Colleferro. Commemorazione Scoppio del ’38. Dopo la corona e la mostra, oggi una seduta straordinaria del Consiglio comunale congiunto con Paliano, Labico, Valmontone e Artena

COLLEFERRO (RM) – Questa mattina, 29 Gennaio, in occasione degli 80 anni dallo scoppio del 1938 presso la Bpd di Colleferro, l’Amministrazione Comunale nella persona del sindaco Pierluigi Sanna ha deposto una corona presso il monumento dedicato, situato al centro della rotatoria di raccordo tra Via degli Esplosivi e Via Latina.

Al tragico evento, nel quale persero la vita sessanta lavoratori non solo di Colleferro ma anche dei comuni limitrofi, è dedicata una mostra fotografica, dal titolo “29 Gennaio 1938”, appositamente allestita presso la sala A. Ripari (ex Sala Konver) in Via degli Esplosivi, che è stata inaugurata subito dopo.

Nel pomeriggio alle ore 18, presso l’aula consiliare del comune di Colleferro si terrà una seduta straordinaria del Consiglio comunale congiunto con i comuni di Paliano, Labico, Valmontone e Artena, partner del Progetto Città della Cultura 2018 di cui il comune di Colleferro è capofila.

Al termine della seduta consiliare Maurizio Mosetti leggerà alcune note scritte da Don Umberto Mazzocchi sul tragico evento del ’38.
Subito dopo verrà proiettato un breve “teaser” di un documentario in corso di realizzazione dal titolo “Colleferro ’38” a cura della Vision Studio e con la regia di Michela Micocci.
A seguire è previsto un concerto del quartetto “Grace”, a cura dell’Associazione Poliarte, anch’esso allestito in esclusiva per la Commemorazione dell’80° Anniversario dello Scoppio del ’38.

 

Come ben seppe descrivere l’allora Parroco Don Umberto Mazzocchi nel libro “Colleferro, dal Borgo alla Città Industriale”: «Era sabato, il cielo era tersissimo come poche volte si vede a Colleferro, tirava un venticello gelato che mozzava gli orecchi. Io avevo celebrato la messa delle 7 e alle 7:30 ero entrato nel confessionale. All’improvviso alle 7:40 si sente uno scoppio fortissimo che fece rimanere tutti allibiti, perché per noi tutti era un segnale di morte».

E poi «Un seguito di scoppi vicini e lontani, fiamme lunghe decine di metri che passavano in alto, un cielo coperto come fogli che volavano in alto e poi ricadevano a terra; sembravano foglie perché erano pezzi di macchinari, sassi, bombe, che lo spostamento d’aria aveva portato in aria, e tutto questo in un cielo coperto di polvere, che però diventava rosso, nero, giallo a seconda degli oggetti che esplodevano, come si trattasse di un’esplosione di fuochi artificiali».

Questa grande tragedia contò sessanta vittime tra operai e tecnici, e 1.500 feriti più o meno gravi, impegnati nel tentativo di domare gli incendi e portare soccorso a coloro che per primi furono investiti dall’esplosione.

 

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