Colleferro. Ritrovata pochi minuti fa a Fumone la signora Nunzia Pressamariti della quale si erano perse le tracce dal pomeriggio di ieri

COLLEFERRO – È stata ritrovata pochi minuti fa a Fumone, la signora Nunzia Pressamariti della quale si erano perse le tracce nel pomeriggio di ieri, 2 Luglio.

È stata ritrovata sul ciglio della strada da un ispettore di Polizia che l’ha riconosciuta ed ha allertato la centrale i Carabinieri.

La signora Nunzia sta bene, anche se per normali accertamenti è stata condotta presso l’Ospedale di Frosinone.

La signora Nunzia Pressamariti, 61 anni, titolare della Libreria Sangraal di Colleferro, nel pomeriggio di ieri aveva pubblicato sul proprio profilo facebook una “lettera di addio” che per ore ha tenuto col fiato sospeso l’intera comunità locale.

La Polizia di Stato del Commissariato di Colleferro aveva immediatamente avviato le ricerche anche con il supporto della geolocalizzazione dello smartphone.

I rilevamenti della posizione avevano condotto le ricerche fino all’Osteria della Fontana, in Comune di Anagni, ma purtroppo dalle ore 20 circa di ieri sera il cellulare della signora aveva smesso di segnalare la propria posizione.

Nel frattempo, anche per competenza territoriale, erano stati allertati i Carabinieri del Gruppo Provinciale di Frosinone e la Polstrada del capoluogo ciociaro.

Questa mattina, poco dopo le ore 8, il ritrovamento…

Ci scusiamo con i naviganti, ma il gran numero di naviganti interessati alla notizia – siamo arrivati ad oltre 400 visitatori in contemporanea – ha ripetutamente mandato in tilt il servizio.

Qui l’articolo pubblicato nella tarda serata di ieri •>

 

[IN AGGIORNAMENTO]

Questo il testo pubblicato dalla signora Nunzia sul suo profilo facebook.

«Andare via, ho pensato a questa eventualità da tempo. Andare via per me significa -non esserci più- non essere più nella vita, questa vita.
Non riesco a scorgere qualcosa per cui valga la pena rimanere.
Sono molto stanca, da quando mio marito si è ammalato(2015) e dopo 8 mesi di: operazione, cure, speranze, paure, dolore, avvilimento è morto; non mi sono mai più riposata e non mi più successo qualcosa di bello che mi facesse riamare la vita.
Anzi dopo sette mesi è morta mia sorella più piccola.
Da quel momento una presenza oscura si è impadronita del mio essere e non mi ha più abbandonata , si è accomodata sempre più in profondità, aggrappandosi maligna, con i suoi artigli, alla mia anima già ferita.
Lavoro 10 ore al giorno e riesco a stento a mettere insieme i soldi per pagare, prima di tutto i Libri, non potrei lavorare senza merce; poi gli affitti-casa e libreria- equitalia- bollette (sempre più esose) riesco a comprare qualcosa per mangiare e basta.
Lavoro e pago il necessario. Sono depressa, mi sento sola, stanca e infelice.
Non posso riposarmi e non mi posso curare, non ho soldi per questo. Sono disperata, ma non ho nessuno a cui posso chiedere aiuto.
Mi si può biasimare se ho deciso di farla finita?
Grazie (ironico) a tutti coloro che ho accolto nella mia libreria, ogni volta che mi hanno chiesto ospitalità e che, in questo momento difficile della mia esistenza, non mi hanno più frequentato;

grazie (ancora più ironico) all’Amministrazione Comunale che mi ha osteggiata e ignorata, da un punto di vista lavorativo.
Invece un abbraccio riconoscente, questo sì, con grande amore, ai pochi che sono rimasti, ma erano troppo pochi e io troppo abbattuta e stanca per poter resistere.
Spero che non esista nulla -di là – spero nell’oblio per l’eternità. Ho cercato di resistere perché, prima di andarmene, volevo estinguere il fido (20.000,00 €) con la banca Bcc Roma agenzia Colleferro, ma non ci riesco perché c’è sempre qualcosa da pagare.
Non si finisce mai e si incassa sempre di meno.
Ho una sorella che vive con me e percepisce meno di 500 euro al mese, cercavo di resistere anche per lei, ma proprio non ci riesco.
Lei vorrebbe lavorare, è una bravissima sarta, ha cercato di proporsi, ma noi non siamo di qui e preferiscono altri.
Chiedo allo Stato Italiano se vuole estinguere il mio debito con la Banca e se può aumentare la pensione a mia sorella per permettergli di vivere dignitosamente.
Lei vuole vivere, io no.
Ho lasciato una lettera, all’avvocato Paradiso Gianfranco di Colleferro, dove ho scritto le mie volontà.
Ho già la tomba, che sta a Cineto Romano, anche se preferirei essere cremata.
Non c’è altro.
Spero davvero che non ci sia niente nella dimensione morte e di potermi riposare.
Ho scritto tutto questo nella disperazione, ma nel pieno delle mie facoltà mentali

Nunzia Pressamariti Latini.
P.S. Avevo cercato di farmi aiutare dalla banca con cui lavoro, ma non ci sono riuscita. Chi lavora in proprio se non ha soldi di suo viene lasciato al suo destino.».

 

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