Colleferro. È stato presentato in Aula consiliare il libro di Eric Véron dal titolo “Ho scelto l’Italia, contro-appunti di un imprenditore europeo”

 

COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stato presentato nel pomeriggio di Martedì 19 Febbraio, presso l’Aula Consiliare del Comune di Colleferro, il libro di Eric Véron dal titolo “Ho scelto l’Italia, contro-appunti di un imprenditore europeo” alla presenza del Sindaco Pierluigi Sanna, della Consigliera della Regione Lazio Eleonora Mattia, degli Assessori Diana Sanzani, Sara Zangrilli ed Umberto Zeppa ed i Consiglieri Marco Gabrielli, Francesco Guadagno, Luigi Moratti, Marco Palombi, Mario Poli, Agnese Rossi e Benedetta Siniscalchi, oltre a personalità politiche ed imprenditoriali del territorio.
Ha dialogato con l’autore Giorgio Novello, già Ambasciatore d’Italia in Norvegia e oggi Senior Vice President delle relazioni istituzionali di un’industria del territorio.

Nel suo intervento d’apertura il Sindaco si è dichiarato onorato di ospitare la presentazione di questo libro a Colleferro, un libro che è innanzitutto un atto d’amore nei confronti dell’Italia ed il racconto dell’esperienza di un imprenditore europeo che ha scelto la nostra nazione per sviluppare la sua attività, dopo aver lavorato negli Usa, in Francia, Olanda, Portogallo e Cina.

Eric Véron è infatti imprenditore franco-olandese, fondatore di Vailog srl, società specializzata in sviluppo immobiliare industriale, con sede a Milano, controllata da un Gruppo quotato alla Borsa di Londra.
Negli ultimi quindici anni ha costruito capannoni industriali in tutto il mondo e tra i suoi clienti può annoverare Ikea, Amazon, Leroy Merlin.

Nel presentare il suo libro l’autore ha evidenziato come intento della sua fatica letteraria sia stato cercare di sviluppare le motivazioni “per smontare tante idee sbagliate sul cosiddetto mal funzionamento e malessere di questo Paese’’, sottolineando come in Italia si possa fare impresa molto meglio che altrove. Naturalmente non tutto va bene, ci sono ambiti nei quali è necessario migliorare, ma “non si può ridurre questo paese in una valle di lacrime e pensare che nel resto del mondo tutto sia meglio”.

Ha poi proseguito sottolineando come in Italia esista ancora una cultura del lavoro e sia una terra ricca eccellenze industriali e Colleferro è un esempio eclatante di maestranze e di specializzazioni, la media e piccola industria in altri paesi è pressoché inesistente, ed avviare un’attività qui non è più difficile che in Francia o Germania, inoltre sul piano della burocrazia e corruzione nel resto d’Europa non se la cavano meglio.
In Italia si può fare impresa, crescere e macinare utili da investire oltre confine ed al contrario di quanto si pensi, qui lo si può fare molto meglio che altrove.

È un’attenta analisi quella che Eric Véron presenta nel suo libro, suddivisa in 15 capitoli per demolire altrettanti luoghi comuni: dalle infrastrutture a un’etica del lavoro che resiste e premia la produttività, dal patrimonio culturale alla qualità della vita, ragioni delle quali essere fieri e non lasciarci sopraffare da immagini idilliache dei paesi europei. Credere nelle proprie capacità, approfondire i grandi temi europei ed essere un po’ più ottimisti ci darebbe la spinta per diventare più forti in Europa.

Eric Véron (nel video in apertura il suo intervento) si è quindi sottoposto alle domande “impertinenti” di Giorgio Novello, sui temi trattati nel libro, da lui trovato “pacato, pregevole stilisticamente, senza enfasi e molto preciso per quanto riguarda i dati”, consigliando una lettura particolarmente attenta.

È stata una conversazione piacevole ed interessante che ha toccato varie problematiche, non ultima la questione europea, evidenziando come l’Europa sia un’avventura magnifica dove è necessario lavorare in una nuova ottica, e non deve essere considerata un’opzione, ma una necessità che ci consente di guardare, con un certo ottimismo, al futuro.

Un fuoco di domande e risposte seguito con particolare attenzione dai presenti, unica nota di rammarico non avere tra il pubblico anche tanti giovani studenti per ascoltare e condividere giudizi decisamente positivi sul nostro Paese espressi da un imprenditore europeo convinto, come scrive nell’introduzione, che “l’Italia abbia strutturalmente e culturalmente una grande capacità di generare talenti, che molto spesso trovano spazio in Italia ed altre volte all’estero.
La creatività, il senso della bellezza, la cultura, l’estetica, sono qualità propriamente italiane”.

 

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