati di supporto alla vigilanza. È frutto di una sottovalutazione dello stato delle cose che denunciamo da tempo».

 

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