Colleferro. “Cosa è stato davvero il ’68?”. Successo per l’incontro pubblico organizzato dall’Anpi con Luciana Castellina


Stagione Teatrale 2017-2018 - Teatro “Vittorio Veneto” - Comune di Colleferro

COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Luciana Castellina è stata ospite presso l’Aula Consiliare del Comune di Colleferro nel pomeriggio di Venerdì 6 Aprile.
L’incontro, organizzato dalla locale Sezione Anpi – Staffetta Partigiana, è stato patrocinato dal Comune di Colleferro.

Prima di arrivare in Aula Consiliare Luciana Castellina ha voluto portare il suo saluto ai cittadini del Presidio Rifiutiamoli di Colleferro che da 145 giorni circa, presidiano la strada che porta agli inceneritori, impedendo di fatto il passaggio dei mezzi per il revamping.

La giornalista, scrittrice ed ex parlamentare, più volte eurodeputata e presidente onoraria dell’Arci, si è informata sulle azioni intraprese e da intraprendere e poi insieme alle donne presenti ha voluto sferruzzare per “una pezza contro gli inceneritori”, azione di “urban knitting” che sta diventando emblema caratterizzante delle donne del Presidio.

“Opificio

In Aula Consiliare è stata accolta dal Sindaco Pierluigi Sanna, dai moderatori Prof.ssa Amalia Perfetti e Lorenzo Pugliese oltreché da un folto e caloroso pubblico.

Dopo l’intervento del Sindaco – che ha ringraziato l’illustre ospite per aver accettato l’invito della Sezione Anpi di Colleferro, che da sempre opera nell’organizzazione di incontri con esponenti di spicco della lotta partigiana e del panorama politico – la Prof.ssa Amalia Perfetti ha introdotto la figura di Luciana Castellina, che ricordiamo è stata tra i protagonisti della sinistra italiana antifastica sin dalla nascita dell’Italia repubblicana, distintasi quale militante e dirigente del Partito Comunista e tra i fondatori dello storico quotidiano il Manifesto nel 1969.

Si è quindi passati a dialogare sulla tematica dell’incontro “Cosa è stato davvero il ’68?”.
Sicuramente «una bellissima stagione», ha esordito la Castellina, capace di investire tutto il Paese, scaturito dalla lotta studentesca che cercò da subito il rapporto con gli operai, e che ha rappresentato uno spartiacque per i costumi delle società occidentali ed espresso la necessità di fondare la libertà nei rapporti sociali di produzione, in un clima collettivo e sociale.

Tanti gli aneddoti raccontati con grande passione ed analizzate le conquiste che il ’68 portò ad un’Italia che abbandonava la fase di arretratezza per entrare nella modernità ed inevitabilmente nelle gravi contraddizioni che ne sarebbero seguite.

Luciana Castellina ha dato testimonianza di un periodo in cui fare politica significava dedizione appassionata ed attività di grande fascino, dove si cercavano soluzioni per rendere migliore la società e le condizioni di vita.
Entrata nel Pci alla fine della guerra, fu espulsa nel 1969 a causa della fondazione, insieme ad altri militanti, de “Il Manifesto”, ma soprattutto per aver messo in discussione l’allora immobilismo del Partito Comunista di fronte al vento di rinnovamento del movimento del ’68, rientrando nel partito solo nel 1985.

L’incontro ha assunto il valore di un dialogo tra amici con la partecipazione fortemente attiva del pubblico presente, intervenuto con domande, opinioni, curiosità che hanno evidenziato come il ’68, mitizzato, contestato, amato e odiato rappresenti, ancora, terreno fertile per confronti ed indagini.

«Il ’68 – ha continuato la Castellina – fece scoprire la bellezza della politica ad un’intera generazione: l’uscire dalla solitudine, la scoperta del mondo e la consapevolezza che non si è nessuno se non si instaura un rapporto con l’altro e che ognuno di noi può incidere sulla storia e non essere soltanto calpestato».
Il movimento del ’68 in Italia durò circa un decennio, lasciando poi spazio agli anni delle contraddizioni e della lotta armata.

Inevitabilmente molte delle speranze di quelle ragazze e di quei ragazzi che volevano rivoluzionare la vita, la politica, il sesso, la musica, ed ambire a nuove prospettive sociali sono state in parte tradite, pur riconoscendo al movimento il raggiungimento di significative conquiste in campo sociale e produttivo.

Luciana Castellina ha terminato il suo intervento con un invito rivolto ai giovani invitandoli «a sprigionare la loro immaginazione e la loro voglia di fare “buona politica”».

“Ri…Belli

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