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Operazione “Mondo di Mezzo”[2]. Mafia e appalti. Tutti i nomi e i video delle intercettazioni [Nomi&Video]

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ROMAA proposito della notizia che abbiamo pubblicato stamane, dal titolo «Operazione “Mondo di Mezzo”. Mafia e appalti. 37 custodie cautelari ed oltre 100 indagati tra i quali anche Gianni Alemanno», giunge il comunicato ufficiale del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri (Ros).

Sono di seguito disponibili spezzoni di video delle intercettazioni telefoniche, l’intera vicenda ricostruita dai Carabinieri, i nomi ed il titolo delle persone coinvolte.

 

Anejo - Agostino BalziAnejo - Agostino Balzi

 

 

 

 

Il R.O.S., unitamente ai Comandi dell’Arma territorialmente competenti, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 37 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ed altri reati, con l’aggravante delle modalità mafiose (art. 7 L. 203/1991) e per essere l’associazione armata.

Ulteriori 40 indagati a piede libero, raggiunti da un’informazione di garanzia emessa dalla Procura Distrettuale Antimafia per i medesimi reati, sono sottoposti a perquisizione locale e personale.
Contestualmente, nell’ambito di un parallelo procedimento di prevenzione, sulla base degli elementi investigativi raccolti da questo Raggruppamento, il locale Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, a seguito di ulteriori accertamenti economico-patrimoniali, sta eseguendo il sequestro dei beni riconducibili agli indagati, emesso dal Tribunale di Roma, per un valore complessivo di 204 milioni di euro.

Gli interventi interessano le province di Roma, Latina e Viterbo.

• I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa avviata nel 2012 dal Raggruppamento, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di un’organizzazione mafiosa radicata nella Capitale, facente capo a Carminati Massimo, pluripregiudicato, già appartenente all’organizzazione terroristica dei N.A.R. e strettamente legato allo storico sodalizio criminale denominato “Banda della Magliana”, nonché coinvolto in diverse vicende processuali afferenti a gravi ed eclatanti episodi delittuosi.
Le indagini hanno accertato l’operatività di una ramificata e pervasiva struttura mafiosa, “Mafia Capitale” che, nel tempo, ha assunto caratteri di originalità, differenziandosi significativamente dalle cosiddette mafie tradizionali. Avvalendosi dello storico legame con esponenti dell’estrema destra romana, alcuni dei quali divenuti esponenti politici o manager pubblici, il sodalizio si è gradualmente dimensionato in un’organizzazione di tipo evoluto, dedita alla sistematica infiltrazione del tessuto economico ed istituzionale, con una struttura tipicamente mafiosa ed un apparato in grado di gestire i diversificati interessi illeciti. In particolare, per quanto attiene alla mafiosità del sodalizio, sono stati acquisiti tutti gli elementi che ne caratterizzano la sussistenza, con riferimento alla struttura gerarchizzata, alla segretezza e al rispetto del vincolo associativo, all’assistenza legale fornita agli affiliati detenuti ed ai familiari, alla disponibilità di armi ed, in primo luogo, all’utilizzo del c.d. metodo mafioso connotato dall’esercizio di un forte potere intimidatorio.

In tale ambito, sono emersi anche gli stretti rapporti con esponenti apicali di organizzazioni di altissimo profilo criminale operanti nella Capitale, quali:
• il clan camorrista facente capo a Senese Michele, radicato a Roma sin dagli anni ’80 e dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti;
• il clan Casamonica, attivo nel quadrante sud-est della città e dedito ad una vasta gamma di attività delittuose, in particolare usura e riciclaggio;
• Diotallevi Ernesto, già appartenente alla Banda della Magliana con compiti di riciclaggio dei capitali illeciti, e De Carlo Giovanni, subentrato al primo nello scacchiere delinquenziale romano;
• proiezioni del clan mafioso catanese di Santapaola;
• un gruppo di rapinatori albanesi particolarmente agguerrito e pericoloso.

