Colleferro. Il Comitato residenti Colleferro ricorre al Tar. «A proposito della chiusura della discarica, Regione e Comune potrebbero avere altre intenzioni»

COLLEFERRO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Comitato residenti Colleferro che annuncia un ricorso al Tar Lazio contro l’individuazione della discarica di Colle Fagiolara come sito per lo smaltimento degli scarti derivati dal trattamento dei rifiuti urbani di Roma e provincia.

«Il Comitato residenti Colleferro presenterà ricorso al Tar Lazio (Tribunale Amministrativo Regionale) contro la Determinazione regionale (11.6. 2018, n. G07509), che ha individuato la discarica di Colle Fagiolara, gestita dalla società Lazio Ambiente spa e di proprietà del Comune di Colleferro, come sito per lo smaltimento degli scarti derivati dal trattamento dei rifiuti urbani di Roma e provincia, lavorati presso l’impianto della società Rida Ambiente spa e presso gli altri Tmb (trattamento meccanico biologico) del Lazio.

La Determinazione è stata adottata in esecuzione della sentenza del TAR che ha chiuso la vertenza con la quale Rida Ambiente spa aveva richiesto alla Regione di indicare la discarica nella quale smaltire gli scarti della lavorazione dei Rsu (rifiuti solidi urbani).

La Regione ha così deciso di individuare anche la discarica di Colle Fagiolara, ubicata nel Comune di Colleferro, dove conferire circa 600 mila mc dal prossimo novembre 2018.

Finora la discarica era rimasta chiusa ai conferimenti per la presenza dei tralicci dell’alta tensione elettrica che, essendo posti ad un altezza troppo vicina ai cumuli di rifiuti, ne impedivano ulteriori abbancamenti.
“Improvvisamente”, dopo ben 8 anni, il Comune di Colleferro, il Ministero sviluppo economico, Terna e Lazio Ambiente spa, in Conferenza dei servizi, a luglio 2018, decidono di ottemperare alla prescrizione del 2009 e deliberano lo spostamento dei tralicci interni al sito (oneri a carico di Lazio Ambiente, procedure in capo all’Amministrazione comunale) e procedono con la rimozione per motivi di sicurezza e per recuperare tutte le volumetrie disponibili.
Rilasciata l’autorizzazione e approvato il progetto definitivo, i lavori per delocalizzare i piloni sono in corso e a novembre la discarica potrà accogliere 600.000 metri cubi di rifiuti trattati dai TMB di Roma e del Lazio.

Il campanello d’allarme per i cittadini era già suonato nel momento in cui, senza la revisione del Piano Rifiuti del Lazio e senza un Piano di chiusura della discarica, la Regione aveva deciso la sopraelevazione del sito di 7 metri (Determinazione regionale, 14.10.2016), salendo da 280 a 287 metri, contro cui avevano presentano ricorso al TAR e al Consiglio di Stato (respinti), Retuvasa e Comitato residenti Colleferro.
Va precisato che la pronuncia del Consiglio di Stato del 28.4.2017 imponeva a Lazio Ambiente di esibire le garanzie finanziarie, da presentare comunque entro 90 giorni dalla notifica, al fine di assicurare le risorse finanziarie per la gestione post mortem della discarica.
Lazio Ambiente non provvedeva alla loro presentazione, né venivano reclamate dalla Regione e/o dal Comune di Colleferro, così come non procedeva alla messa in sicurezza di Colle Fagiolara, relativamente alla stabilità dei fronti, alla regolarità delle pendenze, alla verifica puntuale della documentazione per la corretta gestione del sito.

Questo pesa sulle nostre tasche non meno delle dichiarazioni dell’Amministrazione comunale di colmare l’invaso creato dallo spostamento dei tralicci con il conferimento di rifiuti anche al fine di accantonare i fondi del post mortem, senza dare contestualmente assicurazioni sui precedenti accontonamenti.

Perciò, sono le inadempienze della Giunta Zingaretti e dell’Amministrazione comunale di Colleferro che fanno “riaprire” la discarica di colle Fagiolara.

Infatti, con il ricorso al TAR il Comitato residenti Colleferro chiederà alla Regione anche di ottemperare alla diffida stragiudiziale presentata dal Comitato il 16.08.2017 in merito alla mancata esecuzione dell’art.3, comma 85, della Legge regionale del Lazio n.17 del 2016 (BUR n.105, 31.12.2016), che così dispone:“La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, approva, sentita la competente commissione consiliare, un piano nell’ambito del quale siano definite: a) le procedure per la chiusura della discarica di Colle Fagiolara all’esaurimento della capienza residua e comunque non oltre un triennio;”.

Del piano di chiusura ad oggi non c’è traccia e questo fa intendere che le intenzioni della Regione e del Comune di Colleferro potrebbero essere altre.
Il destino della valle e dei nostri territori è comunque compromesso, ma una cosa è indubbia: l’impatto ambientale della discarica di Colle Fagiolara.
E’ per questo motivo che la sua “riapertura” va combattuta e contrastato il rischio di un futuro suo ampliamento, probabile, vista la carenza regionale e il mancato avvio delle procedura per il fondo post mortem e per la chiusura entro dicembre 2019».

F.to Comitato residenti Colleferro

 

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