Colleferro. In manette due poliziotti corrotti: chiedevano soldi agli utenti della strada per evitare multe salate

COLLEFERRODue agenti della Polizia Stradale in servizio presso il Distaccamento di Colleferro sono stati arrestati dai colleghi della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Roma con le accuse di “corruzione, concussione, truffa aggravata e falso”.

Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia di un autotrasportatore che, fermato da una pattuglia della Polstrada a San Cesareo, si è visto costretto a consegnare ai due agenti del denaro in contanti per evitare di essere multato per il sovraccarico del mezzo.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Tivoli, hanno dapprima consentito di individuare gli agenti in questione e successivamente – grazie ad intercettazioni, appostamenti e pedinamenti durati tre mesi – hanno condotto all’accertamento di azioni simili (almeno due) messe in atto dagli indagati, per i quali il Gip ha emesso l’ordinanza cautelare di custodia in carcere.

Nel corso dei tre mesi di indagini, gli investigatori hanno potuto accertare che:
• almeno in due episodi (concussione) gli agenti hanno costretto utenti della strada al pagamento di somme di denaro o utilità sotto il “ricatto” di elevare contravvenzioni al Codice della Strada;
• in un’occasione (corruzione) hanno accettato del denaro;
• per almeno 13 volte (falso e truffa ai danni dello Stato) hanno attestato falsamente di essere in servizio.

Nell’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, la custodia cautelare in carcere viene individuata come l’unico provvedimento possibile al fine di impedire ai due agenti di «perseverare nel coltivare con disinvolta e proterva soddisfazione quella che pare una vera e propria costumanza di vita e di servizio; ricercando e cogliendo – o sinanche creando – ogni occasione utile per conseguire utilità indebite».
«Dai gravi fatti accertati emerge la personalità di due soggetti che non solo hanno ormai integralmente stravolto in proprio favore il servizio loro affidato, ma che praticano un costume esistenziale improntato alla continua e sprezzante indifferenza generale al precetto: la truffa e la menzogna sistematiche che costituiscono “sicuri indici del risalente e consapevole abbandono delle più elementari regole condivise dalla collettività”».

I due poliziotti – un 48enne residente a Genazzano ed un 42enne di origini campane residente a Paliano – dalla mattinata di ieri, 28 Dicembre, si trovano ristretti nel carcere romano di Rebibbia.

 

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