Nel corso delle indagini, è stata accertata la consumazione di estorsioni, aggressioni e intimidazioni in danno di imprenditori e commercianti non disposti a scendere a patti con il sodalizio, nonché l’erogazione di prestiti a tassi usurari ed il conseguente recupero dei crediti con azioni violente o minacce. Lo stesso controllo su attività imprenditoriali connesse alla gestione di appalti pubblici è stato ottenuto, in taluni casi, mediante la forza di intimidazione del sodalizio. In alcuni casi, imprenditori si sono di fatto posti a disposizione del sodalizio, pur mantenendo un relativo margine di autonomia gestionale.
In tale contesto, è emerso il ruolo dell’imprenditore pregiudicato Salvatore Buzzi, il quale, tramite una rete di cooperative sociali, gestiva gli interessi economici dell’associazione criminale in diversificati settori destinatari di appalti e finanziamenti del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate.
Sulla base delle disposizioni fornite dal Carminati, il Buzzi ha intessuto rapporti con pubblici amministratori, funzionali agli interessi delle imprese del sodalizio, occupandosi personalmente della gestione della contabilità occulta e della creazione di flussi finanziari illegali, utilizzati per alimentare un ramificato sistema corruttivo, in favore soprattutto di protagonisti della vita politica e amministrativa di Roma Capitale.

In particolare, sono stati documentati rapporti, tra gli altri, con:
• l’ex Sindaco di Roma Alemanno Gianni ed il relativo capo della segreteria Lucarelli Antonio, nonché con l’allora consigliere comunale (attualmente consigliere regionale) Gramazio Luca e Scozzafava Angelo, già direttore del V° Dipartimento, Promozione Servizi Sociali del Comune di Roma, funzionali all’assegnazione di finanziamenti;
• Coratti Mirko e Figurelli Franco, rispettivamente Presidente e Capo Segreteria dell’Assemblea Capitolina, interessati per l’aggiudicazione del bando di gara AMA riguardante la raccolta del multi materiale, nonché per sbloccare pagamenti sui servizi sociali forniti al Comune di Roma e, infine, pilotare la nomina del nuovo Direttore del V Dipartimento.

Anche nel Consiglio Regionale, a seguito del mutamento degli equilibri, si registrano rapporti con alcuni esponenti dell’area di maggioranza.
In questo senso, assume rilievo la figura di Eugenio Patanè, attuale Consigliere Regionale (gruppo consiliare del P.D.) nominato il 26.03.2013.
In relazione a tale figura istituzionale, Buzzi a più riprese affermava di aver ricevuto imponenti richieste di denaro e di averne erogate in misura molto minore con riguardo alla gara Ama del 2013.

• In relazione all’utilizzo di persone giuridiche per la realizzazione dei programmi delittuosi dell’organizzazione, le indagini hanno consentito di distinguere le imprese partecipanti a gare pubbliche direttamente riconducibili al sodalizio, da quelle esterne, funzionali al riciclaggio ed alla creazione di fondi extracontabili destinati ai compensi degli stessi sodali ed alla corruzione di pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio ed esponenti politici. Su tale fronte, è stato accertato, come il sodalizio fosse interessato alle commesse ed ai finanziamenti del Comune di Roma Capitale e delle relative municipalizzate, nella gestione dei campi nomadi, delle strutture riservate agli stranieri richiedenti asilo ed ai minori non accompagnati, nonché nella raccolta dei rifiuti e manutenzione del verde pubblico.
Attraverso la corruzione di esponenti politici ed amministrativi, le società controllate dall’organizzazione indagata hanno così ottenuto diversi appalti, condizionando le rispettive gare attraverso la conoscenza anticipata del contenuto dei bandi o, in alcuni casi, concorrendo addirittura alla stessa stesura. Nei citati settori imprenditoriali, l’interesse veniva rivolto anche ad altri Comuni della Provincia di Roma, quali Sant’Oreste, Morlupo e Castelnuovo di Porto, adottando le medesime metodologie corruttive, sino anche a modificare offerte già depositate e superare così aziende concorrenti. I fondi neri destinati alle tangenti per gli esponenti delle strutture politico-amministrative interessate e alla retribuzione dei membri del sodalizio venivano ricavati con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti che, a seconda delle società emittenti, determinava diversificate modalità di remunerazione.

In particolare:
• le società riconducibili a soggetti esterni al sodalizio, a fronte dei pagamenti ricevuti, restituivano all’organizzazione criminale denaro contante per la creazione di fondi extracontabili, utilizzati per i pagamenti illeciti;
• le società direttamente controllate dall’organizzazione criminale, gestite anche con l’utilizzo di prestanome, attraverso transazioni reciproche riuscivano a canalizzare ingenti somme di denaro agli stessi sodali e a soddisfare le esigenze di reimpiego dei proventi illeciti.

