Carlotta Strano, nei titoli di coda di “Intrecci”: da Gavignano all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con una sceneggiatura contro il bullismo
GAVIGNANO (Gisa Messina) – C’è una firma, nei titoli di coda di “Intrecci”, che racconta molto del nuovo cinema emergente: quella firma è di Carlotta Strano, sceneggiatrice del cortometraggio presentato il 10 Settembre all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Classe 2000, originaria di Gavignano, Strano è una delle promesse più giovani e interessanti della filiera cinematografica di provincia.
La sua carriera muove i primi passi all’interno della Growing Production, la casa di produzione di Frosinone fondata da Benedetto Orestini e Corrado Tatangelo, dove si forma ricoprendo ruoli diversi e maturando un’esperienza a tutto tondo sul set.
Da “Cronache 2037” a “Intrecci”
Prima di firmare la sceneggiatura di “Intrecci”, Strano aveva già esordito alla regia nel 2026 con “Cronache 2037”, un cortometraggio di fantascienza distopica presentato in anteprima assoluta al Multisale Ariston di Colleferro il 9 Maggio 2026.
Il lavoro, un “mockumentary” cyberpunk ambientato in un futuro degradato, ha rivelato una regista in formazione con una forte passione per il cinema di genere e un’ambizione visiva notevole nonostante le risorse ridotte.
Nel 2025 era stata seconda assistente alla regia sul lungometraggio “Le Vie dell’Acqua” di Fabio Masi, il film della Growing Production che era stato presentato al Venice Production Bridge e, nella primavera successiva, all’Ambasciata d’Italia a Pechino.
La sceneggiatura di “Intrecci”
“Intrecci” nasce da un’idea condivisa con i registi Benedetto Orestini e Corrado Tatangelo, e la sceneggiatura porta interamente la firma di Strano.
Il cortometraggio, della durata di 15 minuti, affronta i temi del bullismo e del cyberbullismo attraverso la storia di Matteo, un sedicenne introverso che trova nel gaming e nelle dirette streaming il suo rifugio, fino a quando un momento privato catturato durante una live non innesca una spirale di umiliazione che dalla rete si trasferisce nei corridoi della scuola.
Il film è stato girato interamente all’interno dell’I.I.S. “G. Sulpicio” di Veroli nel maggio 2026, con gli studenti dell’istituto che hanno preso parte attiva alle riprese, affiancando la produzione nei diversi comparti dell’audiovisivo.
Nel cast figurano Stefano Fresi (nel ruolo di uno psicologo), Simone Flandina, Giulia Lapertosa e Gabriele Pagliaroli.
Una filiera ciociara
La sceneggiatura di Strano si inserisce in un progetto che è interamente “made in Ciociaria”: oltre a lei, che è di Gavignano, il regista Benedetto Orestini è di Anagni, Corrado Tatangelo di Frosinone, il direttore della fotografia e coproduttore Michele Caschera è di Sora, il compositore Valerio Di Maggio e il sound designer Simone Costa sono anch’essi di Anagni, e il rapper Edoardo Cestra, in arte Price, è della stessa area.
“Intrecci” è stato prodotto da Growing Production Srl in collaborazione con l’I.I.S. “G. Sulpicio” di Veroli, all’interno del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, con il sostegno di un bando della Regione Lazio.
Il messaggio
Il cortometraggio si chiude con una dedica che è anche il manifesto del progetto: «a chi non c’è più, a chi ha sofferto, a chi resiste in silenzio, a chi ha avuto paura, a chi trova il coraggio di parlare».
Una frase che, per una sceneggiatrice alla sua prima esperienza su un palcoscenico come quello veneziano, rappresenta anche un impegno: raccontare storie che abbiano un peso reale, capaci di parlare ai giovani con il loro linguaggio senza banalizzarne le fragilità.
Per Carlotta Strano, “Intrecci” è il primo grande appuntamento con un pubblico internazionale.
Ma la sensazione, leggendo la sua firma in fondo ai titoli di coda, è che sia solo l’inizio di un percorso che merita di essere seguito.











