Gavignano. Successo per il convegno organizzato dalla Pro Loco “Paesaggi della Storia: dalle radici di Innocenzo III agli itinerari Archeo-Agricoli della Via Latina”
GAVIGNANO (Eledina Lorenzon) – A chiusura degli appuntamenti promossi dalla Pro Loco di Gavignano, per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, si è tenuto, sempre nella Chiesa di San Rocco, il Convegno dal titolo “Paesaggi della Storia: dalle radici di Innocenzo III agli itinerari Archeo-Agricoli della Via Latina”, per analizzare ed approfondire tematiche diverse relative ai presidi archeologici e museali, custodi di storia e memoria, la Via Latina, e l’ evoluzione socio economica che l’hanno caratterizzata , gli itinerari archeo-agricoli oggi possibili.
Dopo l’introduzione di Emanuela Gagliarducci, Presidentessa della Pro Loco, che ha brevemente illustrato le tematiche del convegno, inteso come fattivo laboratorio di proposte e metodi per strutturare nuovi modelli sociali di sviluppo economico nel pieno rispetto di un patrimonio naturale e storico, la parola è passata ai relatori.
Saluti istituzionali del Consigliere Delegato all’Agricoltura e Ambiente Sandro Rossetti che ha portato i saluti del Sindaco Ivan Ferrari, impossibilitato ad essere presente per sopraggiunti impegni, ed ha sottolineato l’importanza di incontri che pongano al centro il tema dei piccoli borghi, luoghi suggestivi in cui riecheggiano le storie delle persone che li hanno abitati e che rappresentano e tengono viva la memoria dei territori, unitamente alla loro bellezza paesaggistica ed artistica.
Il Vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna, ha evidenziano come i nostri territori, nel tempo, non hanno saputo dare la giusta valorizzazione e tutela del proprio patrimonio storico e naturalistico. Oggi sicuramente una nuova ed attenta sensibilità, sia da parte delle Istituzione che dei cittadini, ha portato ad una diversa visione e, grazie anche all’intervento sempre più presente della Città Metropolitana e della Regione Lazio, si stanno attuando iniziative culturali atte alla sensibilizzazione, soprattutto rivolte alle giovani generazioni, e alla promozione di un modo nuovo di viaggiare più consapevole e sostenibile.
Un approccio che invita a scoprire le bellezze nascoste del nostro Paese dove i borghi, ricchi di tradizioni locali diventano veri protagonisti permettendo ai visitatori un rapporto ravvicinato con la cultura locale. In quest’ottica i borghi possono tornare a rivivere di luce propria, attuando così anche la nascita di nuove realtà di microimpresa territoriale per supportare l’economia locale e preservare il patrimonio culturale.
Piero Capozi, Referente dell’Archivio Storico Diocesano “Innocenzo III” di Segni, ha illustrato l’importanza ed il ruolo che l’Archivio Diocesano di Segni riveste per il territorio. svolgendo una intensissima attività su due fronti: da un lato il lungo e difficile riordino dei documenti per la loro fruizione, dall’altro l’attività di promozione culturale, unita all’attività scientifica vera e propria con numerose pubblicazioni a firma dei curatori dell’Archivio.
Intensa e vibrante l’intervento di Fr. Paolo Paszko Guardiano della Fraternità dei Frati Minori Cappuccini della Garbatella, quartiere di Roma, che prendendo spunto dal salmo 35,10 “Tutte le mie ossa diranno: «O Signore, chi è simile a te che liberi il povero da chi è piú forte di lui, il povero e il bisognoso da chi vuol derubarlo?», ha argomentato sul valore della presenza di S. Francesco nella Chiesa del suo tempo, ma soprattutto ha indagato sul motivo per cui, a 800 anni dalla sua morte, Egli rappresenti ancora un esempio da seguire, una voce ascoltata dall’uomo moderno, soprattutto dai giovani, che vedono in lui un esempio di coerenza con il messaggio del Vangelo. Il suo scegliere la povertà e seguirla in tutta la sua vita, senza mai tradirla, il suo darsi agli altri, ai fragili e ai bisognosi, ai malati, ci invita oggi a non perseguire solo il proprio interesse, ma un bene comune che abbracci l’umanità tutta.
Il Dott. Angelo Luttazzi, Direttore del Museo Toleriense di Colleferro, ha imperniato il suo intervento sui Siti archeologici presenti sulla Via Latina nel circondario di Gavignano, dando ampie spiegazioni sullo sviluppo di questa via, che partiva da Roma e si dirigeva verso l’antica Capua, una via frequentata, dopo l’abbandono dell’Appia Antica, e che sicuramente S. Francesco ha attraversato, perché ancora attiva nel Medioevo, grazie ad una rilevante presenza umana.
Ha poi dedicato il suo intervento alla presenza dell’importante Abbazia di Rossilli, luogo di profonda identità storica e spirituale, di inestimabile valore reso ancora più esplicito dalle innumerevoli stratificazioni. Già Villa Romana, dal III/IV sec. d.C. il complesso subì poi un probabile abbandono.
Durante il XII/XIII sec vennero costruiti la Chiesa e il Monastero benedettino. Successivamente venne acquistata e trasformata in casale agricolo.
Nel maggio scorso si è tenuta una cerimonia di apertura, dopo un importante intervento di recupero e valorizzazione, nella speranza che vengano proposte iniziative che rafforzino il legame tra i territori e la loro storia.
Isabella De Renzi, docente di Italiano ha proposto una suggestiva ipotesi di lettura dei “Luoghi” tra legende e leggende, attraverso la mappatura dei territori.
Anna Maria Mariani, Docente di Scienze Umane, ha dedicato il suo intervento per una attenta analisi de “La Valle dei Latini e la sua evoluzione economica: dalla identità agro pastorale a quella industriale del secolo ‘900”, in particolare soffermandosi sulla perdita di identità di un territorio che, profondamente dedito alla pastorizia e all’agricoltura, si è totalmente trasformato rischiando di perdere le antiche tradizioni che oggi, seppur con enormi difficoltà, vengono recuperate e valorizzate, ricostruendo un legame forte con un passato di cui essere fieri..
Ettore Migliorini, Etnomusicologo e Direttore Artistico Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene, impossibilitato ad essere presente, ha affidato il suo contributo alla lettura di Marcella Guidoni esprimendo la necessità di creare, tra musei e territori, una continua connessione attraverso progetti di rete e sistemi museali, così da operare in stretta relazione con le comunità, portando ad esempio il percorso intrapreso dall’Associazione Culturale Eolo Etnolaboratorio per il Patrimonio Culturale Immateriale, di cui è fondatore.
Arduino Fratarcangeli, Sociologo ed ideatore della Rete di Economia solidale del Mediterraneo (RESMED) ha sottolineato l’importanza dell’incontro di Gavignano e di quello tenuto a Colleferro quali tappe di un percorso di progettazione partecipativa per valorizzare gli itinerari archeo-agricoli della Via Latina, nella consapevolezza che “solo dal basso le storie possono ricominciare a vivere e solo se si pensa al bene comune perché, secondo il motto di RES Ciociaria “il bene comune è il profitto migliore di tutti”.
Tutti poi a godere di una degustazione con i frutti di questo nostro territorio favoloso: un’ ottima zuppa di cereali e funghi con crostini di pane integrale, appallocco con le fave, nella civiltà contadina costituiva il pasto dei poveri, pere di antiche piante cotte nel vino ed arrostite al forno, formaggio del pastore e pesche al vino, qualche ciambellina e brindisi finale con spumante.






