Nel corso delle indagini, si delineavano i ruoli dei principali soggetti ai quali il Carminati aveva affidato la responsabilità del controllo dei diversi settori economici. In particolare:
• Salvatore Buzzi, amministratore e coordinatore di varie società cooperative, incaricato di seguire le gare pubbliche e corrompere i politici e gli amministratori di turno;
• Fabrizio Franco Testa, che curava, dall’interno delle strutture politico-amministrative, gli interessi dell’organizzazione criminale;
• Carlo Pucci, deputato a seguire gli appalti ed i relativi pagamenti destinati alle cooperative del sodalizio dall’Eur Spa, di cui è dirigente, e dall’ATI Marco Polo.

Un altro degli amministratori pubblici di riferimento per Salvatore Buzzi, durante il periodo della Giunta Alemanno, risultava Franco Panzironi, amministratore delegato della municipalizzata deputata alla gestione della raccolta dei rifiuti nella capitale (Ama). Vantando uno strettissimo rapporto con l’allora Sindaco, il Panzironi, a fronte del periodico pagamento di tangenti e di versamenti in favore di Fondazioni della sua stessa area politica, si è reso disponibile per l’aggiudicazione di appalti, lo stanziamento di fondi del Comune di Roma e lo sblocco dei relativi pagamenti alle società cooperative controllate dal sodalizio. L’intervento sull’AMA risulta essere avvenuto anche grazie alla corruzione del Direttore Generale Giovanni Fiscon e a contatti dei citati Gramazio e Testa all’interno dello stesso consiglio di amministrazione.
Per quanto attiene alla nuova consiliatura, sono stati documentati rapporti di Buzzi con il Presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti ed altri amministratori ed esponenti politici.

• Gli ulteriori approfondimenti in direzione degli interessi del sodalizio nella gestione dei centri di accoglienza, istituiti nell’ambito dell’emergenza migratoria del 2011 hanno evidenziato il ruolo del Consorzio Eriches 29, facente capo al citato Buzzi, di cui venivano documentati i rapporti con Luca Odevaine e Mario Schina, finalizzati ad ottenere il trasferimento di immigrati presso le strutture controllate, nonché tra il Buzzi ed un altro imprenditore, Sandro Coltellacci.
La gestione dell’emergenza immigrati è stato un ulteriore settore nel quale il sodalizio indagato si è infiltrato con metodi corruttivi, alterando da un lato i processi decisionali pubblici, dall’altro i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse economiche della Pubblica amministrazione.

Le indagini, in particolare, hanno accertato un complesso meccanismo corruttivo, documentando i ruoli di Odevaine, nella sua qualità di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, Schina quale intermediario, Buzzi e Coltellacci, deputati a seguire gli aspetti amministrativi. In tale ambito, emergeva la responsabilità dell’Odevaine e dello Schina nel compimento di atti contrari ai doveri del loro ufficio, in violazione dei doveri di imparzialità della Pubblica amministrazione, a fronte di una retribuzione mensile rispettiva di 5mila e 1500 euro.

In particolare per:
• orientare le scelte del citato Tavolo tecnico, al fine di creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dalle imprese e cooperative riconducibili a Buzzi e Coltellacci;
• comunicare i contenuti delle riunioni e le posizioni espresse dai rappresentanti delle istituzioni nel predetto Tavolo di coordinamento nazionale;
• esercitare pressioni per l’apertura di centri in località gradite al gruppo Buzzi.

• Pur esprimendo lo stesso carattere di mafiosità delle organizzazioni tradizionali, il sodalizio indagato ha adottato nel tempo un modello organizzativo perfettamente inserito nei delicati equilibri del contesto amministrativo e politico della Capitale. Parallelamente, evitando un indiscriminato ricorso alla violenza, sono stati consolidati i rapporti con le altre strutture criminali capitoline.
In definitiva, dall’indagine è emerso come la struttura mafiosa indagata si sia posta quale vera e propria cerniera tra ambienti criminali e settori istituzionali ed economici romani, definita in un’intercettazione dallo stesso Massimo Carminati come “mondo di mezzo”. L’espressione utilizzata sintetizza efficacemente come tale spazio costituisse un’area di confine tra i due diversi “mondi”, quello legale e quello illegale, in grado di garantire le relazioni funzionali al conseguimento degli interessi del sodalizio.

