15 Ottobre 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. “Non Voltarti. Per Joanna. Per tutte”. Successo per il flashmob in memoria di Joanna e delle altre organizzato all’Itis “Cannizzaro”

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COLLEFERRO – C’è un cortile scolastico che, per una mattina – quella di oggi, 14 Settembre – ha smesso di essere un semplice spazio ricreativo per diventare altro: un luogo di memoria, di denuncia, di comunità.

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È accaduto – come annunciato –  alll’Itis “Stanislao Cannizzaro” di Colleferro, dove centinaia di studenti, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni si sono ritrovati per il flashmob “Non Voltarti. Per Joanna. Per tutte”.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Libero Sorriso A.P.S. di Anagni con il patrocinio del Comune di Colleferro, ha preso forma grazie alla collaborazione della danzaeducatrice Francesca Pisatri e al supporto di Caterina Giuliani, che hanno curato la coreografia.
Un evento che ha voluto lanciare un messaggio chiaro e forte: di fronte alla violenza, restare immobili non è mai una scelta neutra. Guardare altrove, in fondo, significa comunque scegliere da che parte stare.

Un messaggio che parte dai banchi di scuola
Ad accogliere gli studenti nel cortile dell’istituto c’erano la dirigente scolastica Daniela Michelangeli, la presidente dell’Associazione Libero Sorriso Sandra Tagliaboschi, il sindaco di Colleferro Giulio Calamita, l’assessore Diana Stanzani e i rappresentanti delle forze dell’ordine, tra i quali il Cap. Davide Frenna, nuovo Comandante la Compagnia Carabinieri di Colleferro, e delle associazioni locali, tra cui Giorgia Briganti di Mondo Futuro e la professoressa Arianna Grossi del secondo circolo del Vinciguerra.

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Il flashmob è stato dedicato a Joanna Rouissi, la donna di origine polacca uccisa dal marito nel pomeriggio del 18 Agosto, e a tutte le donne che subiscono violenza.
Un evento che ha voluto trasformare il dolore in consapevolezza e la consapevolezza in un messaggio di cambiamento, come recita lo slogan dell’iniziativa: “La violenza ci riguarda, il cambiamento anche”.

La danza come linguaggio civile
Sulle note di “Mariposa” di Fiorella Mannoia, gli studenti hanno dato vita a una coreografia collettiva, un gesto semplice ma dal significato profondo. Perché se è vero che la violenza di genere si combatte innanzitutto con l’educazione e la prevenzione, è altrettanto vero che i linguaggi alternativi – il corpo, la musica, la danza – possono arrivare dove le parole a volte non riescono.

L’istituto, guidato dalla dirigente Michelangeli, ha scelto da tempo di affiancare alla didattica tradizionale un percorso di crescita civile che passa anche attraverso iniziative come questa.
E il coinvolgimento attivo degli studenti, che hanno aderito con entusiasmo, dimostra quanto il tema sia sentito dalle nuove generazioni.

Un invito che supera i confini della scuola
L’iniziativa non si è esaurita nel cortile del Cannizzaro. Attraverso i canali social dell’istituto e dell’Associazione Libero Sorriso, è stato diffuso un videotutorial per permettere a chiunque – anche a chi non era presente – di replicare la coreografia e unirsi idealmente al messaggio.
Un modo per trasformare un evento locale in qualcosa di più grande, capace di parlare a un pubblico più ampio.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle insegnanti che hanno reso possibile l’organizzazione: Monica Fraticelli, Giorgia Gabrielli, Ombretta Frattali, Maria Cristina Mancini, Alessandra Faraoni, Roberta Masella, Barbara Paluzzi, Vincenzo Corsi, Cristiano Cerqua, Noemi Ascenzi, Francesca Pretolani, Maria Raccio, Anna Rita Briganti, Mary Jane Testani e Carlo Sarao.

Seconda serie di foto dai social dell’Itis “S. Cannizzaro”.

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