 

 

 

 

Indagati destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere:

• BRACCI Raffaele, nato Roma il 24.2.1975, per usura;
• BRUGIA Riccardo, nato a Roma il 06.11.1961, per associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata;
• BUGITTI Emanuela, nata ad Udine il 22.11.1953, per turbativa d’asta e corruzione aggravata;
• BUZZI Salvatore, nato a Roma il 15.11.1955, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di valori e rivelazione di segreto d’ufficio;
• CALDARELLI Claudio, nato a Roma il 22.01.1951, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata;
• CALVIO Matteo, nato a Roma il 01.09.1967, per associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata;
• CARMINATI Massimo, nato a Milano il 31.5.1958, per associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, trasferimento fraudolento di valori, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni;
• CERRITO Nadia, nata a Roma l’11.09.1965, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata;
• CHIARAVALLE Pierina, nata ad Avezzano (AQ) il 21.10.1984, per corruzione aggravata;
• COLTELLACCI Sandro, nato a Monterotondo (RM) il 09.07.1964, per corruzione aggravata;
• DE CARLO Giovanni, nato a Roma il 17.3.197, per trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento;
• DI NINNO Paolo, nato a Roma il 6.09.1962, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta e trasferimento fraudolento di valori;
• FISCON Giovanni, nato a Roma il 29.1.1957, per corruzione aggravata e turbativa d’asta;
• GAGLIANONE Agostino, nato a Sacrofano (RM) il 29.07.1958, per associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e false fatturazioni;
• GAMMUTO Emilio, nato ad Acri (CS) il 10.04.1954, per corruzione aggravata;
• GARRONE Alessandra, nata a Roma il 22.07.1974, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta;
• GAUDENZI Fabio, nato a Roma il 03.03.1972, per associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e usura;
• GUARANY Carlo Maria, nato a Cutro (KR) il 19.09.1959, per associazione di tipo mafioso e turbativa d’asta;
• GUARNERA Cristiano, nato a Roma il 16.12.1973, per associazione di tipo mafioso e turbativa d’asta;
• IETTO Giuseppe, nato a Roma il 29.03.1958, per associazione di tipo mafioso;
• LACOPO Giovanni, nato a Gerace (RC) il 24.06.1940, per estorsione aggravata;
• LACOPO Roberto, nato a Roma il 08.06.1965, per associazione di tipo mafioso e estorsione aggravata;
• MANCINI Riccardo, nato a Roma il 16.11.1958, per associazione di tipo mafioso;
• MOGLIANI Giuseppe, nato il 18.9.1952 a Campagnano di Roma (RM), per false fatturazioni e riciclaggio;
• ODEVAINE Luca, nato a Roma il 25.10.1956 per corruzione aggravata;
• PANZIRONI Franco, nato a Roma il 11.07.1948 per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e turbativa d’asta;
• PUCCI Carlo, nato a Roma il 24.07.1961 per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata;
• TESTA Fabrizio Franco, nato a Roma il 27.12.1965, per associazione di tipo mafioso;
• TURELLA Claudio, nato a Roma il 28.11.1951 per corruzione aggravata, turbativa d’asta e rivelazione segreto d’ufficio.

 

Indagati destinatari di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari:

• CALISTRI Rossana nata a Montecatini (PT) il 10.8.1957, per turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio;
• CANCELLI Franco, nato a Roma il 13.03.1954, per turbativa d’asta;
• CARACUZZI Patrizia, nata a Roma l’11.10.1962, per corruzione aggravata;
• LUCCI Raniero, nato a Roma il 1.12.1967, per turbativa d’asta e corruzione aggravata;
• MENICHELLI Sergio, nato a Sant’Oreste (RM) il 5.11.1948, per turbativa d’asta e corruzione aggravata;
• PLACIDI Marco, nato a Sant’Oreste (RM) il 5.1.1955, per turbativa d’asta e corruzione aggravata;
• SALVATORI Emanuela, nata a Roma il 18.7.1957, per corruzione aggravata;
• SCHINA Mario, nato a Roma il 30.06.1954, per corruzione aggravata.

 

Indagati a piede libero destinatari di informazione di garanzia e sottoposti a perquisizione:

• ALEMANNO Giovanni, nato a Bari il 3.3.1950, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata;
• ALIBRANDI Lorenzo, nato a Roma il 29.4.1965, per associazione di tipo mafioso;
• ANDRINI Stefano, nato a Roma il 27.02.1970, per associazione di tipo mafioso;
• ANELLI Giovanna, nata a Pavia il 23.10.1957, per corruzione aggravata e turbativa d’asta;
• BARUCHELLO Gianmario, nato a Nocera Umbra (PG) il 15.02.1947, per corruzione aggravata, turbativa d’asta e illecito finanziamento;
• BERTI Giuseppe, nato a Latina il 03.06.1965, per associazione di tipo mafioso;
• BOTTI Angelo, nato a Roma il 02.10.1970, per corruzione aggravata, turbativa d’asta e illecito finanziamento;
• BRAVO Stefano, nato a Roma il 26.12.1960, per ricettazione;
• CACCIOTTI Alessandro, nato a Roma il 14.9.1968, per trasferimento fraudolento di valori;
• CLEMENZI Marco, nato a Latina il 22.09.1968, per false fatturazioni;
• COMMISSARI Marco, nato a Narni (TR) il 28.02.1964, per turbativa d’asta, corruzione aggravata e illecito finanziamento;
• CORATTI Mirko, nato a Roma il 20.06.1973, per corruzione aggravata e illecito finanziamento;
• CURTI Michelangelo, nato a Frosinone il 9.6.1973, per associazione di tipo mafioso;
• DELL’ANNO Pierpaolo, nato a Roma il 22.7.1964, per associazione di tipo mafioso;
• DE PASCALI Giampaolo Cosimo, nato a Muro Leccese (LE) il 13.02.1974 per corruzione aggravata;
• DE VINCENTI Francesco, nato a Roma il 24.2.1974 per trasferimento fraudolento di valori;
• DE VINCENTI Lorenzo, nato a Roma il 10.6.1982, per trasferimento fraudolento di valori;
• DI CESARE Serena, nata a Roma il 12.9.1983, per trasferimento fraudolento di valori;
• ESPOSITO Antonio, nato a Roma il 1°.02.1965, per frode fiscale;
• FIGURELLI Franco, nato a Roma il 7.1.1956, per corruzione aggravata e illecito finanziamento;
• FORLENZA Salvatore, nato a Potenza il 02.11.1954 per turbativa d’asta;
• GRAMAZIO Luca, nato a Roma il 22.12.1980 per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e illecito finanziamento;
• IANNILLI Marco, nato a Roma il 21.9.1960, per trasferimento fraudolento di valori
• LAUSI Luigi, nato a Roma il 18.05.1966, per associazione di tipo mafioso;
• LETO Domenico, nato a Catanzaro il 13.8.1978, per associazione di tipo mafioso
• LIMITI Emiliano, nato a Roma il 14.04.1976, per associazione di tipo mafioso;
• LUCARELLI Antonio, nato a Roma il 04.05.1965, per associazione di tipo mafioso;
• LUZZI Tommaso, nato a Roma il 1.1.1950, per associazione di tipo mafioso;
• MASTROPAOLO Giancarlo, nato a Tivoli (RM) il 22.04.1956, per false fatturazioni;
• MOKBEL Gennaro, nato a Roma il 13.09.1960, per estorsione;
• OZZIMO Daniele, nato a Roma il 15.06.1972, per corruzione aggravata;
• PATANE’ Eugenio, nato a Roma il 19.09.1972, per turbativa d’asta e illecito finanziamento;
• POLITANO Italo Walter, nato a Conflenti (CZ) il 24.03.1953, per associazione di tipo mafioso;
• QUARZO Giovanni, nato a Roma il 02.11.1971, per associazione di tipo mafioso;
• RUSSO Fabio, nato a Roma il 29.4.1978, per trasferimento fraudolento di valori;
• SCOZZAFAVA Angelo, nato a Roma il 10.06.1967, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata;
• STEFONI Fabio, nato a Roma il 31.08.1960, per corruzione aggravata e illecito finanziamento;
• TANCREDI Fabio, nato a Roma il 2.12.1961 per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata;
• TINOZZI Giovanni, nato a Rieti il 26.02.1959 per corruzione aggravata.

 

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